Scuola, Marx e Spinoza fuori dai nuovi programmi di filosofia. La lettera di 60 prof: “Polpetta avvelenata”

Continuano le revisioni dei programmi scolastici operate dal ministero dell'Istruzione che, a colpi di lima, hanno toccato anche le Indicazioni nazionali per i licei nello studio della filosofia. Un intervento che questa volta ha provocato la reazione di sessanta docenti universitari italiani, pronti a difendere lo studio di alcuni dei pensatori relegati alle retrovie dal ministro Giuseppe Valditara. Nei nuovi programmi mancano autori come Marx, Spinoza, Fichte e Schelling, una scelta che il gruppo di professori considera, "a legislatura quasi conclusa", come una "polpetta avvelenata al mondo della scuola, ai docenti e, soprattutto, alle nuove generazioni". Dal canto suo, la Commissione per la revisione dei programmi scolastici, però, spiega che si parla "appunto di indicazioni", elaborate con la comunità scientifica filosofica e che "ogni contributo verrà tenuto in considerazione".
Marx penalizzato e Rousseau opzionale: le modifiche ai programmi di filosofia nei licei
Nelle nuove Indicazioni formulate dal ministero dell'Istruzione non compaiono menzionati filosofi come Marx, Spinoza, Fichte e Schelling, mentre per il pensiero politico viene suggerito lo studio di un autore a scelta tra Hobbes, Locke e Rousseau. Nel testo diffuso dal ministero, i filosofi esclusi vengono ricondotti a poche categorie generali, tra cui “metafisica, empirismo e razionalismo in età moderna” e non si fa riferimento al materialismo storico o alla filosofia tedesca dell'Ottocento. I 60 firmatari dell'appello, tra i quali figurano Massimo Cacciari, Giuseppe Licata e Gaetano Lettieri, ritengono il documento del ministero un "disastro" per la formazione culturale e critica degli studenti. Secondo i docenti, i pensatori esclusi sono figure fondamentali per la comprensione del mondo contemporaneo e per lo sviluppo del pensiero critico delle nuove generazioni. La selezione operata dal ministero, sostengono, è frutto "di quel fantasioso progetto di ‘egemonia culturale' che un governo in ritirata tenta di lasciare, a legislatura quasi conclusa, come polpetta avvelenata al mondo della scuola, ai docenti e, soprattutto, alle nuove generazioni". Anche dalle opposizioni arriva una dura critica alla revisione operata dal dicastero guidato da Valditara. Per la senatrice del Partito democratico, Cecilia d'Elia, "è evidente il tentativo di incidere sulla cosiddetta ‘egemonia culturale', attraverso scelte discrezionali e discutibili da parte del ministero".
La replica del ministero dell'Istruzione
Dal ministero non hanno tardato ad arrivare delle spiegazioni, presentate dalla presidente della Commissione per la revisione dei programmi scolastici, Loredana Perla. Secondo la professoressa, non sarebbe possibile fare un elenco completo di "tutti i filosofi della storia del pensiero", ma il ministero si sarebbe limitato a indicare "i movimenti e le correnti di cui essi fanno parte", salvo comunque non menzionare nemmeno tutte le scuole di pensiero. La presidente della Commissione ha tenuto a ribadire che quelle proposte "sono, appunto, indicazioni" e lasciano "alla libertà e all’esperienza del docente di costruire il percorso di studio". Perla ha poi ringraziato i 60 firmatari dell'appello per aver partecipato alla "democratica consultazione" finalizzata a "una migliore formulazione delle indicazioni nazionali", aggiungendo che "ogni contributo verrà tenuto in considerazione". Il confronto, ha spiegato, era partito già nei giorni scorsi, quando la sua Commissione ha incontrato varie associazioni che si occupano di filosofia nel nostro Paese, tra cui le società di filosofia appartenenti alla Consulta nazionale di filosofia. Secondo quanto spiega Viale Trastevere, le nuove Indicazioni formulate dopo questi incontri, inoltre, rivedono lo studio della filosofia secondo due direttrici diverse e complementari: da un lato un percorso tematico, incentrato sulle grandi questioni filosofiche affrontate nei secoli attraverso testi e autori, dall’altro un approccio storico, volto a seguire l’evoluzione del pensiero critico nel corso del tempo che segue l'evoluzione del pensiero critico nei secoli.
Il nuovo impianto scolastico del ministro Giuseppe Valditara
Non solo la filosofia, quella che viene considerata la disciplina del pensiero critico per eccellenza è solo l'ultima delle materie scolastiche dei licei che vengono revisionate dal ministero dell'Istruzione. La prima a essere modificata è stata infatti la geostoria, che nel biennio è tornata a configurarsi come due insegnamenti separati: storia da una parte e geografia dall'altra. Una storia, però, insegnata con una prospettiva inizialmente occidentale, per poi aprirsi in un secondo momento anche al resto del mondo. Anche le materie scientifiche hanno subito un'impattante rivoluzione. Tra queste la matematica, che per la prima volta introdurrà lo studio dell'intelligenza artificiale a scuola e, in particolare, dei linguaggi che ne sono alla base. Tra le nuove linee guidas per i licei, anche altre scelte firmate dal ministro Valditara hanno generato delle polemiche. In particolare, nelle scorse settimane, all'interno dei documenti delle Indicazioni generali è comparso un suggerimento non richiesto sui libri di testo per l'insegnamento della lingua inglese. Anche in quel caso era intervenuta sulla questione la professoressa Loredana Perla, derubricando il fatto a un "refuso". Fino ad ora comunque non è stato corretto.