Hamilton ignora l’ordine della Ferrari a Singapore e perde il podio: perché non è rientrato ai box
Lewis Hamilton aveva il podio del GP di Singapore della Formula 1 2026 praticamente in mano quando la Ferrari gli ha ordinato di rientrare ai box durante la Virtual Safety Car decisa per rimuovere l'Aston Martin di Stroll rimasta in panne in mezzo alla pista. Charles Leclerc, che lo precedeva, obbedisce, il sette volte campione del mondo no. Il britannico resta in pista, prova a portare fino alla fine una gomma soft già vecchia di oltre venti giri e trasforma una possibile doppietta Ferrari sul podio in un sesto posto. Dopo la gara si è aperto in radio e si è preso tutta la responsabilità: "È stata una mia scelta, vi ho fatto perdere punti importanti".
La decisione, però, nasce molto prima. Il team di Maranello aveva differenziato le strategie al via: Leclerc sulla soft, Hamilton sulla media. La C4 si rivela immediatamente meno efficace e Lewis si ferma già al 18° giro per montare la mescola più morbida. Quando il monegasco effettua la sua sosta e passa alla media, il 41enne di Stevenage gli torna alle spalle con una gomma più performante. Via radio fa presente di aver perso tempo e dice al muretto: "Devo sfruttare questa velocità". Ma la risposta che arriva dal suo ingegnere di pista Carlo Santi non è quella che si aspettava e resta quindi dietro al compagno.
È questo passaggio a rendere comprensibile, almeno nella logica, ciò che succede al 39° giro. La Direzione di Gara impone il regime di Virtual Safety Car per la vettura ferma di Stroll. Le due Ferrari sono seconda e terza, separate da circa 4 secondi e mezzo, abbastanza per effettuare un doppio pit-stop senza particolari problemi. L'ordine del muretto per entrambi è quello di rientrare per il pit-stop. Leclerc lo fa e monta una soft fresca, Hamilton invece rimane fuori.
Fred Vasseur, prima ancora di parlare con Lewis, ricostruisce la scena in maniera molto netta: "Abbiamo chiamato entrambe le macchine. Uno dei miei piloti ha detto: ‘No, preferisco restare in pista'". Poi corregge parzialmente la formulazione riferendo la versione secondo cui Lewis avrebbe "mancato l'ingresso della pit lane". Ma aggiunge una frase altrettanto chiara: "Non date la colpa alla squadra". Per Vasseur quindi la scelta di restare fuori è stata "chiaramente un errore".
La spiegazione successiva di Hamilton usa parole più prudenti: sostiene di aver "mancato l'ingresso", ma conferma che da quel momento ha deciso di restare fuori per mantenere la posizione in pista. Ed è proprio qui che sembra emergere il vero motivo del suo mancato rientro ai box. Se fosse entrato dietro Leclerc nel doppio pit-stop, sarebbe certamente tornato in pista ancora alle spalle del monegasco, questa volta con entrambi su gomme soft fresche e, salvo cataclismi, i due sarebbero arrivati con quelle posizioni alla bandiera a scacchi.
Restare fuori era invece l'unica possibilità per Hamilton di mettersi davanti a Leclerc senza chiedere al muretto quello scambio di posizione che qualche giro prima non era arrivato in suo favore. Il resto è una scommessa: far durare gli pneumatici usurati fino alla bandiera oppure beneficiare di un'altra neutralizzazione che gli consentisse eventualmente una sosta meno costosa che potesse addirittura permettergli di provare ad insidiare anche la prima posizione di Verstappen, seppur questa ipotesi sarebbe stata comunque remotissima anche in caso di Safety Car favorevole.
La gara a quel punto gli presenta il conto. Il britannico completa 44 giri con lo stesso set di gomme soft, più di chiunque altro. Negli ultimi 22 giri perde in media circa 2,5 secondi al giro rispetto a Leclerc. Antonelli, Norris e infine Piastri lo superano e il podio si trasforma così in un sesto posto.
Nel giro di rientro il sette volte iridato non cerca né alibi né un colpevole: "Scusate ragazzi, oggi vi ho deluso con quella strategia. È stata una mia scelta". Dopo essere sceso dalla SF-26, però, Hamilton si sente male. Viene visitato dal team medico FIA e ottiene l'esenzione dagli obblighi con la stampa. Le sue parole sono quindi affidate al comunicato ufficiale della Ferrari e anche in questo caso non cerca scuse: "È una dura lezione da imparare, ma mi assumo la piena responsabilità delle decisioni prese. Non sempre le scelte che facciamo danno i risultati attesi e riconosco di aver sbagliato, anche se mi spiace per la squadra e per i punti lasciati per strada oggi".