Nessun illecito dei giudici sulla Famiglia nel bosco: Ministro Nordio archivia l’inchiesta

Dall’inchiesta ministeriale non è emerso nessun illecito commesso da parte dei giudici che si sono occupati della cosiddetta Famiglia nel bosco. Con questa decisione il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha disposto l’archiviazione del procedimento avviato dal ministero della Giustizia nelle scorse settimane tra polemiche politiche e accuse di ingerenze da parte dell’Associazione nazionale magistrati.
"All'esito dell'inchiesta sulla ‘famiglia nel bosco' disposta dal Ministro della giustizia, non sono emersi profili di illeciti disciplinari da parte dei magistrati. Le decisioni di merito in ossequio all'indipendenza e all'autonomia della magistratura non sono oggetto di valutazione. Così il Ministro della giustizia, Carlo Nordio, dispone l'archiviazione del procedimento sul caso della ‘famiglia nel bosco'" si legge in una nota del dicastero.
Una decisione che era attesa da alcuni giorni quella di Nordio visto che gli ispettori del Ministero inviati al Tribunale dei minorenni dell’Aquila non avevano trovano nessuna anomalia nel lavoro dei giudici. La relazione, che ha preso in esame tutti gli atti del fascicolo ma anche le testimonianze dei giudici che a vario titolo si sono occupati della delicata vicenda, era stata già depositata a fine maggio al capo di gabinetto del ministro con un’analisi dei fatti e una conclusione in cui si chiedeva l’archiviazione del caso.
Una richiesta che ora il Ministro nordio ha accolto mettendo la parola fine a una vicenda che aveva rischiato di creare uno sconto tra governo e magistratura. La stessa ispezione era partita su spinta di alcuni esponenti del governo e della maggioranza a partire da Matteo Salvini, per accertare presunte violazioni dei doveri di imparzialità, correttezza e riservatezza degli atti nell’ambito del procedimento che aveva disposto l'allontanamento dei figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham e il loro collocamento in una casa famiglia.
Una decisione non accolta bene dai giudici e con il presidente del Tribunale per i minorenni dell'Aquila che aveva scritto una dura lettera al Csm sollevando dubbi sulla legittimità e i limiti dei poteri ispettivi. Il Ministero della Giustizia aveva replicato assicurando di essersi "rigorosamente attenuto a quanto previsto" dalla legge e ha ribadito oggi che l'ispezione non ha riguardato le decisioni di merito dei giudici ma solo le procedure.
Prendiamo atto che non siano state rilevate irregolarità nel procedimento giudiziario in corso. Quanto al merito, avremo presto modo di convincere il Tribunale per i minorenni dell'Aquila del mutato quadro fattuale e della bontà delle argomentazioni difensive maturate circa l'opportunità del rientro a casa dei minori nel loro superiore interesse", è stato invece il commento dell'avvocato della famiglia, Simone Pillon.