Lewis Hamilton si sente male dopo la gara di Singapore, viene visitato dal team medico: la FIA lo esenta per il post-GP
Una indisposizione improvvisa al termine di una gara molto impegnativa sotto il profilo fisico ed emotivo. Lewis Hamilton è stato visitato dallo staff medico del circuito e, a causa di quel lieve malessere dovuto al caldo torrido e alla disidratazione, ha ricevuto l'autorizzazione della FIA per non partecipare alla conferenza stampa post gara. Poco dopo ha lasciato il centro ma ha concesso una dichiarazione tramite il Team.
"Oggi non abbiamo ottenuto il risultato sperato e la responsabilità è mia. Su una pista dove è difficile sorpassare, bisogna provare qualcosa di diverso: ho scelto di partire con una nuova gomma media, di fare un long drive e provare una strategia a una sola sosta. Sfortunatamente, la gomma media non ha reso bene come la morbida".
Il mea culpa di Hamilton poi il malessere
Si è chiuso così il Gran Premio di F1 a Singapore, dopo essersi assunto tutta la colpa per il doppio podio mancato dalla Ferrari. Oltre allo stress di una corsa difficile anche per il contesto climatico, ha avvertito su di sé tutto il peso di quella situazione. Non se l'è presa col muretto, non ha accampato scuse tirando in ballo le deficienze della sua monoposto. E se c'è stato un difetto di strategia nella scelta degli pneumatici e dei cambi gomme è stata solo colpa sua. A fine gara il sette volte campione del mondo apre il Team Radio e ammette: "Scusate ragazzi, oggi vi ho deluso con le mie decisioni".
L'errore di valutazione compiuto dall'inglese è tutto lì, al giro 39 (su 62 complessivi). In pista c'è la Virtual Safety Car: in quel momento Hamilton è terzo dietro Max Verstappen e Charles Leclerc. Il monegasco decide di approfittare di quella situazione e rientra ai box per effettuare un secondo pit-stop e montare gomme morbide. Lewis no, sceglie di restare ancora fuori: esclude il cambio perché vuole giocarsi l'opzione della sosta singola. È un azzardo, lo sa bene. E gli va male. È allora che il destino del suo GP prende una piega negativa. La Ferrari si prende ancora un paio di giri prima di richiamare espressamente l'inglese, ma è troppo tardi. E quando la finestra necessaria per effettuare l'intervento si chiude, Hamilton ha già capito come va a finire.
L'errore costa caro: crolla al sesto posto
Leclerc, che ha chiesto alla scuderia di essere agevolato mentre si avvicina alla vettura gemella, lo passa in curva 5 al 48° giro e scappa verso la seconda posizione. È l'inizio del crollo. Il calo delle prestazioni di Hamilton è evidente a causa del degrado delle gomme: in 8 giri perde il piazzamento sul podio e scivola addirittura al sesto posto. Viene sorpassato prima da Kimi Antonelli, che invece la sosta l'aveva fatta in regime di VSC e col secondo posto a Marina Bay vede sempre più vicino il titolo Mondiale. Lo supera anche Lando Norris, che ha scelto la stessa strategia sugli pneumatici ma è messo meglio rispetto al ferrarista e resiste perfino al suo assalto. È costretto a cedere anche all'altro alfiere della McLaren, Oscar Piastri, che aveva subito una foratura nell'ultimo terzo di gara.
Da podio a zero, si ritrova con nulla in mano. "È stata una mia decisione. Ci ha fatto perdere punti preziosi. Cercherò di rifarmi nella prossima partita. Ottimo lavoro comunque con il pit stop", mormora Hamilton nella comunicazione coi box. Dall'altra parte, l'ingegnere di pista, Carlo Santi, si limita a un laconico "capito… grazie Lewis".
Perché ha deciso di non ascoltare la chiamata dal muretto? Il Team Principal, Vasseur, conferma tutta l'amarezza provata per un'opportunità sfumata per un errore di valutazione. "Abbiamo avuto l'opportunità di chiudere con un doppio podio e invece siamo arrivati secondo e sesto… è andata come andata, dobbiamo discutere con Hamilton per evitare queste situazioni in futuro. Quando gli abbiamo chiesto di lasciare strada a Leclerc è stato molto corretto. Peccato perché il mancato ingresso ai box ci è costato molti punti". Poi il malessere a corredo di una domenica bestiale per la Rossa.