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La Danimarca che fa da scudo a Eriksen dopo il malore è tutto quello che una squadra deve essere

I giocatori della Danimarca hanno dimostrato cosa vuol dire essere una squadra nei concitati momenti del malore di Eriksen, durante il match con la Finlandia. Kjaer e compagni prima hanno soccorso il centrocampista, poi hanno fatto da scudo durante il massaggio cardiaco per impedire le riprese e infine hanno provato ad infondere un po’ di coraggio alla moglie.
A cura di Marco Beltrami
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Christian Eriksen è cosciente, e ora rivedere le immagini di quanto accaduto in Danimarca-Finlandia fa un po' meno male. La sensazione che si sia trattato solo di un grande spavento e il fatto che il calciatore dell'Inter sia fuori pericolo, permette di soffermarsi di più su quanto di bello hanno fatto i suoi compagni durante i concitati momenti del malore. Un atteggiamento esemplare, che deve rappresentare una lezione per tutti.

Nel giro di pochi secondi, la trance agonistica della partita si è trasformata in terrore. Il malore accusato da Christian Eriksen e il suo sguardo perso nel vuoto hanno lasciato sgomenti tutti, compagni di squadra e avversari. Danimarca e Finlandia si sono strette intorno allo sfortunato centrocampista. Sono stati proprio i biancorossi a soccorrere per prima in campo Eriksen chiedendo con ampi gesti l'intervento dei soccorsi. Una situazione che sembrava disperata, con il reiterato massaggio cardiaco a Eriksen, in un silenzio surreale interrotto solamente dai cori dei tifosi "Eriksen, Eriksen".

I compagni di squadra della Danimarca a quel punto, pur essendo sconvolti (tra lacrime e preghiere) hanno protetto Eriksen facendo da scudo con il loro corpo per evitare foto e riprese. Nemmeno la disperazione e la paura ha impedito a Kjaer e compagni di essere lì, vicini al loro sfortunato compagno e amico, per schermarlo con la speranza di trasmettergli un po' di forza.

Proprio il capitano e Schmeichel si sono allontanati solo per un'altra buona causa: sono stati proprio loro a ricevere sul campo la moglie di Eriksen, abbracciandola e rincuorandola. Immagini potentissime e che, dopo le notizie incoraggianti sulle condizioni di Eriksen, fa bene riguardare. Rappresentano infatti la sintesi perfetta di quello che deve essere una squadra, tutto quello che deve fare anche senza il pallone tra i piedi, anche "fuori" dal campo di calcio. Una lezione di sport, e di vita.

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