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L’imbarazzo delle FIFA Legends, dai viaggi pagati per fare presenza al silenzio su Gianni Infantino

Il presidente FIFA avrebbe cercato il sostegno delle Legends dopo il naufragio del progetto FIFA Forward Enterprise. Molti ex campioni avrebbero preso le distanze, Luis Figo ne ha chiesto apertamente le dimissioni.
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Gianni Infantino sta attraversando il momento più difficile della sua governance alla presidenza del calcio mondiale. Il fallimento del progetto Forward Enterprise sulla privatizzazione dei diritti commerciali FIFA, che è stato costretto a ritirare dopo la reazione aspra delle federazioni associate (la UEFA ha addirittura ipotizzato un clamoroso boicottaggio), ha aperto una crepa nel rapporto fiduciario anche con la sua base di consenso e assestato un brutto colpo alla sua immagine. Sotto assedio per le critiche e col rischio di ricevere anche un atto di sfiducia formale, il presidente ha messo in atto una strategia di riabilitazione che si muove lungo due direttive: da un lato il presidente ha chiesto udienza (e aiuto) ad amici potenti, su tutti Donald Trump (ma senza avere le risposte che attendeva); dall'altro avrebbe chiesto ai suoi collaboratori più stretti di attivare una rete di protezione particolare.Le FIFA Legends, uno degli strumenti più visibili della comunicazione istituzionale pensati per promuovere i valori dello sport, avrebbero dovuto spendere parole buone e pubblico sostegno a suo favore.

Qualcosa, però, non ha funzionato secondo le intenzioni. Tra questi ambasciatori (molti dei quali ex calciatori o allenatori che hanno vinto tanto in carriera) c'è stato chi s'è smarcato per non sporcarsi le mani, chi ha semplicemente rifiutato di esporsi e chi (come nel caso di Luis Figo) ha addirittura chiesto apertamente le dimissioni di Infantino. Perché rivolgersi proprio a loro? Possibile abbiano tutto questo potere persuasivo? Non c'è alcun caso di corruzione né giudiziario, ma in un contesto del genere il ruolo delle FIFA Legends avrebbe dovuto giocare una partita differente rispetto agli incarichi di "semplici" ambasciatori: la memoria dei campioni e delle loro imprese sarebbe dovuta servire per una mera questione di potere.

Perché le FIFA Legends sono diventate centrali nella strategia di Infantino

Le FIFA Legends non sono figure nate con Infantino. Il programma esiste da anni e coinvolge centinaia di ex calciatori e allenatori che rappresentano la Federazione durante eventi istituzionali, iniziative promozionali e programmi di sviluppo del calcio. Prestano il loro volto per veicolare il buon esempio nel mondo attraverso il football ma nel corso degli anni, complice una presenza sempre più evidente, la loro figura ha restituito un'impressione e un copione differenti.

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Un esempio è la grande esposizione mediatica durante gli ultimi Mondiali disputati tra Canada, Stati Uniti e Messico. Non più ambasciatori ma (quasi) testimonial che celebrano il lavoro della presidenza Infantino e conferiscono appeal crescente alla sua dimensione istituzionale. Ed è proprio questa "vicinanza" ad aver alimentato il dibattito e l'imbarazzo delle stesse Legends che per anni sono rimaste silenti godendo delle agevolazioni mentre ora, nel pieno della bufera istituzionale, hanno fatto un passo di lato.

Ospitalità, compensi e trattamenti di favore

Non c'è alcuna indagine in corso né c'è un documento ufficiale della FIFA che dettaglia in maniera sistematica i benefici economici riconosciuti alle Legends. C'è un campo molto largo, che va dall'ospitalità completa in occasione di grandi eventi a possibilità di coinvolgimento in attività commerciali retribuite oltre a ulteriori occasioni professionali collegate agli eventi, sul quale sul quale sono state sollevate perplessità. Due le criticità più discusse: l'assenza di trasparenza sui compensi effettivi e sui criteri di assegnazione degli incarichi prospettano un altro scenario, ovvero quanto sia opportuno che un presidente sotto pressione politica faccia affidamento su una rete di ambasciatori che intrattiene rapporti economici e di ospitalità con la stessa organizzazione chiamata a difenderlo.

Il retroscena sulle presunte richieste di sostegno e i rifiuti delle Legends

È in questo contesto che si inserisce il retroscena portato alla luce in questi giorni: per tamponare la crisi generata dal fallimento del FFE, collaboratori di Infantino avrebbero chiesto a diverse FIFA Legends di spendersi con dichiarazioni pubbliche a favore del presidente. Una versione dei fatti che sembra trovare conferma nella reazione diretta, chiara, rumoroso da parte dell'ex Pallone d'Oro, Luis Figo.

Il post di Luis Figo nel quale chiede le dimissioni di Infantino.
Il post di Luis Figo nel quale chiede le dimissioni di Infantino.

"Mi unisco ad altri provenienti da tutto il nostro mondo del calcio e chiedo le dimissioni di Gianni Infantino dalla carica di Presidente FIFA". Un duro intervento motivato da accuse fortissime. "Ha degradato l'ufficio che aveva promesso di elevare. Ha mentito, ingannato e cercato di trarre vantaggio personale a scapito del gioco che dovrebbe servire. Ha perso il sostegno del suo staff senior, dei suoi consiglieri più stretti, della stragrande maggioranza delle persone che dedicano la loro vita a questo sport e persino, a quanto pare, del vincitore del Premio FIFA per la Pace".

La conclusione è altrettanto sferzante. "È troppo tardi per salvare la sua dignità, ma non è troppo tardi per salvare il calcio. Deve andarsene. Ora".

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