La Juve paga per l’oltraggio dei suoi tifosi al ricordo di Sandro Mazzola: stangata pecuniaria

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Juve multata per i tifosi che hanno voltato le spalle durante la commemorazione di Sandro Mazzola.
Bianconeri puniti dal Giudice Sportivo con una multa di 10 mila euro per l’atteggiamento vergognoso di una parte della tifoseria prima della gara con l’Atalanta.

Il Giudice Sportivo ha inflitto alla Juventus diecimila euro di multa per la vergognosa messa in scena di una parte dei tifosi allo Stadium: hanno voltato le spalle al terreno di gioco durante il minuto di raccoglimento per Sandro Mazzola prima della partita di campionato con l'Atalanta. E se il club bianconero ha evitato una sanzione più severa (rischiava anche la chiusura del settore interessato) è stato sia perché la restante parte del pubblico si è dissociata da quell'atteggiamento, sia per la nota con la quale la società ha subito preso le distanze da quell'episodio molto grave.

Il verdetto del Giudice Sportivo per il "deprecabile comportamento"

Le motivazioni che hanno portato a quel provvedimento disciplinare sono contenute nel comunicato ufficiale, che chiarisce perché l'ammenda (anche salata) è stata ritenuta congrua rispetto a quanto effettivamente accaduto.

"Ammenda di € 10.000,00: alla Soc. JUVENTUS per non avere, un numero esiguo in percentuale di sostenitori assiepati nel settore tribuna Sud 1^ anello, rispettato platealmente il minuto di silenzio disposto dalla F.I.G.C.; sanzione attenuata viste la tempestiva formale presa di posizione della Società rispetto al suddetto deprecabile comportamento, nonché la dissociazione del resto del pubblico presente allo stadio".

L'episodio in sé non è stato ridimensionato dal Giudice Sportivo, perché ne è stata riconosciuta la riprovazione verso certi comportamenti sempre censurabili, ma circoscritto tenendo conto della scarsa partecipazione riscossa dalla maggior parte della tifoseria juventina.

Cori per Scirea, Agnelli, Fortunato e quel gesto oltraggioso

Sandro Mazzola, leggenda dell'Inter e della Nazionale italiana, è deceduto all'età di 83 anni. Per il calcio italiano è stato in grave lutto: il "baffo" (soprannome che lo ha accompagnato in carriera) ha scritto la storia del football tricolore, tanto in Serie A quanto in campo internazionale, ed era persone di spessore umano che travalicava qualsiasi rivalità campanilistica. L'uomo e poi la maglia: quella nerazzurra è sempre stata una seconda pelle, prima da giocatori poi da dirigente infine da "semplice" appassionato di calcio che ha continuato a seguire da vicino le vicende della "sua" squadra.

Ecco perché il moto di sdegno provocato dalla reazione di una parte dei tifosi della Juve in quel momento di comunione e dolore ha suscitato un biasimo molto forte stesso all'interno del mondo bianconero per le parole pronunciate da Spalletti in conferenza e per la censura espressa dalla società. Inevitabili anche i commenti negativi in tv, a corredo di quell'episodio: "A Torino è successa una cosa molto brutta" è stata la condanna durissima di Caressa e Bergomi.

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