Un Napoli decimato crolla col Porto nel finale, notte fonda per Allegri: i playoff di Champions sono lontani

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Il Napoli perde 4-1 in casa del Porto, azzurri fermi a tre punti in classifica e playoff di Champions League molto lontani.

Un Napoli decimato dagli infortuni, con appena 13 uomini di movimento a disposizione più due Primavera in panchina, torna con zero punti dalla trasferta in casa del Porto. La sconfitta per 4-1 – fissata dalle reti di Bednarek, Gabri Veiga, Kiwior e Samu su rigore per i lusitani, intervallati dal gol del momentaneo pari di McTominay – affonda ulteriormente gli azzurri nella classifica del girone di Champions League: sono ora raggiunti a quota 3 dagli uomini di Farioli, alla prima vittoria nella competizione dopo tre sconfitte. Attualmente il Napoli sarebbe fuori dai playoff, ma il calendario – con Brugge, Viking e Sabah ancora da affrontare, oltre al Manchester City – potrebbe ancora dare ai partenopei quei 7 punti che quasi sicuramente varrebbero la qualificazione alla fase a eliminazione diretta.

Allegri ha pochissime scelte, visti i dieci assenti con cui si presenta in Portogallo (nove infortunati più Marianucci fuori lista europea): la moria di terzini impone il ritorno alla difesa a tre, con Vergara adattato a tutta fascia, mentre De Bruyne viene riportato più avanti, alle spalle dell'unica punta Hojlund, che torna dopo l'influenza che gli aveva fatto saltare la Juve.

Il match parte subito in salita per il Napoli, trafitto da Bednarek su calcio d'angolo all'11': il difensore nazionale polacco viene lasciato libero di saltare indisturbato, nulla può Meret sul pallone indirizzato nell'angolo alla sua destra. Bisogna aspettare la mezzora per vedere concretizzarsi la reazione degli azzurri, con Hojlund che si invola da metà campo e conclude di poco fuori, complice la deviazione di Kiwior. Poco dopo il danese si vede annullare un gol al termine di un contropiede fulminante: l'assist di Politano è un attimo in ritardo, il fuorigioco è di poco ma netto. Ci pensa allora McTominay nel finale della prima frazione a rimettere il punteggio in parità, ribadendo in rete da sotto misura una respinta miracolosa di Diogo Costa su bella girata di Hojlund.

Il Porto – che non ha alternative alla vittoria – fa la partita nel secondo tempo e costruisce occasioni pericolose a ripetizione: Meret è prontissimo prima su Gabri Veiga, poi soprattutto su Rosario da un passo. È un monologo dei padroni di casa: Bednarek va ancora vicino al gol di testa cogliendo la parte alta della traversa, Gabri Veiga la fa tremare con una legnata da fuori area che Meret neanche vede.

È il preludio al crollo verticale degli azzurri, trafitti da Gabri Veiga al 71′ (rasoterra tra le gambe di Meret dopo essere entrato in area tutto solo), poi da Kiwior di testa all'80' (ancora su calcio d'angolo, fotocopia del gol subìto nel primo tempo) e infine da Samu su rigore all'89' (espulso Rafa Marin che aveva atterrato lo stesso attaccante di origini nigeriane). Troppo corta la coperta per Allegri, la notte del do Dragao è amara come quella di Torino con la Juve.

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