“Che c…o era quello?”, Leclerc rischia il botto per colpa di Camara in Brasile. Se la cava con una manovra pericolosa
"Che cazzo era quello?!". È la radio in diretta di Charles Leclerc, che ha rischiato di finisce contro il muro per evitare la Haas a Interlagos durante la FP2. E per evitarla ha dovuto azzardare una manovra rischiosa: passa radente al muro e sfiora la recinzione. La FIA ha scritto "chiaramente pericoloso". E poi non ha punito Camara, il pilota brasiliano al debutto.
Succede nella seconda sessione di libere del GP di F1 in Brasile. Il ferrarista sta chiudendo il giro con le soft. Arriva a tutta velocità in salita, verso la parte finale del circuito. Davanti a lui c'è la Haas. Va piano. Sta sulla traiettoria. Inizia perfino a procedere a zig zag. E non si sposta. Leclerc non ha spazio, né scelta. Deve allargare di colpo, verso l'esterno, a destra. Passa radente al muro e sfiora le barriere. Ce la fa per un pelo. Perde il giro. Perde decimi. Ma riesce a cavarsela. E sbotta con il muretto. Quando lo ha incrociato aveva già 334 millesimi di ritardo alla fine del secondo settore rispetto al leader delle FP2, Kimi Antonelli. Non era certo un giro da pole ma questo non cambia la pericolosità. La vettura è quella di Rafael Camara, esordiente in F1 sulla pista di casa. In FP1 era arrivato 18°. In FP2 16°. Un weekend che doveva essere una festa.
I commissari lo convocano. Guardano le immagini, gli onboard, ascoltano le radio poi scrivono nel documento: "La situazione che si è creata era chiaramente pericolosa e la vettura numero 51 avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione per evitare di ostacolare la vettura numero 16". La FIA ha scritto che era pericoloso e poi ha lasciato correre: viene ritenuto responsabile di impeding non necessario, in violazione dell'articolo B4.1.1. Ma prende solo un richiamo formale. Il primo della stagione per lui. Nessuna penalità in griglia. Nessuna conseguenza per la qualifica.