Hamilton si presenta in TV a Singapore e si prende la colpa: “È stata una mia scelta, abbiamo sbagliato”
Lewis Hamilton non ha cercato alibi dopo il sesto posto nelle qualifiche Sprint del GP di Singapore della Formula 1 2026. Si è presentato davanti alle telecamere e ha indicato subito il punto in cui, secondo lui, Ferrari e soprattutto lui hanno sbagliato: il programma scelto per l'SQ3. "Abbiamo fatto un piano di run leggermente diverso dagli altri. È stata una mia scelta e penso che abbiamo sbagliato", ha ammesso il sette volte campione del mondo.
Fino a quel momento la serata della Ferrari era stata molto diversa. In SQ1 e soprattutto in SQ2, con gomme medie, la SF-26 aveva mostrato un passo eccellente: Charles Leclerc aveva chiuso davanti a tutti e Hamilton secondo, dando la sensazione che la pole fosse davvero alla portata.
Poi in SQ3, con la soft, qualcosa è cambiato. Il monegasco ha comunque salvato il terzo posto con un giro fantastico, mentre il sette volte campione del mondo è scivolato al sesto con una tornata da 1:31.702. Il britannico ha spiegato che la scelta di effettuare un solo assalto alla pole era stata sua, mentre il suo compagno di squadra aveva caricato più carburante per completare due tentativi e ha infatti trovato il miglior tempo proprio nel secondo.
Ma Hamilton non ha ridotto tutto alla strategia del run. Anzi, subito dopo ha ammesso di non aver capito fino in fondo perché la macchina fosse cambiata così tanto: "In Q1 e Q2 sembrava buona. Poi non so davvero cosa sia andato storto". Con la soft la SF-26 è diventata improvvisamente molto più difficile da controllare.
Il problema, nelle sue parole, era soprattutto al posteriore: "Tanto grip, ma solo davanti e niente dietro". Il 41enne di Stevenage ha parlato di una Ferrari molto sovrasterzante e nervosa, senza riuscire a stabilire se la causa fosse una cattiva preparazione degli pneumatici posteriori, un problema di bilanciamento oppure un principio di surriscaldamento.
Una lettura che coincide con quanto spiegato anche dalla Ferrari dopo la sessione. Fred Vasseur ha infatti confermato che le SF-26 si sono comportate meglio con la media rispetto alla mescola più morbida, mentre Pirelli ha indicato proprio nel warm-up degli pneumatici uno degli elementi che ha maggiormente differenziato le squadre a Marina Bay.
Lewis Hamilton, però, è partito da sé. Prima ancora di parlare di gomme o bilanciamento ha scelto di prendersi la responsabilità della decisione che lo ha portato ad affrontare l'SQ3 con un solo tentativo. Una scelta che a Singapore, con pista in continua evoluzione e una soft difficile da mettere subito nella finestra giusta, si è rivelata costosa.