Lewis Hamilton: “Quando sei a 300 all’ora non fai calcoli su quello che dici. Nessuno mi ha mai zittito”

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Alla vigilia del GP Brasile, Lewis Hamilton torna sulla querelle con Leclerc e fa capire che non si farà problemi a continuare a dire ciò che pensa sempre.

In Brasile è a casa, è la sua seconda patria. Amore reciproco. Sir Lewis Hamilton da San Paolo è stato costretto a tornare sul contatto con Leclerc e le successive parole di fuoco. Il pilota della Ferrari, che a Interlagos disputerà la 400ª gara della sua carriera, non arretra di un millimetro né riguardo Leclerc né sul suo stile, che non piace né a Vasseur né pare alla proprietà: "Non mi farò mai mettere a tacere".

"Non sono mai stato messo a tacere"

Il contatto in curva 4 in Messico, la penalità lieve per Leclerc, cinque secondi invece di dieci, la rabbia per l'accaduto, per la gara di fatto persa, anzi regalata a Verstappen, paroledurissime via radio, un paio di volte almeno, e bordate dopo la festa di Kimi Antonelli. Parole di fuoco verso Leclerc, che hanno esaltato i suoi fan e fatto arrabbiare quelli di Leclerc, oltre allo stesso pilota monegasco.

Dal Brasile, Sir Lewis puntualizza un paio di questioni che gli stanno a cuore, la prima è quella più importante: "Non mi farò mai mettere a tacere. Non sono mai stato messo a tacere". Dunque, come a dire: ‘continuerò aa dire quello che penso, anche se Leclerc non è d'accordo'.

"Quando sei a 300 chilometri orari non hai tempo di fare calcoli"

Hamilton poi respinge le accuse di chi ha dichiarato, puntandogli il dito, di essere un puro calcolatore, di dire determinate cose con un interesso preciso, mettere la squadra dalla sua parte: "Qualcuno sostiene che io dica cose calcolate. Ma quando sei in gara il tuo battito cardiaco è di 170, stai guidando a 300 chilometri orari, non hai tempo di calcolare quello che dici e non pensi a cosa scriveranno i giornalisti".

Infine una leggera sponda, che in realtà non c'è: "A volte dici delle cose e potresti pentirtene dopo, ma io no, non mi scuserò mai per essere autentico e vero. Non mi farò mettere a tacere, non mi è stato mai chiesto di non dire nulla".

La frecciata a Leclerc dal Brasile

Poi parlando di Leclerc ha sottolineato la situazione iniziale, ricordando alcuni numeri: "Lui è qui da tempo, ha vinto nove GP in otto anni, è radicato nella Scuderia e ho sempre rispettato questo. Ho lavorato sodo per costruire un buon rapporto con Charles colmare il divario. Naturalmente so che non è facile avere qualcuno come me che entro in un team, parlo in modo schietto e spingo, spingo, spingo per tanti cambiamenti".

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