Hamilton è sempre più convinto: Leclerc corre contro di lui. E porta la prova

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Nel media day alla vigilia del GP del Brasile, Lewis Hamilton non arretra di un passo rispetto alle accuse a Charles Leclerc. È battaglia dilaniante all’interno della Ferrari.

Se qualcuno pensava che Lewis Hamilton avrebbe fatto un passo indietro rispetto alle accuse durissime rivolte a Charles Leclerc nella conferenza dopo il GP del Messico – quando aveva sostanzialmente detto che il monegasco correva per sé stesso e non per la squadra della Ferrari, arrivando ad affermare che per lui le corse fossero "o vinco io o non vince nessuno di noi" – le nuove dichiarazioni del sette volte campione del mondo di Formula 1 nel media day alla vigilia del GP del Brasile raccontano esattamente l'opposto: Sir Lewis insiste nel sostenere che Leclerc corre prima contro di lui e poi contro tutti gli altri piloti in griglia, il che ovviamente non può che tradursi in un danno immane per la scuderia di Maranello.

Hamilton porta una prova a sostegno della sua tesi, quando il discorso viene espressamente introdotto da una domanda che gli viene posta da chi ugualmente ha notato che Leclerc sembra affrontarlo in modo particolarmente aggressivo in pista, decisamente più irruente per non dire ostile rispetto a quanto fa con gli altri piloti. A questo proposito viene ricordato a Lewis quello che è accaduto alla prima curva del Gran Premio di Singapore del mese scorso, quando il monegasco si è trovato a lottare ruota a ruota con Max Verstappen per prendere la testa della corsa, salvo alzare il piede dall'acceleratore e rinunciare a forzare la curva per restare affiancato all'olandese della Red Bull.

Un comportamento abbastanza diverso dal duello rusticano innescato da Charles nel GP del Messico poco dopo la partenza, quando non ha mollato di un centimetro nei confronti di Lewis, finendo fuori pista e danneggiando in un colpo solo la propria gara – per la successiva penalizzazione di 5 secondi – e quella di Hamilton, superato nella bagarre da Verstappen e furioso via radio per la vittoria che gli era stata "scippata" per colpa del compagno. Qui sotto il video del momento di massima tensione al circuito Hermanos Rodriguez.

Per Hamilton la differenza di condotta di Leclerc tra Singapore con Verstappen e Messico con lui è evidente

Ebbene, messo di fronte al paragone tra le due circostanze di Singapore e Messico, Hamilton nella chiacchierata di Interlagos ci va giù ancora duro con Leclerc, usando un tono pacatissimo e tuttavia chirurgico, con la conseguenza che il livello di battaglia interna in Ferrari ora è ancora più alto: "Se la vedo anch'io quel modo? Sì. Vedo quello che vedi tu. A Singapore era completamente ruota a ruota, completamente all'interno per la testa della corsa alla curva 1, e penso che sia stato decisamente diverso". Insomma lì Charles avrebbe avuto ancora più motivo per non frenare e insistere per sopravanzare Verstappen (qui sotto il video).

Poi Lewis butta lì un'altra bordata a Leclerc, con riferimento al passato: "Ma voglio dire, se guardi i compagni di squadra, era la stessa cosa con Sebastian, era la stessa cosa con Carlos", ovvero Vettel e Sainz, i due piloti che hanno condiviso il box della Ferrari col monegasco prima di lui e che anche loro – secondo l'inglese – godevano dello stesso trattamento, del tipo ‘o me o piuttosto mai tu'.

Hamilton non solo non arretra, ma vuole che tutti sappiano che lui invece è guidato da motivazioni opposte e che fin dall'inizio ha fatto di tutto per convivere con Leclerc nella maniera più produttiva possibile. E ancora, è lui a essere un sette volte campione del mondo, che sa come si vince e può spiegarlo al team, dalla fabbrica alla pista. Questo non cambierà: "Charles è qui da molto tempo, da otto anni, è profondamente integrato nel team e sapevo che sarebbe stata una sfida. Ho sempre rispettato questo aspetto quando mi sono avvicinato alla squadra. Ho lavorato sodo per costruire un buon rapporto con lui, colmare le distanze e assicurarmi che fossimo in armonia e che lavorassimo duramente insieme".

Hamilton insisterà per cambiare le cose in Ferrari: "Lo farò finché sarò qui, bisogna spingere. Possiamo vincere"

"Ovviamente non è facile avere una persona come me in una squadra – continua Hamilton – perché sono molto schietto e insisto, insisto e insisto per ottenere molti cambiamenti, e continuerò a insistere per ottenerne altri. E finché sarò qui, le cose rimarranno così. Sono qui per vincere, e per vincere bisogna collaborare con tutti quelli che ti circondano. Stiamo tutti remando, cercando di far sì che ognuno remi allo stesso ritmo e con la stessa forza. Bisogna spingere, e anch'io devo spingere, e devo essere spinto per migliorare. Possiamo sempre migliorare e diventare più bravi. E credo fermamente che questa squadra possa lottare per il campionato il prossimo anno".

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Hamilton e Leclerc con Fred Vasseur lo scorso anno: oggi ci sono meno sorrisi in Ferrari

Parole che sono rimaste senza contraltare, visto che Leclerc è a Monaco per la nascita della prima figlia e anche Vasseur non è in Brasile. "Sono ancora frustrato, quindi è necessario parlarne, e lo faremo quando il tempo lo permetterà – spiega Hamilton riguardo all'ennesimo chiarimento necessario – Al momento non c'è un piano perché non abbiamo avuto il tempo di sederci tutti faccia a faccia, dato che Fred è tornato a Maranello e Charles è a Monaco, ma ci siederemo a parlarne. Non credo che tutto si risolverà e sistemerà in un solo incontro, ma è importante che ciò che costruiamo ora ci metta nella posizione giusta per l'anno prossimo, quando credo davvero che potremmo lottare per il campionato del mondo. Questo è l'unico obiettivo".

Da parte sua, se necessario, Hamilton ribadirà ancora il suo punto di vista: "Non ho intenzione di farmi mettere a tacere, nessuno mi ha chiesto di non dire nulla. E le cose stanno così". Rimettere assieme i cocci del rapporto – secondo alcuni mai decollato veramente – tra i due piloti della Ferrari potrebbe essere più difficile che dare al motore della Rossa quei cavalli che sono mancati nel corso di tutta questa stagione.

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