Ivan Capelli: “Kimi Antonelli era in una trappola. È strano che Hamilton e Leclerc non si ribellino in Ferrari”

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L’ex pilota di F1, apprezzatissimo talent di Sky, a Fanpage ha parlato del suo ritorno in telecronaca. Ma Capelli ha anche elogiato Kimi Antonelli e parlato della Ferrari e di Max Verstappen.

Chiacchierare con Ivan Capelli è sempre un piacere. In pochi ne sanno quanto lui di Formula 1, che ha vissuto prima da pilota e poi da commentatore. L'ultimo GP del Mondiale, che è durato un'infinità, ed è stato seguitissimo, ha visto Capelli dopo nove anni al commento e sui social gli apprezzamenti sono stati davvero tanti. Capelli a Fanpage.it ha parlato anche della Ferrari, ha spiegato perché in Formula 1 quando piove le vetture si fermano quasi totalmente, della rinata Red Bull e di Kimi Antonelli, che si sta avviando verso il suo primo titolo Mondiale, che con ogni probabilità vincerà a 20 anni.

Nella gara del Bahrain, disputata in Malesia, c'è stato il tuo ritorno al commento ufficiale in Formula 1. Avrai notato che dovunque gli appassionati hanno mostrato grande gioia. Sicuramente ti ha fatto piacere, ma te sei reso conto di questo affetto?
Mi ha fatto piacere ovviamente. Perché sta a significare che quello che è stato fatto in passato ha lasciato il segno, oltre vent'anni di telecronaca non sono state dimenticate, ed è bello. Il fatto di essere tornato ufficialmente con Carlo (Vanzini ndr.) mi ha fatto molto piacere. Senz'altro è stato un ritorno impegnativo con una gara durata tantissimo, ho dovuto mettermi in sesto per le abitudini della telecronaca, è stata una lunga maratona, mi sono divertito.

La gara della Malesia è stata molto intensa e quando è iniziata ha visto anche la Ferrari in difficoltà per la scelta delle gomme.
Anche io mi ero fatto prendere da quelle immagini, quelle dell'asfalto, che avevo visto e pensavo fosse la scelta giusta, evidentemente l'acqua si infiltrava in quest'asfalto rugoso. Ci è cascata anche la McLaren.

Né la Ferrari né la McLaren hanno differenziato la strategia, come mai? 
Quello che fa specie che sia la McLaren che la Ferrari, ma in generale questo vale anche per Mercedes e Red Bull, non hanno differenziato le strategie. C'è poca voglia di penalizzare uno dei due piloti, avendo il cinquanta percento di scegliere la cosa giusta o sbagliata. La scelta è sempre uniforme. A quel punto lì o la azzecchi o la sbaglia. Mi pare evidente che non c'è più la voglia di differenziare la strategia.

Può essere che non differenziano strategie forse perché non vogliono creare polemiche all'interno? Se avesse avuto la scelta migliore uno tra Hamilton e Leclerc sarebbe accaduto il finimondo.
Non vogliono creare dissidi all'interno della squadra, si decide così ed è così. È singolare, però, che i piloti accettino questa situazione. Nessuno si ribella e dice: ‘voglio fare una cosa diversa e fatemela fare'. Ai tempi in cui correvo io avevamo la possibilità di decidere. Oggi tutti hanno tantissimi dati, ma c'è anche un grande confronto con ingegneri e il pilota forse non ha modo di imporre la propria volontà.

Dopo la gara del Bahrain, disputata in Malesia, si può dire che Antonelli abbia mezzo titolo in tasca?
A Kimi sembra vada tutto per il verso giusto. Ha ottenuto vittorie meravigliose in piste iconiche come Monte Carlo o Monza. Poi anche quando corre di difesa, in Malesia aveva capito che era difficile stare davanti a Verstappen, riesce a ottenere punti pesanti. A quel punto con Max davanti l'obiettivo di Antonelli era stare davanti a Russell, e che succede? Il compagno di squadra si ritira. Ora è ovvio che ha un grande vantaggio (84 punti su Russell ndr.) e così può affrontare con grande comfort queste ultime gare. Per parafrasare quello che dice sempre Carlo (Vanzini ndr.) per Leclerc, quest'anno  Antonelli è un po' il ‘predestinato'. Kimi sembra il vero predestinato.

