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Joel Pohjanpalo segna un gol storico ma non esulta in segno di rispetto per Eriksen

In un pomeriggio caratterizzato dalla paura e dall’angoscia per Eriksen, che ha rischiato di morire in campo, il bel gesto di Joel Pohjanpalo è da applausi: i compagni di squadra lo circondano dopo il gol storico segnato ma la mimica e l’espressione del viso sono eloquenti. Ha fatto la cosa giusta. L’unica che andava fatta, restando umano.
A cura di Maurizio De Santis
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Joel Pohjanpalo ha segnato un gol storico per la Finlandia: il primo in un trofeo importante per la sua nazionale, la rete che ha consegnato la vittoria al debutto agli Europei nella sfida contro la Danimarca. Ma il suo gesto, la scelta di non esultare, quel grido strozzato in gola, la mano tesa in avanti come a indicare calma hanno fatto il giro del mondo in quel pomeriggio di paura e angoscia, speranza e sospiro di sollievo per le condizioni di salute di Christian Eriksen.

Naturalmente è stato difficile per noi andare in campo – ha raccontato alla BBC – e posso solo immaginare quanto sia stato difficile per la Danimarca. Una grande vittoria per noi, ma la cosa più importante è stato sapere che Christian s'era ripreso.

Il malore e il collasso in campo del centrocampista scandinavo hanno tenuto col fiato sospeso gli spettatori presenti allo stadio e quanti, attraverso la TV, sono stati risucchiati in quel vortice di emozioni, preoccupati per le condizioni del calciatore. I compagni di squadra lo hanno circondato: erano l'uno accanto all'altro, di spalle, a capo chino e con la faccia nascosta nella divisa per la disperazione, hanno fatto da scudo proteggendone la privacy mentre lo staff medico praticava la rianimazione cardio-polmonare e la sua vita è rimasta appeso a un filo.

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Kjaer, il capitano, gli ha prestato il primo soccorso assieme a Schmeichel: ha evitato che soffocasse, premurandosi che la lingua, piegata all'indietro, non gli ostruisse le vie respiratorie, poi ha abbracciato la moglie di Eriksen che era era corsa sul rettangolo verde per essere accanto al compagno. Sono stati attimi tremendi, spazzati via solo quando dall'ospedale è giunta la notizia che l'ex Tottenham, oggi all'Inter, era fuori pericolo, che la sua condizione s'era stabilizzata, che ha chiesto fosse comunicato alla squadra un messaggio semplice e incoraggiante.

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"Respira da solo e può parlare", ha fatto sapere il suo agente riportando le parole del padre di Erkisen. Sta bene, andate in campo e continuate a giocare: la sintesi delle frasi riferite ai compagni dopo la decisione da parte della Uefa di sospendere l'incontro.

Ed è in quella porzione di match disputata in un'atmosfera surreale, all'interno di uno stadio rimasto prima in silenzio e poi esploso in un coro di gioia per Eriksen, che Joel Pohjanpalo ha fatto la sua parte di uomo prima che di atleta. Come fai a urlare come un matto? Come puoi far finta di niente? Come puoi ignorare tutto quanto c'è stato fino a poco prima? Impossibile. E lui ha fatto la cosa giusta. L'unica che andava fatta, restando umano.

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