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Famiglia che vive nel bosco

Famiglia nel bosco, si decide sul ricongiungimento dei figli coi genitori: i bambini da novembre in casa famiglia

Sono scaduti i termini per il deposito dell’ultimo atto difensivo dei genitori della “famiglia nel bosco”: si attende ora il pronunciamento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila che lo scorso novembre aveva sospeso la responsabilità genitoriale a Catherine e Nathan.
Catherine Birmingham e Nathan Trevallion a Roma a marzo 2026
Catherine Birmingham e Nathan Trevallion a Roma a marzo 2026
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Sono giorni di attesa per Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, la coppia di genitori dei tre bambini che da mesi, ormai, si trovano in una casa famiglia dopo essere stati allontanati dalla casa nel bosco in cui vivevano a Palmoli, nella provincia di Chieti. Sono giorni di attesa perché dovrebbe arrivare a breve una decisione sul ricongiungimento dei bambini coi genitori: sono infatti scaduti ieri i termini per il deposito dell'ultimo atto difensivo della coppia, atto che va a completare le richieste della difesa dopo l'audizione dei minori in Tribunale avvenuta a inizio mese e il deposito della relazione della Neuropsichiatria infantile della Asl Lanciano Vasto Chieti, nella quale si parla dell'urgenza clinica di "ricomposizione" del nucleo familiare.

Le memorie difensive integrano l'istanza di ricongiungimento depositata il 25 giugno scorso: ora la decisione spetta al Tribunale per i minorenni dell'Aquila che lo scorso anno ha sospeso la responsabilità genitoriale a Catherine e Nathan e collocato i figli in una struttura a Vasto.

Ad assistere in questa fase la famiglia nel bosco c’è l'avvocato Simone Pillon, che nei giorni scorsi ha anche fatto sapere che il comune di Palmoli ha comunicato il rilascio in via definitiva del permesso per la costruzione della nuova casa sul terreno di loro proprietà. I lavori potranno iniziare presto. Pillon si è detto fiducioso che il Tribunale per i Minorenni possa apprezzare “le significative modifiche intervenute e i copiosi elementi allegati” e così accogliere le richieste dei genitori dei bambini.

La stessa Catherine è intervenuta nei giorni scorsi in occasione della presentazione del suo libro dicendosi “molto nervosa” per la decisione del tribunale e riconoscendo che questa sarà una settimana importante per la loro famiglia. “Per noi era una scelta facile, noi abbiamo vissuto tutta la vita nelle grandi città e per i nostri figli non vogliamo questo. I problemi nelle città stanno aumentando, con i social, il bullismo. Noi vogliamo cambiare il nostro mondo e ci sono tantissime persone che stanno facendo la stessa scelta lasciando la città per vivere nell’autosufficienza”, ha aggiunto durante lo stesso incontro il marito Trevallion.

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