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Kimi Antonelli a 7 GP dal termine è leader del Mondiale F1, con 84 punti su Russell, secondo.

Quanto lo ha aiutato il nuovo regolamento? La rivoluzione quanto ha avvantaggiato Antonelli?
I ragazzi stanno crescendo, oltre a Kimi si stanno comportando bene anche Hadjar, Lindblad e Bearman. Loro hanno meno memoria di quello che c'era in passato, quindi sono meno condizionati dal poter anche cambiare leggermente il loro stile di guida, o di fare qualcosa che può parere innaturale. Inoltre lavorare con tutti questi strumenti aiuta. C'è il driver coaching con cui analizzi ogni singola curva, poi c'è il simulatore, ci sono tantissimi dati. Hanno anche una mentalità più aperta rispetto a chi guidava un tempo, e chi guidava una volta pensava solo a schiacciare l'acceleratore il più possibile.

Invece perché quando arriva la pioggia in Formula 1 quasi non si corre più, si ritarda?
Questa è una bella domanda. Tutto è legato all'incremento dell'attenzione sulla sicurezza. Noi una volta eravamo buttati in pista senza la minima attenzione. Quando correvo, che non è un secolo fa, noi avevamo un ‘fanalino' diciamo così per la pioggia, una piccola luce da pochi volt che compariva nel momento in cui arrivava la nube d'acqua. Tu guidavi e viaggiavi al buio, correndo rischi allucinanti. Oggi si parla di sicurezza a 360 gradi.

Quindi è legato tutto alla sicurezza?
Sì. La sicurezza è alla base di tutto e ciò vale sia per i piloti che per le vetture che per il circuito, così come per i marshal che vengono ad aiutarti. Oggi viene letto tutto in maniera diversa. Certamente questo ti toglie un po' di poesia, viene a mancare quello che era il thrilling, la suspence delle corse sotto l'acqua. Una volta eravamo buttati nella mischia, oggi ci sono ragionamenti più ampi.

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Ivan Capelli, ex pilota di F1, nel circus dal 1985 al 1993. Da anni apprezzato talent TV.

Perché poi con la pioggia si vede davvero se c'è stoffa.
La gara della Malesia ha dimostrato che una volta che ci sono delle variabili non controllate: dall'intensità della pioggia alla pista i piloti che hanno talento, quelli che riescono a interpretare immediatamente la situazione fanno la differenza. Ti faccio un esempio pratico. I primi giri di Antonelli assieme a Verstappen e a Russell, giri nei quali ha trovato immediatamente il limite della macchina, dimostrano quanto è cresciuto questo ragazzi. Kimi è stato eccezionale, non si è fatto spaventare, non ha fatto errori. Quella era una trappola micidiale, era il peggior inizio possibile per lui che invece è riuscito a massimizzare tutto. A me ha fatto impressione vedere questo ragazzo che ha confermato di essere un fenomeno.

Tu hai una teoria, un'idea specifica, sulle differenze tra ieri e oggi con le gare con la pioggia.
Chi ricorda gli anni '80, gli anni '90, quei periodi meravigliosi in cui c'erano piloti come Ayrton Senna o Michael Schumacher e ha i capelli bianchi o non li ha, come me, ha un grande difetto. Perché purtroppo facciamo il paragone con quell'epoca, perché veniamo da quell'esperienza. Pensiamo al cambio manuale, alla doppietta, al motore V12. I ragazzi nati in questo millennio sanno che il cambio è al volante, non sanno cosa sia la frizione in queste macchine o il cambio manuale. Quindi la Formula 1 la comprendono così e la accettano così, per quello che è. La conoscono così, l'hanno scoperta in questo modo. Noi facciamo il paragone e quindi abbiamo sempre una sensazione di amaro in bocca facendo questo paragone.

