Il neo-commissario europeo designato dal governo italiano ha le idee chiare sul ruolo che Roma deve avere nelle discussioni che si terranno a Bruxelles. Paolo Gentiloni, in occasione del premio cultura Gian Piero Orsello, a Santa Severa, parla degli obiettivi da perseguire nella sua esperienza all'interno dell'esecutivo comunitario: “Credo che l'Italia abbia tutto il diritto e direi anche il dovere di svolgere il ruolo che ci spetta. La nostra storia, la nostra cultura la nostra economia sono assolutamente decisive per l'Unione europea”. Gentiloni ricorda che siamo in “una fase cruciale per l'Europa: si discuterà il rilancio della crescita, la sua qualità, sociale e ambientale, il futuro del lavoro e dell'innovazione tecnologica. L'Italia non può rimanere alla finestra, tanto meno essere fuori della porta”.

Gentiloni ha incontrato ieri a Bruxelles la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Un colloquio che ha avuto, secondo quanto riportano fonti comunitarie, un clima di grande amicizia. E proprio sul tema dei toni da avere a Bruxelles l’ex presidente del Consiglio si sofferma: “In Europa si viene ascoltati se si impone il proprio punto di vista con serietà, non certo battendo i pugni sul tavolo. L’Italia non è un piccolo Paese di questuanti che chiede lo ‘sconticino' alla Ue; è uno dei Paesi fondamentali e, nel momento in cui si ridefiniscono le politiche europee, l'Italia deve essere protagonista, il che vuol dire avere voce in capitolo. Vieni ascoltato se sei serio, credibile, competente. Questa storia dei pugni sul tavolo di qualcuno che quel tavolo neanche lo frequenta, non si può più sentire”.

Su quello che sarà il suo ruolo e il suo portafogliosarà Ursula von der Leyen a decidere: l’Italia avrà il ruolo che merita, un ruolo importante nella Commissione Ue che coincide spesso con l’economia”. Secondo il presidente del Pd ora l’Italia tornerà a essere “a pieno titolo tra i protagonisti in Europa, ma rischiava una deriva di altro genere”, dice ancora facendo riferimento al precedente governo, pur senza nominarlo. Infine, Gentiloni parla di una “grandissima emozione” riferendosi alla sua designazione a commissario europeo: “Se uno crede nell'Unione Europea, nelle istituzioni europee e nel loro futuro, il fatto di essere candidato, perché ci sono ancora una serie di audizioni e di passaggi prima di diventare commissario, è una grandissima emozione”.