Kimi Antonelli racconta l’ultima sfuriata di Toto Wolff: “Mi ha detto di non farlo mai più”

Kimi Antonelli osserva un monitor nel box Mercedes con Toto Wolff alle sue spalle
Kimi Antonelli e Toto Wolff nel box Mercedes. Il pilota italiano ha raccontato l'ultima volta in cui il team principal si è arrabbiato duramente con lui.
Kimi Antonelli racconta il duro rimprovero ricevuto da Toto Wolff dopo le proteste contro Russell nella Sprint del Canada. Il giorno dopo affrontò lo stesso rivale con un approccio diverso e vinse il GP.

L'ultima volta che Toto Wolff si è arrabbiato davvero con Kimi Antonelli, la Mercedes era in testa a una gara e il suo pilota stava chiedendo via radio una penalità per il compagno di squadra George Russell. Era la Sprint del GP del Canada, a maggio. Cinque mesi dopo, alla vigilia del possibile primo titolo mondiale in Formula 1, il giovane italiano è tornato su quell'episodio raccontando il rimprovero ricevuto dal suo capo: non avrebbe dovuto ripetere quel comportamento, perché avrebbe danneggiato sia lui sia la Mercedes.

A rivelarlo è lo stesso 20enne bolognese in un'intervista concessa ad Auto Motor und Sport. Alla domanda sull'ultima vera sfuriata di Wolff, Kimi ha indicato proprio Montreal: "È passato parecchio tempo. È successo in Canada, durante la Sprint. Dopo il contatto con George mi sono lamentato un po' via radio". Il team principal era intervenuto già mentre correva, ma la discussione non era finita lì: "Dopo mi ha detto di non farlo mai più. Non faceva bene a me e nemmeno alla squadra".

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La sfuriata di Wolff dopo il duello tra Antonelli e Russell in Canada

Per capire perché Wolff perse la pazienza bisogna tornare al sesto giro della Sprint del 23 maggio. Antonelli provò a superare Russell all'esterno della prima curva. I due entrarono in contatto, Kimi finì sull'erba e poco dopo perse anche la seconda posizione a vantaggio di Lando Norris.

L'italiano accusò Russell di averlo spinto fuori pista e chiese che venisse penalizzato. Peter Bonnington cercò di riportarlo alla calma, ma le proteste continuarono. A quel punto Wolff prese personalmente la radio per fermarlo: doveva concentrarsi sulla guida, non continuare a lamentarsi. La discussione sarebbe stata affrontata all'interno della Mercedes, non attraverso comunicazioni ascoltabili da tutti.

La scena, come già raccontato da Fanpage.it, aveva portato alla luce la tensione tra i due piloti in piena lotta per il Mondiale. Ma il chiarimento arrivato successivamente spiega meglio che cosa avesse fatto arrabbiare Wolff.

Il capo della Mercedes, intervistato dalla Formula 1 dopo la Sprint, non contestò l'aggressività di Antonelli. Disse anzi di non volerla limitare. Una protesta via radio poteva essere comprensibile, anche una seconda. Ripetere la stessa accusa tre o quattro volte, invece, non andava bene. Il problema non era aver tentato il sorpasso su Russell, ma continuare a discutere dell'episodio mentre la gara era ancora in corso.

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Cosa fece Antonelli il giorno dopo: il duello con Russell e la lezione in pista

Il giorno successivo i due Mercedes tornarono a sfidarsi, stavolta nel Gran Premio. Antonelli e Russell lottarono a lungo nelle prime posizioni, ma l'italiano affrontò il confronto con un atteggiamento diverso.

Dopo la vittoria, arrivata anche grazie al ritiro del compagno per un problema tecnico, Kimi spiegò di essere stato molto più calmo rispetto alla Sprint. Aveva aspettato maggiormente, cercando di mettere pressione su Russell e indurlo all'errore anziché forzare immediatamente il sorpasso.

Non è possibile stabilire quanto il rimprovero di Wolff abbia inciso su quella scelta. Il confronto tra le due gare mostra però una differenza concreta: nella Sprint Antonelli aveva perso una posizione e continuato a protestare, mentre nel GP era riuscito a gestire una battaglia prolungata senza lasciarsi trascinare dalla stessa rabbia.

Anche le sue prime parole dopo la vittoria furono significative. Saputo del ritiro di Russell, Antonelli disse che gli dispiaceva e che avrebbe preferito batterlo in pista. La rivalità era rimasta, ma il modo di affrontarla era cambiato.

È questo il contesto in cui arriva oggi il racconto dell'ultima sfuriata di Wolff. Il team principal non gli aveva chiesto di rinunciare a lottare con Russell, ma di imparare a gestire ciò che succede quando una battaglia non va come vorrebbe. E alla vigilia del weekend in cui può diventare campione del mondo, Antonelli ricorda ancora quel rimprovero.

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