Spalletti sul calcio di rigore non dato alla Juventus: “Posso avere una domanda di riserva?”
La Juventus va via da Firenze con un bicchiere che è difficile valutare se mezzo pieno o mezzo vuoto: da un lato un match che si era messo male due volte e che è stato riacciuffato con quel piglio che era mancato all'inizio dei due tempi, dall'altro una zona Champions che resta distante 6 punti, ovvero il distacco dal Milan quarto. E poi c'è la voce rimpianti, tra i quali c'è il calcio di rigore non concesso alla Juve per un fallo di mano di Joao Mario che è apparso netto. Luciano Spalletti viene sollecitato al riguardo nel dopo partita su DAZN, ma sceglie di non alimentare le polemiche: "Il mio parere? Non lo so, perché io non… non lo so. Posso avere una domanda di riserva?".
Spalletti sul rigore non dato alla Juve: "Nn ho bisogno di rivederlo, l'ho già visto in campo"
Il tecnico bianconero appare rilassato, Diletta Leotta insiste mentre le immagini passano davanti agli occhi di Spalletti. "Io non ho bisogno di rivederlo, l'ho già visto lì. Ho già visto un campo", replica sornione, con un sorriso che fa capire cosa pensa sull'argomento. Ma finisce lì, nessuna voglia di spargere veleni.

Quanto all'analisi della partita, il tecnico bianconero prende atto dell'ennesima mancanza di qualcosa in questa sua Juventus, al netto delle assenze dei tanti infortunati, da Thuram e Yildiz a Locatelli e Gonzalez: "Ogni tanto ci affoghiamo in un bicchiere d'acqua, ci entriamo tutti da capo a piedi e ci affoghiamo. E poi perdiamo anche un po' di sicurezza, di tranquillità nel giocare. Abbiamo preso gol dopo poco che era iniziata la partita senza trasmettersi quello che poteva essere uno slittamento della linea difensiva, però poi abbiamo avuto delle belle reazioni, ma non riusciamo ad essere costanti anche come rendimento proprio individuale. Si fa per dieci minuti bene una cosa, poi ci manca quell'altra situazione successiva, non si partecipa e non si riesce ad essere continui".
Il tecnico non riesce a tirare fuori quel qualcosa in più dalla Juve sotto l'aspetto del carattere
Spalletti torna ancora a battere sull'aspetto della ‘cattiveria' agonistica dei suoi calciatori, un elemento che manca e che evidentemente non può o non riesce a modificare: "È caratteriale che in alcuni momenti si decide di non fare niente, di stare lì ad accettare la situazione senza andare a scegliere, senza andare ad agire, perché poi è la scelta, è l'eseguire qualcosa, che toglie qualsiasi dubbio che uno ha addosso, perché va e fa quello. Perché quando rimane nel dubbio sempre e se non si sceglie mai, rimani un dubbioso e i dubbiosi poi non riescono quasi mai a portare a casa roba importante perché hanno sempre dubbi".