Nelle Indicazioni per i licei la commissione del ministero sceglie anche i libri da far comprare alle famiglie

A poche settimane dal momento in cui gli insegnanti saranno chiamati a scegliere i libri di testo per il prossimo anno, il ministero dell'Istruzione dà un "suggerimento" non richiesto. E lo fa tramite un documento che dovrebbe riguardare tutt'altro: le bozze delle nuove indicazioni nazionali per i licei, le tracce per i programmi che sono state aggiornate per la prima volta dal 2012 e che ora attraverseranno la fase di consultazione con la comunità scolastica prima di essere approvate definitivamente.
Il "suggerimento" in questione si trova nel testo di tutte le indicazioni nazionali, perché riguarda una materia che tutti i liceali studiano: l'inglese. Nel paragrafo dedicato alla Lingua, all'inizio del secondo biennio, dopo le indicazioni sulle conoscenze da sviluppare arrivano due "testi di riferimento". Si tratta di libri editi rispettivamente da Zanichelli e da Black Cat – Cideb (quest'ultima è parte del gruppo DeAgostini Scuola, che fa capo a Mondadori Scuola e quindi a Fininvest).
Contattata da Fanpage.it, la coordinatrice della Commissione tecnica che ha riformato le Indicazioni nazionali Loredana Perla ha confermato che si tratta di un "refuso". Non una scelta voluta, ma un errore tecnico o una dimenticanza nella fase di stesura e pubblicazione. Al momento della pubblicazione di questo articolo, l'errore non è stato ancora corretto dai tecnici ministeriali.
I libri di "riferimento" a poche settimane dalla decisione sugli acquisti delle famiglie
Il motivo per cui la presenza di due libri di testo ha fatto alzare più di qualche sopracciglio, sollevando anche contestazioni da parte degli insegnanti, è che questo è un momento molto delicato dell'anno. Da indicazioni ministeriali, entro il 20 maggio gli insegnanti dovranno decidere (tramite il Collegio docenti) i libri da adottare il prossimo anno. Proprio in queste settimane, quindi, ciascuno sta facendo la propria valutazione sulla questione.
Si tratta di scelte che, ovviamente, hanno una grande ricaduta economica. Ogni anno le famiglie spendono centinaia di euro in libri di testo, per un giro d'affari che complessivamente vale centinaia di milioni di euro. È evidente che un'indicazione esplicita arrivata in un documento ministeriale, che peraltro attira molta attenzione – proprio perché si tratta di linee guida che andranno discusse da tutta la comunità scolastica, e orienteranno l'insegnamento nei prossimi anni – risulta inopportuna.
Certo, le indicazioni non parlano di libri obbligatori da acquistare: si parla di "testi di riferimento". Ma l'indicazione esplicita di titolo, autori e casa editrice non ha equivalenti in nessun'altra parte delle Indicazioni nazionali, né si trova un suggerimento simile in quelle del 2012. Non a caso, come detto, è stato confermato a Fanpage.it che si tratta di un refuso. Non è chiaro se la responsabilità sia da attribuire al gruppo di lavoro che ha steso la sezione dedicata alla lingua inglese (coordinato dalla professoressa Irene Ranzato) o a un successivo passaggio prima del caricato sul portale del ministero dell'Istruzione.
Le critiche degli insegnanti
Fatto sta che le Indicazioni nazionali contengono un riferimento esplicito ai libri di testo. Sui social, alcuni insegnanti che si sono accorti della situazione hanno lanciato critiche dure. Chi ha accusato il ministero di "orientare" gli acquisti, chi ha detto che è un segnale di interferenza con la "libertà di insegnamento". E anche tra chi lavora nell'ambito della pubblicistica scolastica, naturalmente, la cosa ha sollevato perplessità e indignazione.
Trattandosi di un semplice "refuso", si immagina che presto l'errore sarà corretto. Come detto, tuttavia, al momento le indicazioni sono online da cinque giorni e il testo è ancora quello iniziale. Moltissimi giornali, pubblicazioni di settore e siti istituzionali hanno rilanciato il documento. Tra tre settimane si chiuderà il periodo in cui gli insegnanti devono decidere i nuovi testi.