Allegri: “Juve squadra costruita per i primi 4 posti, altro che morta come la dipingono”

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Allegri presenta la sfida del Napoli contro la Juventus come uno scontro diretto tra due squadre che attraversano un momento delicato. Il ricordo dei dieci anni in bianconero, le insidie della partita e l’analisi del nuovo assetto tattico: “La Juve non muore mai”.

Massimiliano Allegri non sarà in panchina allo Stadium per Juventus-Napoli ma conosce bene l'ambiente bianconero, le sue pressioni e soprattutto la capacità della Vecchia Signora di reagire nei momenti più complicati.

Il messaggio è chiaro e arriva dalla conferenza stampa prima del match, dove il tecnico degli azzurri mette in guardia i suoi, consapevole che a Torino troveranno un avversario particolarmente motivato dalla necessità di riscattarsi: “È uno scontro diretto contro una squadra allestita per lottare per le prime quattro posizioni. In questo momento è come noi, ma troveremo una squadra ferita e arrabbiata. Ci vuole agonismo e tecnica, contro una squadra che non è come la stanno dipingendo. Ho sentito, anche a livello mediatico, parlare di una Juve morta. La Juve non muore mai. E in momenti di difficoltà le squadre si compattano. Loro sono forti, dobbiamo fare una grande partita. Magari con un pizzico di fortuna che non guasta mai”.

Il ritorno a Torino e il legame con la Juventus

Allegri sa bene che affrontare la Juventus non può essere una partita come le altre e non dimentica un legame che con il club bianconero rimane anche a distanza di tempo,: “Ho ancora un figlio che vive lì. Ho passato dieci anni alla Juve, metà della mia carriera. Sarà una partita bella, uno scontro diretto tra due squadre che al momento sono indietro in classifica”.

Il presente, però, impone di concentrarsi soprattutto sul campo perché il Napoli arriva all'appuntamento con alcune certezze da consolidare, a partire dal nuovo 4-3-3, che nelle ultime uscite ha mostrato una maggiore propensione offensiva: “Ma non c’è nessuna nuova filosofia, nelle ultime partite abbiamo fatto diversi gol ma anche concesso parecchio. Vanno sistemate alcune fasi della partita, in possesso e non possesso. La gestione della palla va fatta in modo migliore, con maggiore lucidità nel capire quando accelerare o rallentare”.

Le condizioni degli infortunati e gli obiettivi stagionali

A complicare le scelte dell'allenatore ci sono anche le condizioni di alcuni elementi importanti della rosa. Lobotka dovrà rimanere lontano dal campo per diverse settimane, ma Allegri guarda il bicchiere mezzo pieno, sottolineando come l'infortunio avrebbe potuto avere conseguenze ben più pesanti. Situazione da monitorare anche per Rrahmani e Anguissa, alle prese con qualche problema influenzale: "Ma nella sfortuna è stato fortunato, fosse rimasto col piede a terra, sarebbe stato un disastro sportivo… e invece tornerà tra sei settimane”.

Sui due giocatori da valutare, invece, la decisione arriverà soltanto dopo aver verificato le loro condizioni. All'orizzonte, infatti, c'è anche un altro appuntamento importante, quello di mercoledì, che impone una gestione attenta delle energie: "Li vedrò oggi e capirò. C’è anche una partita mercoledì molto importante. Se stanno bene, giocano. Altrimenti giocherà qualcun altro".

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