La Ferrari aspettava il crollo di Kimi Antonelli ad Austin: aveva fatto male i calcoli sulla strategia

Kimi Antonelli festeggia sul podio del GP degli Stati Uniti 2026, con Charles Leclerc alle sue spalle.
Kimi Antonelli festeggia la vittoria ad Austin davanti a Charles Leclerc: la Ferrari si aspettava un calo delle prestazioni della Mercedes che non è mai arrivato.
Leclerc rivela che, secondo i calcoli fatti dalla Ferrari, Kimi Antonelli avrebbe dovuto rallentare nel finale del GP degli Stati Uniti. L’italiano ha invece vinto con una sola sosta, con gomme mai testate sulla distanza e con una strategia che la scuderia di Maranello aveva bocciato a priori.

La Ferrari aveva fatto i suoi calcoli: Kimi Antonelli avrebbe dovuto cominciare a perdere prestazione nel finale di gara del GP degli Stati Uniti della Formula 1 2026, quando le gomme dure della sua Mercedes avrebbero accumulato parecchi giri. Charles Leclerc ci ha sperato davvero, tanto da chiedere ripetutamente in radio al proprio ingegnere i tempi del rivale. Ma quel rallentamento non è mai arrivato. Il 20enne italiano ha vinto ad Austin con oltre 13 secondi di vantaggio, portando al traguardo una strategia a una sola sosta che a Maranello non era stata considerata la soluzione migliore per nessuno dei suoi due piloti.

A raccontare quanto le previsioni Ferrari fossero diverse dalla realtà è stato lo stesso Leclerc nella conferenza stampa  post-gara: "A un certo punto ho persino pensato che vincere fosse possibile quando ho visto Kimi scegliere una sola sosta. Secondo i nostri calcoli, avrebbe dovuto cominciare a soffrire un po' di più verso la fine della gara. Ma non è mai successo" ha infatti ammesso il monegasco.

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Antonelli sorprende Ferrari con una strategia che nemmeno Mercedes aveva potuto verificare fino in fondo

La Mercedes ha costruito la vittoria allungando il primo stint di Antonelli su gomme medie fino al 24° giro, prima di montare le dure e proseguire fino alla bandiera a scacchi. Ferrari e Red Bull avevano invece puntato sulle due soste. Una strategia legata anche ai treni di pneumatici disponibili e alle previsioni sul degrado.

Il dettaglio più sorprendente è emerso dalle parole dello stesso Antonelli: durante le prove libere non aveva effettuato alcuna simulazione di gara sulle gomme dure. Le aveva utilizzate soltanto nelle FP1 e non sapeva quanto potesse spingere senza comprometterne la durata.

"Eravamo in comunicazione costante con Bono perché non avevo fatto un long run sulle dure. Non sapevo quanto potessi spingere o quanto dovessi gestire", ha difatti spiegato il pilota italiano, riferendosi al suo ingegnere di pista Peter Bonnington. La risposta è arrivata direttamente dall'asfalto. Dopo pochi giri il leader del mondiale ha capito che gli pneumatici garantivano una tenuta superiore alle aspettative e ha potuto mantenere un ritmo competitivo fino al traguardo.

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Leclerc si aspettava di recuperare, ma le gomme di Antonelli non cedevano

La differenza tra le due strategie è diventata evidente nella seconda metà della corsa. Dopo l'unico pit stop Mercedes, Antonelli ha recuperato rapidamente terreno e si è ripreso la testa della gara al 32° giro, superando proprio Leclerc.

Al termine di quel passaggio i due erano separati da appena 629 millesimi. Cinque giri dopo il vantaggio della Mercedes era già salito a oltre tre secondi, prima ancora che il ferrarista effettuasse la seconda sosta, arrivata al termine del 39° giro.

Con le dure nuove, Leclerc è diventato velocissimo, firmando anche il giro più veloce dell'intera gara in 1:37.976. Prima di potersi mettere davvero a caccia della Mercedes numero 12 ha però dovuto superare Norris e Verstappen, mentre il bolognese continuava a girare con regolarità davanti a tutti.

"Continuavo a chiedere al mio ingegnere quale fosse il passo di Kimi, ma probabilmente ero troppo ottimista", ha ammesso Charles, riconoscendo che difficilmente avrebbe raggiunto la Mercedes anche senza il tempo perso nei sorpassi.

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Perché i calcoli Ferrari sono stati smentiti dalla pista

La spiegazione arriva anche dalla Pirelli. Secondo il responsabile Motorsport Dario Marrafuschi, le gomme dure hanno offerto prestazioni leggermente migliori del previsto, rendendo la strategia a una sosta la soluzione più efficace, seppure con un margine ristretto rispetto alle alternative.

Questo non significa che Ferrari abbia perso una vittoria certa per un errore del muretto. Lo stesso Leclerc ha riconosciuto la superiorità di Kimi Antonelli e ha individuato anche nelle difficoltà incontrate in qualifica, quando non era riuscito a portare correttamente in temperatura gli pneumatici, il più grande rammarico del suo weekend.

Resta però il dato che ha deciso la sfida strategica: Ferrari aveva previsto che Antonelli sarebbe diventato vulnerabile nel finale. Mercedes ha invece trovato nelle gomme dure la soluzione per non concedergli alcuna possibilità di rimonta. E lo ha fatto con una mescola che il futuro campione del mondo (ormai gli mancano solo due punti per la certezza aritmetica) non aveva nemmeno potuto provare sulla distanza durante il weekend e con una strategia che la scuderia di Maranello aveva già bocciato a priori.

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