Cosa hanno detto le prove libere del GP Brasile: Antonelli domina ancora, Ferrari in difficoltà e Leclerc rischia il botto
Kimi Antonelli ha vinto il Mondiale la settimana scorsa. Potrebbe arrivare a Interlagos con la pancia piena. Invece no, mette la macchina in pista nelle FP2 del GP in Brasile e fa il tempo migliore. Davanti a Norris di 253 millesimi, che in Formula 1 sono una bella forbice. Davanti a Verstappen, a Russell, a Piastri. Tutti lì, racchiusi in pochi millesimi. Lui no. Resta là, davanti. Non si ferma più.
Alle sue spalle è successo di tutto. Max Verstappen ha passato la sessione a litigare con la macchina. Prima il motore che non va come dovrebbe. Dal muretto gli dicono che è questione di adattamento, che deve guidarla in un certo modo. Lui, in radio, sbotta: "Allora parlo direttamente con il motore". Poco dopo si deve fermare davvero. Problema allo sterzo. Torna ai box e non esce più. La sua sessione finisce lì.
E la Ferrari? Hamilton sesto. Leclerc settimo, a quasi tre decimi dal compagno. La monoposto non è brillante, il bilanciamento è spostato verso il posteriore, velocità che manca. Sir Lewis si lamenta dell'anteriore, non digerisce la Medium. Il monegasco dice al muretto che sente qualcosa di strano: "Ma che succede al motore?".
Poi c'è il momento che poteva finire male in Curva 15. Leclerc sta chiudendo il giro, va forte. Davanti a lui c'è la Haas di Camara, che si sta preparando a lanciare il suo. Il pilota brasiliano al debutto, non s'è accorto di niente e stringe la traiettoria. C'è il ferrarista che quasi gli arriva addosso e si prende un bel rischio per evitare una collisione che sarebbe stata spaventosa. Lo spazio si restringe verso la via di fuga ma Leclerc non alza il piede anche se fuori dalla traiettoria. Tiene la macchina, chiude il giro, perde qualche decimo. Per lui quello era il primo vero giro del weekend (in FP1 la macchina l'aveva guidata Beganovic).
Dietro, Bortoleto fa ottavo davanti a tutti, Bearman entra in top 10 con la Haas. Franco Colapinto chiude 11° precedendo Arvid Lindblad e Liam Lawson del Racing Bulls, davanti al suo compagno di squadra alpino Gasly, Fernando Alonso e a Camara. Carlos Sainz ottiene la 17ª posizione con la Williams, davanti a Lance Stroll (Aston Martin), Alex Albon (Williams), Sergio Perez e Valtteri Bottas della Cadillac. Hulkenberg, invece, non ha nemmeno girato. Audi non è riuscita a sistemare il problema che aveva già fermato Slater nelle FP1. Saracinesca del garage abbassata, tocca ai meccanici fare il miracolo.
C'è un'ultima cosa che in qualifica può decidere tutto: la prima curva, quella insidiosa che è a forma di S come Senna. Tutti i piloti, in frenata, fanno fatica a bloccare le ruote. Perfino lo stesso Kimi è andato via giù, lungo la via di fuga in cemento prima di rientrare sull'asfalto. Quel tratto in discesa è pieno di asperità, la macchina salta. Se sbagli lì, la pole va a qualcun altro. Antonelli, per ora, non ha sbagliato niente. Nemmeno dopo aver vinto già tutto. Ha ancora fame.
I tempi delle FP2 al GP del Brasile
1. Kimi Antonelli (Mercedes) 1m10.763s
2. Lando Norris (McLaren) +0.253s
3. Max Verstappen (Red Bull) +0.259s
4. George Russell (Mercedes) +0.273s
5. Oscar Piastri (McLaren) +0.321s
6. Lewis Hamilton (Ferrari) +0.450s
7. Charles Leclerc (Ferrari) +0.720s
8. Gabriel Bortoleto (Audi) +1.017s
9. Isack Hadjar (Red Bull) +1.076s
10. Ollie Bearman (Haas) +1.228s
11. Franco Colapinto (Alpine) +1.233s
12. Arvid Lindblad (Racing Bulls) +1.245s
13. Liam Lawson (Racing Bulls) +1.279s
14. Pierre Gasly (Alpine) +1.346s
15. Fernando Alonso (Aston Martin) +1.775s
16. Rafael Camara (Haas) +1.798s
17. Carlos Sainz (Williams) +1.979s
18. Lance Stroll (Aston Martin) +2.179s
19. Alex Albon (Williams) +2.190s
20. Sergio Perez (Cadillac) +2.553s
21. Valtteri Bottas (Cadillac) +2.620s
22. Nico Hulkenberg (Audi) nessun tempo.