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Ci sono giorni in cui si possono prendere decisioni importanti, che magari non cambiano la storia subito ma che danno il via al piano inclinato che fa scivolare gli eventi in una direzione. Ieri Italia e Germania si sono opposte alla sospensione dell’accordo tra Unione europea e Israele e alle sanzioni contro i ministri israeliani.
Era stata la Spagna a chiedere la sospensione dell’accordo, ma Italia e Germania ancora una volta nella loro storia hanno scelto di sostenere un genocidio. Il doppio standard europeo è sempre più indifendibile: pensiamo di poter dare lezioni di democrazia mentre sosteniamo crimini di guerra dei nostri alleati.
Qualcuno dovrebbe spiegarci perché la Russia è il nemico dell’Europa politica e contro di essa sono state applicate decine di sanzioni, mentre Israele continua a fare affari con il suo più importante mercato: noi.
I popoli però sono diversi, non sono i governi che gestiscono il potere e rispondono ai ricatti; in questi anni si sono mobilitati nelle piazze, nelle strade, oltre un milione di persone ha firmato per chiedere la sospensione di quell’accordo e in questi giorni stanno partendo nuovamente alla volta di Gaza. Una generazione che ha respinto l’accusa infamante di antisemitismo e ha detto chiaramente che non è disposta ad assistere a un genocidio in diretta.