Wolff spiega perché Kimi Antonelli vola e Russell soffre con la stessa Mercedes: “È colpa nostra”

Toto Wolff parla con George Russell mentre Kimi Antonelli li osserva nel box Mercedes.
Toto Wolff insieme a Kimi Antonelli e George Russell. Il team principal ha spiegato perché i due piloti riescono a sfruttare diversamente la stessa Mercedes W17.
Kimi Antonelli domina ad Austin, Russell chiude ottavo e parla di appena sei giri competitivi. Wolff spiega perché la W17 aggiornata si adatta diversamente ai due piloti e si assume la responsabilità delle difficoltà del britannico.

Due piloti, la stessa Mercedes W17, risultati che sembrano arrivare da due macchine completamente diverse. Kimi Antonelli ha dominato il GP degli Stati Uniti di Formula 1 2026, George Russell ha chiuso ottavo senza riuscire a spiegarsi dove fosse finita la sua velocità. Dopo Austin è intervenuto Toto Wolff, che ha riconosciuto un problema preciso nel comportamento della monoposto e si è assunto la responsabilità delle difficoltà del britannico: "È colpa nostra".

Il team principal della Mercedes ha spiegato che Russell fatica molto più del compagno quando la vettura esce dalla propria finestra di funzionamento ideale. Non significa che George sia diventato improvvisamente più lento di Antonelli. Il problema, secondo l'austriaco, è riuscire a dargli una macchina che risponda alle sue caratteristiche di guida.

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Wolff spiega perché Russell soffre più di Antonelli con la Mercedes W17

"Quando riusciamo a mettere a punto la macchina in un modo che gli si addice, George è assolutamente veloce. Ma quando esce dalla finestra di funzionamento, fa fatica. Più di Kimi, forse. Ed è una nostra responsabilità", ha ammesso Wolff dopo la gara in Texas.

Il team principal ha difeso apertamente Russell, respingendo l'idea che il distacco dal compagno rifletta una differenza così grande nel talento dei due piloti. "George non è mezzo secondo o tre decimi più lento di Kimi. Non è assolutamente così", ha precisato, spiegando che Mercedes deve ancora capire quali modifiche all'assetto possano permettergli di ritrovare la velocità.

E Austin ha reso evidente il problema. Antonelli ha conquistato la pole position rifilando 441 millesimi al compagno, sesto in qualifica, e domenica ha vinto con oltre 13 secondi di vantaggio su Leclerc. Russell, invece, è arrivato ottavo dopo una gara complicata anche dalla penalità di cinque secondi e dal traffico dietro Oscar Piastri.

"Sei giri buoni, cinquanta brutti", ha riassunto il britannico. Dopo il pit stop, con le gomme dure, era riuscito per qualche passaggio a girare sui tempi di Antonelli. Poi ha raggiunto la McLaren di Piastri, senza trovare il modo di superarla. Ma è soprattutto il passo insufficiente del primo stint a lasciarlo senza spiegazioni.

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Il problema della Mercedes aggiornata: prima penalizzava Antonelli, ora Russell

C'è un particolare che rende la situazione ancora più interessante. A Singapore era stato Antonelli a soffrire con la W17 aggiornata, mentre Russell aveva utilizzato la precedente configurazione. Il nuovo pacchetto aerodinamico introdotto a Sepang aveva aumentato il carico, soprattutto sull'anteriore, complicando la ricerca del corretto bilanciamento.

Come avevamo già ricostruito attraverso le spiegazioni dell'ingegnere Mercedes Simone Resta, gli aggiornamenti avevano reso la monoposto più difficile da mettere a punto. Una macchina potenzialmente più veloce, ma anche più sensibile alle regolazioni.

Ad Austin entrambi i piloti avevano finalmente la stessa configurazione aggiornata. Dopo le difficoltà del venerdì, Mercedes ha lavorato sull'assetto, anche grazie al simulatore, riuscendo a trovare una soluzione particolarmente efficace per Antonelli (che nelle prove libere ha fatto anche un lavoro sul retrotreno che invece il suo compagno di squadra non ha fatto).

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Andrew Shovlin, responsabile degli ingegneri di pista, ha confermato che dall'introduzione degli aggiornamenti è diventato più difficile individuare la finestra di assetto corretta. E Wolff aveva già sottolineato dopo le qualifiche che il margine di funzionamento della W17 si era ristretto.

Questo ovviamente non basta a spiegare ognuno dei 54 secondi persi da Russell in gara, anche perché il britannico ha pagato una penalità ed è rimasto a lungo bloccato nel traffico. Ma chiarisce perché due piloti con la stessa macchina possano ottenere prestazioni tanto differenti.

E mentre Kimi Antonelli è ormai a soli due punti dalla certezza matematica del titolo mondiale, Mercedes deve ancora trovare il modo di rendere la W17 altrettanto efficace nelle mani di Russell. Wolff non dubita delle capacità del suo pilota: è alla squadra che chiede di trovare una risposta.

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