Perché Spalletti ha minacciato Cabal con un cazzotto: la sua Juventus non deve tentennare
Nonostante la Juventus fosse avanti di due gol e in totale controllo del match con l'AZ Alkmaar Luciano Spalletti continuava ad arrabbiarsi con i suoi in panchina. Figuriamoci cosa è successo nel finale quando gli olandesi hanno accorciato le distanze, rischiando di compromettere il successo bianconero. Letteralmente trasfigurato il tecnico con Cabal che ha minacciato con tanto di pugno messo sotto la faccia. Una scelta figlia del rischio di vanificare un successo ampiamente meritato. E a parte la reazione forte, non aveva tutti i torti sull'atteggiamento tattico dell'esterno.
Incontenibile Spalletti con l'esterno colombiano soprattutto per il modo in cui ha difeso in occasione della rete dell'AZ. Il 32 della Juventus non ha letto l'azione e si è perso l'avversario protagonista poi dell'inserimento che ha portato alla marcatura. Poco dopo quando Cabali si è recato in panchina, l'allenatore si è arrabbiato con tanto di cazzotto, denti digrignati e avvicinamento pericoloso. Spalletti ha invitato alla sua maniera il giocatore a stare più attento e non replicare lo stesso errore con tanto di "Ti do un cazzotto". Più chiaro di così, è difficile. In difficoltà Cabal che ha provato timidamente a chiedere ulteriori spiegazioni sul suo movimento.

Nel dopo partita il tecnico ha preferito non soffermarsi sui singoli né nel bene e né nel male. Qualcosa però ha voluto dirla, soffermandosi in particolare sugli errori commessi e che stavano per vanificare la super prova della Juventus che ha interrotto una striscia di 17 partite interne senza sconfitte in Europa dell'AZ.
Spalletti ha lanciato i messaggi giusti: "La cosa che mi convince meno della Juve? Mi convince quando li vedo avere l'atteggiamento giusto. Quello che mi preoccupa è quando si prende gol e poi: ‘Ma perché quest'altro non viene?'. Oppure: ‘L'ho agganciato, ma qual è il mio? Questo è tuo, questo è mio'. E poi gli altri si muovono, ti vanno a trovare lo spazio, ti bucano con la palla dietro le spalle e vai a prendere un gol per una decisione non presa. Le decisioni non prese sono peggiori di quelle sbagliate, perché se tu decidi, decidi sbagliato e fai una cosa sbagliata, ha meno costo di quella non presa. Quella non presa è la peggiore di tutte le decisioni".
Cabal la prossima volta potrà anche sbagliare, ma l'importante sarà non tentennare come ha fatto nell'azione che ha rischiato seriamente di riaprire il match.