Il paradosso di José Mourinho: più esoneri che trofei, ma le squadre importanti lo vogliono ancora

José Mourinho dallo scorso settembre è l'allenatore del Benfica. Non vincerà titoli. Ma qualche vera soddisfazione se l'è presa. Sta provando a portare la squadra in Champions League senza passare dai preliminari. Tra un mese si scoprirà se sarà secondo o terzo posto. Ma non è detto che lo Special One sarà sulla panchina del club di Lisbona anche nella prossima stagione. Perché il suo nome, nonostante una sfilza di annate tutt'altro che positive, resta di prima fascia e un po' a sorpresa squadre di alto livello lo hanno inserito nel ristretto novero dei candidati.
I titoli di Mourinho e gli esoneri degli ultimi anni
Senza alcun dubbio il portoghese è uno dei più grandi allenatori della storia del calcio, si potrà obiettare sulla bellezza del gioco ma i risultati sono stati straordinari. 25 trofei vinti dal 2003 al 2017 sono un biglietto da visita gigantesco. Ma nelle ultime nove stagioni, al netto della splendida vittoria con la Roma in Conference League, Mourinho ha vinto solo un titulo, per citarlo, ed ha collezionato esoneri. Ne ha ricevuti ben quattro: da Manchester United, Tottenham, Roma e Fenerbahce.
Real Madrid e Chelsea pensano a Mourinho
Nonostante un trend tutt'altro che positivo, però, Mourinho resta uno degli allenatori più ricercati a livello europeo. Si parlava del Newcastle, club ambizioso reduce da un'annata tribolata, ma da qualche settimana il suo nome si fa nuovamente per il Real Madrid (lo ha allenato dal 2010 al 2013) che lo avrebbe inserito in un ristretto elenco di candidati. E ora anche il Chelsea, secondo i media inglesi, starebbe pensando al grande ritorno.
Perché il nome di Mourinho è tornato in auge sul mercato
Ma perché si parla di un Mourinho bis al Real Madrid o di un Mourinho ter al Chelsea, al netto di risultati non proprio sfavillanti? La risposta pare ovvia e non è da ricercare nel suo illustre passato. Certo, ha lasciato un eccellente ricordo a Madrid e Londra, ma al Real si è capito ormai che non serve un maestro di calcio o un allenatore che decida di far un gioco moderno, ma un gestore di fuoriclasse e di anime, alla Carlo Ancelotti e Mourinho è perfetto per quel ruolo.
Il Chelsea che ha cambiato una sfilza di allenatori in questi ultimi anni ha forse capito che dopo aver puntato su tanti giovani potrebbe decidere di scegliere l'usato sicuro e andare su chi ha fatto grande il Chelsea per primo nell'era moderna. Il carisma, la fierezza nelle scelte, l'essere sempre a petto in fuori e il capire più o forse meglio di tanti altri i calciatori di prima fascia potrebbero ancora fare la differenza. E Mou in un calcio con tanti allenatori giovanissimi che provano