José Mourinho porta la Turchia davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo

Mentre è a un passo dalla panchina del Real Madrid (il Benfica ha comunicato oggi l'intenzione del club blanco di pagare la clausola rescissoria di 15 milioni qualora Florentino Perez vincesse le elezioni presidenziali), José Mourinho fa notizia anche per un altro motivo: il 63enne allenatore portoghese ha presentato un ricorso individuale alla Corte europea dei diritti dell'uomo contro la Turchia, per le sanzioni disciplinari ricevute dalla Federcalcio turca durante la sua esperienza al Fenerbahçe.

Cosa contiene il ricorso di Mourinho contro la Turchia alla Corte europea dei diritti dell'uomo: i motivi
Lo Special One contesta le multe e la squalifica ricevute dopo la partita contro il Trabzonspor del 3 novembre 2024, vinta dal suo Fenerbahce 3-2 in un mare di polemiche. Mourinho sostiene che gli organi disciplinari turchi non sono indipendenti, visto che sono sotto l'ombrello dalla Federazione, e che c'è stata violazione della libertà di espressione e del diritto a un giusto processo, anche perché non gli sarebbe stato notificato il provvedimento motivato. La Corte ha accettato il ricorso e ha chiesto ufficialmente alla Turchia di presentare le sue difese, entro massimo 6 mesi.
Cos'era successo dopo Trabzonspor-Fenerbahce del 3 novembre 2024
Mourinho ha allenato il Fenerbahce per poco più di una stagione (è stato esonerato a fine agosto 2025), dopo l'esperienza alla Roma. Durante l'annata chiusa al secondo posto in campionato, il tecnico di Setubal ha avuto parecchi scontri col sistema arbitrale e con la Federcalcio. In particolare, con riferimento a quel Trabzonspor-Fenerbahce – match vinto in rimonta con la rete decisiva di Amrabat all'11° minuto di recupero, dopo due gol segnati su rigore dai padroni di casa e un penalty negato agli ospiti – Mourinho era esploso: "Il campionato puzza – aveva detto – Mi hanno raccontato solo mezza verità sul calcio turco. Se avessi saputo tutta la verità, non sarei venuto. Giochiamo contro gli avversari e contro il sistema".

Parole che gli erano valse la sanzione della commissione disciplinare: squalifica di una giornata e multa molto pesante. Tutto confermato in appello dagli organi sportivi turchi. Mourinho e il Fenerbahçe hanno sempre sostenuto che i provvedimenti fossero ingiusti, che i motivi non gli fossero stati comunicati correttamente e che gli organi disciplinari non fossero indipendenti.
Cosa vuole ottenere Mourinho dalla Corte Europea: cosa può succedere adesso
Il ricorso di Mourinho non ha l'obiettivo di far annullare la squalifica o la multa, sanzioni già scontate. È una denuncia contro lo stato turco per presunte violazioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Lo Special One si appella all'Articolo 6 (diritto a un giusto processo), sostenendo che i tribunali disciplinari della Federcalcio turca non sono indipendenti e imparziali, perché dipendono dalla federazione stessa. Inoltre, dice che non gli è mai stato notificato correttamente il provvedimento motivato. Poi il ricorso di Mou fa leva sull'Articolo 10 (libertà di espressione), visto che a suo dire le sanzioni per le sue critiche agli arbitri e al sistema violano il suo diritto di parlare liberamente.
Le motivazioni della battaglia di Mourinho sono eminentemente di principio. In caso di successo del ricorso, può ottenere una dichiarazione di violazione dei suoi diritti da parte della Turchia, nonché un eventuale risarcimento economico, ovvero una somma di denaro per il danno morale e materiale. Non è mai una cifra enorme, ma può essere significativa. Insomma lo Special One mira a mettere in imbarazzo il sistema calcistico turco e allargando lo scenario anche lo stato turco, visto che ovviamente si tratta di una mossa che fa molto rumore.