Hamilton ignora ancora il muretto Ferrari: “Box, box”, ma tira dritto e finisce in testacoda

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La Ferrari richiama Lewis Hamilton ai box durante il GP Brasile, ma il britannico prosegue sulle gomme da asciutto e nel giro successivo finisce in testacoda. Il team radio ricorda quanto accaduto a Singapore. Dopo la gara Hamilton spiega di aver ricevuto informazioni insufficienti sulla pioggia, ma si assume la responsabilità: “È colpa mia. Chiedo scusa al team”

Lewis Hamilton non esegue ancora una volta l'ordine del muretto Ferrari di rientrare ai box. Era già successo a Singapore, accade nuovamente nel GP Brasile 2026. Questa volta però il sette volte campione del mondo si ritrova a percorrere un altro giro con le gomme soft da asciutto mentre la pioggia aumenta d'intensità, finendo in testacoda.

Il team radio con l'ingegnere Carlo Santi ricorda quanto avvenuto appena un mese prima, ma sono soprattutto le spiegazioni fornite da Hamilton dopo la gara a riaprire la questione della comunicazione tra il pilota e la squadra.

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Ferrari chiama Hamilton ai box, Lewis tira dritto: il team radio e il testacoda

Mancano meno di dieci giri alla conclusione della corsa a Interlagos. La pioggia torna a intensificarsi e le condizioni della pista peggiorano rapidamente. La Direzione Gara disattiva l'Overtake Mode e le squadre cominciano a richiamare i propri piloti per sostituire le gomme da asciutto con le intermedie.

Anche la Ferrari decide di fermare Hamilton. Santi gli comunica via radio: "Box, box", indicando il passaggio alle Intermedie. Lewis però non imbocca la corsia dei box.

Nell'onboard si vede la SF-26 arrivare nella zona d'ingresso della pit lane, alle spalle della Racing Bulls di Liam Lawson, per poi proseguire sul tracciato. La reazione del britannico arriva immediatamente via radio: impreca e segnala di aver mancato l'ingresso.

Leclerc, nel frattempo, effettua regolarmente la propria sosta. Hamilton rimane fuori un altro giro sulle soft, nonostante la pioggia sempre più intensa. Poco dopo perde il controllo della monoposto e finisce in testacoda. Riesce a ripartire e a raggiungere finalmente i box per montare le intermedie. Concluderà la gara in nona posizione, alle spalle del compagno di squadra.

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Hamilton spiega perché non è rientrato: "Mi sono mancate informazioni. Comunque è colpa mia"

Nell'intervista post gara, Hamilton ricostruisce l'accaduto e introduce un elemento importante. L'ultima informazione ricevuta dal muretto, racconta, era che l'intensità della pioggia sarebbe rimasta stabile. Per questo continuava a sentirsi sufficientemente a proprio agio con le gomme da asciutto. L'ordine di rientrare è poi arrivato quando si trovava già all'ultima curva, lasciandogli pochissimo tempo per valutare la situazione e preparare l'ingresso nella corsia box.

Hamilton ritiene dunque di non aver avuto tutte le informazioni necessarie per affrontare correttamente quel momento. Ma non cerca di scaricare completamente la responsabilità sulla squadra: "Mi sono mancate informazioni. Comunque è colpa mia. Chiedo scusa al team".

Una spiegazione che non cancella il mancato rispetto della chiamata, ma rende meno scontata l'interpretazione dell'episodio come una scelta deliberata di ignorare il muretto. Hamilton sostiene che l'indicazione sia arrivata troppo tardi rispetto alle condizioni che gli erano state comunicate.

Il precedente di Singapore e la riunione con Vasseur e Leclerc

La somiglianza con quanto accaduto l'11 ottobre a Singapore è evidente. Durante una Virtual Safety Car, la Ferrari aveva richiamato entrambi i piloti ai box. Leclerc aveva eseguito l'ordine, Hamilton aveva proseguito.

Anche allora Lewis aveva spiegato di aver mancato l'ingresso della pit lane. Successivamente aveva ammesso di aver deciso di rimanere fuori per difendere la posizione. Una scelta rivelatasi disastrosa, che gli aveva fatto perdere la possibilità di salire sul podio e lo aveva relegato al sesto posto. Vasseur aveva criticato la decisione e Hamilton si era assunto la responsabilità dei punti persi.

Il nuovo episodio arriva appena pochi giorni dopo la riunione tra il team principal, Hamilton e Leclerc a Interlagos, convocata per chiarire le tensioni esplose tra i piloti dopo il GP Messico. Un confronto nel quale era stata ribadita la necessità di lavorare nell'interesse della Ferrari, pur senza affrontare necessariamente le specifiche questioni strategiche emerse oggi.

A Singapore Hamilton aveva scelto di proseguire dopo aver mancato l'ingresso. In Brasile racconta invece di essere stato richiamato troppo tardi e senza informazioni sufficienti.

Due circostanze diverse, dunque, ma con lo stesso risultato: il muretto ordina una sosta che non viene effettuata. Questa volta, oltre ai punti persi, c'è anche un testacoda che avrebbe potuto compromettere definitivamente la sua gara. E ancora una volta Hamilton deve chiedere scusa alla Ferrari.

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