Giuliana Vigile si sfoga dopo i commenti sessisti: “Una foto in costume non cancella 10 anni nel calcio”

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Giuliana Vigile, giovane assistente arbitrale promossa in Serie D, attacca i commenti sul suo aspetto: “Una fotografia in bikini non cancella dieci anni di sport”

Negli ultimi giorni Giuliana Vigile è stata travolta da un'ondata di commenti arrivati perfino dall'estero, ma la sua carriera arbitrale purtroppo non c'entra nulla. A 23 anni l'assistente arbitrale della sezione AIA di Cesena è stata appena promossa in Serie D dopo dieci anni trascorsi sui campi di calcio, ma il suo percorso è stato messo in ombra da diversi post sessisti che si sono soffermati solo sul suo aspetto fisico. È proprio contro questo tipo di racconto che Vigile ha deciso di esporsi pubblicamente, chiedendo che il suo lavoro venga riconosciuto e rispettato.

Chi è Giuliana Vigile

Giuliana Vigile ha 23 anni ed è un'assistente arbitrale della sezione AIA di Cesena. Ha iniziato il suo percorso nell'arbitraggio dieci anni fa e, dopo una lunga gavetta tra le categorie dilettantistiche, in questa stagione è stata promossa in Serie D. Parallelamente agli impegni sui campi, studia e coltiva la sua presenza sui social, dove racconta anche la propria vita fuori dal calcio. È proprio la sovrapposizione tra la sua attività sportiva e le immagini della sua vita privata ad averla portata al centro dell'attenzione nelle ultime settimane.

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Vigile fa parte della sezione AIA di Cesena

Cosa è successo all'assistente arbitrale

Negli ultimi giorni Giuliana Vigile è stata al centro dell'attenzione sui social per il suo aspetto e per alcune fotografie pubblicate sui suoi profili personali. Una popolarità improvvisa che non ha nulla a che vedere con la sua carriera da assistente arbitrale, passata completamente in secondo piano: si parla della sua bellezza (spesso in maniera molto spinta), del suo corpo ma non del suo lavoro che spesso mostra sul sui profilo accanto agli stralci della vita privata. La 23enne è stata travolta dai commenti e da una narrazione che, quando si parla dello sport declinato al femminile, non verde quasi mai sull'aspetto sportivo.

Così sono fioccati commenti sgradevoli su qualsiasi cosa, come se la bella presenza di Vigile fosse l'unica cosa importante, come se la foto in bikini potesse in qualche modo farle perdere di autorevolezza nella sua professione che proprio in questa stagione le sta regalando le prime grandi soddisfazioni. È una dinamica vista purtroppo in diverse occasioni, dove la professionalità diventa un dettaglio e i discorsi scadono nel becero sessismo.

Lo sfogo

Poche ore ha la giovane assistente arbitrale ha pubblicato una denuncia sul caso che si è venuto a creare attorno al suo nome. Vigile ha rivendicato il diritto di poter essere contemporaneamente un'atleta, un'assistente arbitrale, una studentessa e una donna che ama sentirsi femminile: "Non trovo accettabile che una donna nello sport venga trasformata in un oggetto di attenzione sessuale semplicemente perché e una donna, perché e giovane o perché decide liberamente di pubblicare una fotografia in costume o della propria vita privata".

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Lo sfogo di Giuliana Vigile su Instagram

Poi l'assistente arbitrale continua: "Una fotografia in bikini non cancella dieci anni di sport, le ore di allenamento, la preparazione atletica, le partite, la professionalità e la competenza". La 23enne chiede di cambiare il meccanismo per il quale, quando si parla di una donna, al centro delle discussioni c'è sempre e solo il suo corpo: "Se un uomo raggiunge un determinato livello nello sport, si parla delle sue prestazioni. Quando lo fa una donna, troppo spesso si finisce a parlare del suo corpo. È proprio questa la mentalità che dobbiamo cambiare".

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