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Edoardo Motta si blocca in diretta dopo i 4 rigori parati: “Scusate”. È portiere della Lazio per caso

Edoardo Motta ha parato 4 rigori all’Atalanta nella semifinale di Coppa Italia, trascinando la Lazio in finale. Il giovane portiere arrivato a gennaio per sostituire Mandas si ritrova titolare per caso dopo l’infortunio di Provedel.
A cura di Marco Beltrami
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Ci sono partite che possono cambiarti la vita e Atalanta-Lazio è una di queste per Edoardo Motta. Il giovane portiere ha di fatto permesso alla squadra di Maurizio Sarri di qualificarsi per la finale di Coppa Italia parando ben 4 rigori. Una serata indimenticabile di quelle che ogni sportivo vorrebbe vivere con emozioni incontenibili. Lo stesso ragazzo classe 2005 lo ha dimostrato poi quando, frastornato, si è dovuto presentare davanti alle telecamere per l'intervista di rito. Chi l'avrebbe mai detto dopo il suo arrivo a gennaio come vice Provedel che si sarebbe ritrovato titolare? Ecco allora che anche rispondere a domande inevitabili è diventato difficile, visto che sono sopraggiunte le lacrime che gli hanno impedito, a tratti, anche di parlare.

Motta eroe dei rigori con la Lazio contro l'Atalanta, si emoziona durante l'intervista

Per il sostituto di Provedel è stato quasi più difficile riuscire a reggere il peso della telecamera che parare i penalty dei nerazzurri. L'adrenalina, l'emozione e la commozione per quanto accaduto poco prima sono state evidenti sin da subito, con l'imbarazzo di dover svelare quanto scritto sui suoi guantoni. Motta seppur a fatica è riuscito a non aprirsi sui suoi "segreti": "Segreti scritti per le parate di questa sera? Sui guantoni no, ci sono altri segreti ma essendo in live non li posso dire. Meglio tenerli nascosti, no, no".

Le lacrime di Motta che non riesce a parlare davanti ai microfoni

Dai sorrisi si è passati alle lacrime quando Edoardo Motta ha ripensato ai rigori e alla prospettiva di dover difendere i pali della Lazio anche nella finale di Coppa Italia. Il giovane estremo difensore si è dovuto interrompere emozionato: "I possibili calci di rigore con l'Inter? Si spera di finirla prima, magari in trionfo, senza andare troppo in là. Però va bene, anche ai rigori saremo pronti, anche per quelli eventualmente. Mi danno tanti consigli, specialmente lui (indicando Cataldi al suo fianco, ndr) e i più vecchi… No scusate, sono emozionato. Non mi è mai capitato". E qui è intervenuto proprio il capitano ad alleggerire il peso sulle spalle di Motta commosso e capace di chiudere solo con una dedica: "Dedico questa grande serata a tutti. A chiunque mi conosca, ai tifosi, a chiunque davvero. Grazie a tutti".

La svolta nella carriera di Edoardo Motta, titolare per caso

E pensare che quella contro l’Atalanta è stata solo la terza presenza in Coppa Italia della carriera per Edoardo Motta, la prima con la Lazio. È arrivato a Roma a gennaio come vice Provedel e sostituto di Mandas per poco più di un milione di euro, ritrovandosi poi da lì a poco a giocare per l’infortunio del titolare. Lui che aveva difeso i pali della Reggiana in Serie B, ed era cresciuto in precedenza nelle giovanili della Juventus per cinque stagione (con prestiti ad Alessandria e Monza), ha dovuto giocare in Serie A, ben disimpegnandosi. Il destino ci ha messo lo zampino e così Motta ha dovuto prendersi sulle spalle il peso della porta biancoceleste, praticamente per caso.

Tre gol subiti in sei partite, con 4 vittorie e un pareggio, fino alla notte magica in Coppa Italia. Qui il ragazzo che è già nel giro della Nazionale Under 21 ha confermato di avere la stoffa del potenziale campione, mostruoso sui calci di rigore. L’emozione è ampiamente giustificata.

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