Sandro Mazzola è morto a 83 anni dopo una lunga malattia: l’Inter e il calcio italiano perdono un gigante
Il calcio italiano perde uno dei suoi giganti. È morto a 83 anni Sandro Mazzola dopo una lunga malattia che lo tormentava da tempo. Se ne va uno degli ex calciatori più iconici di sempre, capace di scrivere pagine importanti con la storia dell'Inter e della Nazionale. Una carriera professionistica disputata solamente con la maglia nerazzurra e con quella della Nazionale, con il suo nome diventato leggendario ancor prima di muovere i primi passi sul campo grazie al suo papà Valentino deceduto nella tragedia di Superga.
"La voglia di ricordare si mischia con il pudore". Così l'Inter ha annunciato la morte di Sandro Mazzola nella notte. Un lungo ricordo per chi ha dedicato tutta la sua vita alla squadra milanese, prima da giovane promessa, poi da campione affermato e poi da dirigenti. Oltre al nerazzurro nella sua vita dedicata interamente al pallone ci sono stati solo pochi colori, ovvero l'azzurro della maglia dell'Italia e il granata per la parentesi vissuta a fine attività professionista nei vertici del club della Mole. Un modo di chiudere il cerchio e di provare a fare qualcosa per la squadra in cui aveva militato suo papà, l'iconico e indimenticabile Valentino deceduto con tutto il "Grande Torino" quando Sandro aveva poco più di 6 anni.
E proprio dal papà Sandro non poteva non ereditare l'amore per il calcio, con la consapevolezza anche di dover fare i conti con un cognome enorme. Questo però è stato sempre uno stimolo per lui che dopo essere stato tesserato dall'Inter ha fatto il suo esordio a soli 18 anni in Serie A in una partita memorabile, in cui Angelo Moratti schierò la primavera contro la Juventus per una forma di protesta. Arrivò così in quell'1-9 il suo primo gol su rigore, per un battesimo calcistico di fuoco.
Una carriera eccezionale in cui divenne il simbolo della "Grande Inter" di Helenio Herrera. Un calciatore moderno capace di leggere il gioco con intelligenza e di sfruttare nel migliore dei modi, velocità, scatto, doti tecniche importanti, dribbling e fiuto del gol. E così la mezzala Mazzola dominò con la sua squadra il mondo arrivando a vincere anche la prima Coppa Campioni con una sua doppietta. Nell'eccezionale notte del Prater di Vienna dunque ci fu la sua firma per battere il Real Madrid. All'Inter conquistò 4 Scudetti (1963, 1965, 1966, 1971), 2 Coppe dei Campioni consecutive (1964, 1965) e 2 Coppe Intercontinentali.
Un feeling speciale il suo anche con l’azzurro, di cui divenne grande protagonista. Il suo successo più prestigioso è sicuramente il successo nel campionato europeo del 1968 giocato in casa, anche se quando si pensa a Sandro Mazzola è impossibile non associarlo a Gianni Rivera: uno dei dualismi e delle staffette più significative e memorabili del nostro pallone, con una staffetta costante che si concretizzò nei Mondiali messicani del 1970, quelli del 4-3 alla Germania, partita iconica.
(in aggiornamento)