La Red Bull, al di là della vittoria di Verstappen, in queste ultime gare ha dimostrato di aver fatto un salto di qualità, lo confermi, al di là dei risultati?
Quello che va sottolineato e che pur avendo perso figure importanti, incluso Newey e a breve pure Jonathan Wheatley che andrà in Audi, e stiamo parlando di figure determinanti, è riuscita a ricreare un gruppo, a ritrovarsi, a fare degli sviluppi importanti e a fare dei grossi passi in avanti, andando avanti con quello zoccolo duro di ingegneri; ed hanno fatto questo avendo al centro di tutto questo percorso Max Verstappen, che è la figura cardine.

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Max Verstappen è salito sul podio negli ultimi quattro Gp disputati, in Malesia ha vinto.

Max che potrebbe togliersi altre soddisfazioni da qui fino ad Abu Dhabi?
Da qui a fine anno penso proprio che Verstappen diventerà il grande alleato di Kimi perché sarà sempre lì in mezzo a portare via punti a Russell. Potrebbe essere la novità di fine stagione, con la Red Bull che costantemente sfiderà la Mercedes.

Quindi potrebbe prefigurarsi un duello puro tra Verstappen e Antonelli, quello che magari ci sarà nel 2027?
Tutti ce lo diciamo già. Per la Formula 1 sarebbe una grande sfida tra due grandissimi piloti, due amici, al momento, perché Verstappen e Kimi si rispettano molto. Questo in attesa di avere altri piloti come Leclerc o Norris in lizza con loro, per provare ad avere una sfida sempre più appassionante. In generale dopo le cinque vittorie di fila di Kimi che hanno ‘ammazzato il campionato' c'è stato equilibrio, e quell'equilibrio sarebbe l'obiettivo per la prossima stagione.

La Ferrari invece è seconda nel Costruttori, ha vinto due gare, però alla fine questa è un'altra annata che sta per scorrere via.
Quello che si può sottolineare è che non c'è mai stato un Gran Premio, pure quelli in cui ha vinto, in cui la Ferrari è arrivata in pista e ha dimostrato di essere un passo avanti rispetto agli altri. Anche in quelle gare, dove loro stessi dichiaravano di avere un deficit di prestazione, hanno sempre rincorso gli altri, e questo è stato il punto debole della Ferrari. Anche dove noi ci aspettavamo qualcosa di importante, come a Monte Carlo o in Ungheria, la Ferrari non si è presentata come la vettura da battere.

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Lewis Hamilton in Malesia ha ottenuto il 208° podio della sua carriera in F1.

Non è facile identificare un solo problema, ma perché alla fine è andata così?
Il progetto quest'anno ha una lacuna intrinseca che fa sì che motore, power unit e telaio non abbiano mai prodotto una pista in cui si è fatta la differenza. Al contrario di quello che ha fatto Verstappen nell'ultimo GP. Si era capito subito al venerdì che la Red Bull avesse qualcosa in più. La Ferrari non ha mai avuto una gara così. Invece è sempre alla rincorsa, alla ricerca di una scommessa, alla ricerca dell'idea, dell'azzardo, di tirare i dadi come ha fatto domenica, ciò fa si che a volte la imbrocchi e tante altre parti penalizzato.

Quantomeno però si può dire che la Ferrari ha la miglior coppia di piloti con Hamilton e Leclerc, sei d'accordo?
Sono due piloti di prima fascia, hanno entrambi un carattere molto forte, hanno un bel piglio, non vogliono mollare mai. Forse la Ferrari è la squadra più forte nell'insieme. A entrambi è mancata la possibilità di avere un weekend con la macchina migliore. Invece sono sempre stati a rincorrere e a cercare un compromesso.

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