Luciano Spalletti gelido dopo Juve-Lazio 0-3: “Devo capire che rapporto ho con la squadra”
"Devo auto-analizzare bene qual è il rapporto con i calciatori". È una frase che scandisce il momento delicato e in un un club con le ambizioni della Juve non dovrebbe mai sentirsi. Luciano Spalletti l'ha pronunciata dopo lo 0-3 incassato contro la Lazio all'Allianz Stadium: era seduto in tribuna per squalifica e ha visto la sua squadra dissolversi. Ed è quello il vero crollo, molto più del risultato. Perché detta così viene percepita come un dubbio ferale: capire se la squadra è ancora con lui. Il tecnico lo dice perché lui stesso è rimasto spiazzato dall'atteggiamento: "Anch'io sono rimasto un po' sorpreso dalla prestazione e per questo devo pensare bene a come parlare con la squadra. Ma loro si rendono conto da soli che quello fatto oggi non va bene".
La Juventus dominata dalla Lazio a Torino. Il risultato (0-3) e la prestazione fotografano il capitombolo dei bianconeri: -4 dal quarto posto, -8 dalla vetta. Il film è lo stesso che si vedeva con Igor Tudor: un anno fa 12 punti dopo 7 giornate erano considerati numeri da esonero, oggi ne sono 11. Addirittura 1 in meno, +1 sul Napoli di Allegri che è messo male. E con quasi 140 milioni spesi sul mercato estivo (al netto del saldo dei cartellini tra acquisti e cessioni) che si aggiungono ai 250 messi da Exor per ricapitalizzare e coprire gli ammanchi. La cura non funziona e la Juve è tornata al punto di partenza. Anzi, è anche peggio di prima considerate le aspettative elevate dopo aver mancato l'accesso alla Champions nella scorsa stagione.
"Sicuramente la Juve è stata inferiore alla Lazio. Non ha avuto il pallino del gioco né idee su dove portare la partita. E vero che giovedì siamo tornati alle 4:30 e si è deciso di non far allenare la squadra. È vero che abbiamo fatto sei cambi in formazione ma siamo stati lenti sia di gamba sia di testa. Non c'è sistema di gioco che tenga se non ci si mette un po' di ritmo e di cuore, cose che si trovano frugandosi dentro".
Poi il colpo più duro, quello vibrato sullo spogliatoio senza urlare: certifica che nemmeno lui è riuscito a trovare il bandolo della matassa. "Siamo stati fragili anche da un punto di vista di reazioni, anche quando perdevamo i duelli. Ci sono stati molti atteggiamenti che non mi sono piaciuti". La Lazio ha avuto coraggio e personalità, qualità diluite fino a sparire nella sua formazione. E davanti a sé la Juventus ha le trasferta di Lecce e Genova, il Napoli di Allegri in crisi nera e Firenze prima della sosta. Da paura.