Hamilton durissimo su Leclerc: “Ha 28 anni… è come dica: o vinco io o nessuno di noi”

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Al termine del GP del Messico, Lewis Hamilton ha avuto parole molto dure nei confronti di Charles Leclerc, dopo l’attacco subìto dal compagno in Ferrari alla partenza, che ha rovinato la gara di entrambi.

Ok, va bene perdere perché al motore Ferrari mancano parecchi cavalli rispetto alla concorrenza – e Lewis Hamilton alla fine del GP del Messico ha proprio auspicato che il prossimo anno i motoristi del Cavallino colmino il divario – oppure per episodi fortuiti e indipendenti dai propri comportamenti, ma buttarsi sempre la zappa sui piedi perché si sbaglia strategia o perché semplicemente una strategia non c'è, lasciando ai piloti il libero arbitrio di danneggiarsi a vicenda, è davvero avvilente e mortificante per la memoria di Enzo Ferrari, che da un bel po' avrebbe spiegato a tutti come si sta in questo mondo per eccellere.

Nella Formula 1, dove vita e morte sportiva si decidono sui millesimi, dove i dettagli fanno la differenza al massimo livello, vedere il tuo compagno di squadra, Charles Leclerc, che ti attacca in maniera durissima – con rischi ben visibili a chiunque di combinare un disastro – poco dopo la partenza, quando si è partiti alla grande e si è nelle prime due posizioni, deve essere quanto di peggio possa capitare a un pilota che ha costruito un solido piano gara che dalla pole position può portarlo alla vittoria. Soprattutto quando quel piano gara viene buttato all'aria perché l'attacco del compagno permette il sorpasso alla Red Bull di Max Verstappen, che da lì costruisce la vittoria del 74simo Gran Premio della sua carriera – complice la penalità inflitta poi a Leclerc, che completa il disastro per la Ferrari – nel giorno che consacra Kimi Antonelli campione del mondo.

Hamilton chiede per l'ennesima volta un confronto interno alla Ferrari dopo l'attacco di Leclerc in partenza

Hamilton quest'anno ha già ribadito più volte il punto di vista autorevole di un sette volte campione del mondo, ovvero che c'è tanto lavoro da fare nel team al di là della parte tecnica, lo ripete anche adesso, dice che ci sarà da discutere internamente, e tuttavia nella conferenza post gara bastona per bene Leclerc, con parole tanto dure quanto era stato duro l'attacco del compagno in pista: "Abbiamo avuto una buona partenza e penso che oggi avessimo la macchina per vincere – è l'incipit del discorso del 41enne inglese, apparso furioso a caldo – Sfortunatamente, avevamo la macchina per conquistare facilmente il primo e il secondo posto, ma a causa delle prime due curve, tutto è andato in fumo. E poi, in pratica, abbiamo dato la vittoria a Max, e a loro è bastato rimanere davanti a noi, cosa che ha fatto egregiamente. È un peccato perché abbiamo perso punti preziosi per la squadra. È qualcosa su cui dobbiamo riflettere".

Sulla condotta di Leclerc, Hamilton la prende alla lontana: "Sapete, credo che la cosa fondamentale da ricordare, e forse questo si impara con l'età, sia che ogni decisione presa in macchina ha un impatto su tutte le persone che lavorano dietro le quinte per l'intero team. Quindi, lavorare in squadra fa parte del nostro lavoro e del nostro contratto. Dobbiamo lavorare in squadra, cosa che avremmo potuto fare facilmente oggi. È un peccato vederci perdere, come è successo. Questo continuerà a ripetersi a meno che non si prendano provvedimenti, a meno che non si abbia una conversazione seria e approfondita. Quindi, non dovrebbe più accadere in futuro. Certo, in passato ho avuto scontri accesi con i miei compagni di squadra, e non sempre si riesce a fare la cosa giusta, ma nove volte su dieci dovremmo esserne capaci. Quindi credo che ne parleremo in privato e, si spera, avremo delle buone conversazioni. Di sicuro non sarà facile, ma bisogna farlo".

"Quando il tuo compagno di squadra lavora contro di te è dura. Ha 28 anni, non è una questione di età"

La frustrazione è ancora tanta e quando viene chiesto al campione di Stevenage se è deluso nel trovarsi a chiedere ancora quel tipo di colloqui interni alla Ferrari, Lewis non nasconde il suo stato d'animo: "Non so cosa debba succedere ora, come discuteremo le cose quando torneremo. Non sono del tutto sicuro di come voglio affrontare la questione. Sono felice perché questo ragazzo (Kimi Antonelli, seduto vicino a lui, ndr) ha appena vinto il campionato, quindi sono davvero combattuto perché, da una parte, sono felice, e dall'altra sono davvero incazzato. Abbiamo perso punti preziosi, e noi, come squadra, abbiamo lavorato duramente. Avremmo potuto facilmente fare una doppietta oggi. Davvero, avevamo il passo per farlo. Arriviamo alla curva 4 in prima e seconda posizione. Se manteniamo la posizione, penso che tutto possa succedere in gara. Ma quando il tuo compagno di squadra lavora contro di te e poi perdi posizioni in questo modo, è sicuramente dura. Quindi, ne parleremo in privato, e non vale la pena dire molto altro. Non abbiamo regole di ingaggio, e non so se questo cambierà qualcosa da parte di Charles. Dobbiamo solo capirlo, ma qualcosa deve cambiare di sicuro. Penso che dal mio punto di vista, se fossi dietro e mi prendessi tutti i rischi e finissimo per perdere come squadra, allora penso di dover dare delle spiegazioni, perché questo ha un impatto su molte persone. Penso che avremmo potuto facilmente, come ho detto, fare una doppietta oggi, che sarebbe stata enorme per la squadra e per tutti coloro che in fabbrica hanno lavorato così duramente per portarci questi aggiornamenti. Non so davvero cosa verrà fatto perché finora non è stato fatto nulla di concreto".

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Charles Leclerc e Lewis Hamilton prima della partenza del GP del Messico: i sorrisi lasceranno il posto alla rabbia

Poi l'affondo più duro, quando un'altra domanda tira in ballo "l'inesperienza" di Leclerc circa il lottare per i primi posti e non per un quinto o sesto, in particolare quando la lotta per la vittoria è col proprio compagno di squadra. Una possibile spiegazione che Hamilton non accetta: "Il ragazzo ha 28 anni, quindi non credo sia una questione di età. Penso sia una questione di mentalità. È come dire: ‘O la va o la spacca. O vinco io o non vince nessuno di noi'. E non dovrebbe essere così. Dovremmo ottenere una doppietta. Sai, a Silverstone, avrei potuto fare il kamikaze e buttarlo fuori pista, facendoci perdere la vittoria, ma invece la doppietta era lì. Penso che l'abbiamo ottenuta (primo e terzo, ma il senso è chiaro, ndr). Spero che in futuro lavoreremo per creare un ambiente di lavoro migliore".

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