Gattuso dopo Napoli-Lazio: “Sono arrivato nello spogliatoio e ho trovato un mortorio. Mi fa piacere”
Un campo difficile, un avversario ostico, un risultato che a conti fatti può anche essere considerato buono. Eppure la frase più rivelatrice di Gennaro Gattuso dopo Napoli-Lazio 1-1 non riguarda il campo, ma lo spogliatoio: "Sono arrivato e c’era un mortorio": musi lunghi, occhi bassi, la delusione di chi pensava di poter portare a casa qualcosa di più.
Per un allenatore che ha appena strappato un punto a casa di una squadra reduce da risultati negativi, in un Maradona sempre difficile da affrontare e con un clima di contestazione latente, potrebbe sembrare un dettaglio. Per Gattuso è invece il segnale più importante della serata. Una squadra che dopo un pareggio esterno è scontenta e vorrebbe di più è una squadra che non si sente appagata. Ed è proprio da lì che, secondo il tecnico, passa la differenza tra chi galleggia e chi resta competitivo.
Gattuso e lo spogliatoio "deluso": "Non era facile fare questa prestazione"
"Capisco che siano delusi, ma non era facile fare questa prestazione qui in questo momento", ha spiegato, rivendicando l'orgoglio per i suoi ragazzi. Il punto è che la Lazio ha dovuto fare i conti con un avversario che "nei primi minuti ci ha schiacciato" e che, come ha riconosciuto lo stesso Gattuso, ha "grandi giocatori" anche con le assenze. Resistere a quell'urto iniziale, accettare la sofferenza e poi uscire a piccoli passi dalla pressione è stato per lui il vero segno di maturità: "Abbiamo sofferto sulle transizioni, abbiamo accettato questa situazione".
Qui sta il cuore del discorso: Gattuso non nasconde che l'organico a sua disposizione non sia tra i più attrezzati e che la classifica non rispecchi, a suo dire, il valore di partenza della squadra. "Dobbiamo vivere alla giornata, perché noi lì in alto non c'entriamo nulla" ha ripetuto, con una frase da leggere non come un alibi, ma come una scelta di metodo: niente tabelle, niente calcoli, "mettere benzina e non guardare nulla". La classifica non va guardata, si pensa a "partita dopo partita" e a fare punti. Il riposo, per tre giorni in cui ricaricare le pile, poi la ripresa già giovedì.

L'elogio di Gattuso a Frattesi: "Un capoccione, uno dei pochi così in Europa"
Dentro questa filosofia trovano posto anche i giudizi sui singoli, che raccontano un lavoro quotidiano più che una singola serata. Su Frattesi, definito "un capoccione" e "uno dei pochi giocatori così in Europa", Gattuso riconosce il valore ma anche un difetto da correggere: la voglia di toccare più palloni, che lo porta a fissarsi sul gioco palla al piede invece di sfruttare le corse nello spazio, quelle con cui "potevamo fare gol". Nel secondo tempo, ha aggiunto, Taylor avrebbe potuto servire Isaksen anziché tirare: piccoli dettagli che separano un buon pomeriggio da uno ottimo, e su cui il tecnico intende continuare a lavorare.
Più positivo il giudizio su Noslin, descritto come "veemente in pressione" e ormai "più ordinato": se prima "non aveva i tempi giusti", sulla sinistra ha offerto, secondo Gattuso, "una grande prestazione". È la fotografia di un percorso di crescita, che passa dall'applicazione e dalla disponibilità a imparare.
Il messaggio che arriva da Napoli, in fondo, è questo. Con un organico inferiore ad altri e senza la pretesa di guardare la classifica, la Lazio di Gattuso prova a restare in alto con l'unico strumento che dipende solo da lei: l'atteggiamento. Quel "mortorio" nello spogliatoio, paradossalmente, è la prova che la squadra ha capito che anche un punto al Maradona non basta per sentirsi arrivata.