Famiglia nel bosco, Catherine e Nathan ancora in attesa dell’idoneità genitoriale: i 3 figli oggi dal giudice

La svolta per la famiglia nel bosco potrebbe essere vicina. A otto mesi dal provvedimento con il quale il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha sospeso la potestà genitoriale in capo a Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, oggi i figli sono stati ascoltati dai giudici. Al termine dell'audizione, i tre minori torneranno nella casa famiglia di Vasto dove vivono dallo scorso novembre e i giudici aggiungeranno le loro dichiarazioni all'ormai altissimo fascicolo relativo al caso.
Anche se in queste settimane i rapporti tra i servizi sociali e i Birmingham-Trevallion sono molto migliorati, questi ultimi non sono ancora stati giudicati idonei a riacquistare la potestà sui loro tre figli. Come apprende Fanpage.it da fonti vicine alla famiglia, Catherine e Nathan stanno portando avanti un percorso relativo alla competenza genitoriale con la Neuropsichiatria Infantile (NPI) dell'Asl di Vasto. Il responso degli esperti è andato ad arricchire l'istanza di 99 pagine presentata alla fine di giugno dal legale della famiglia.
Pur essendo una relazione molto positiva, non dice che sono genitori idonei e, nei fatti, non cambia niente in relazione al procedimento, che è tuttora in corso. Sono solo i giudici a poter permettere alla coppia di riottenere competenza genitoriale e figli.
La perizia dell'Asl di Vasto rientra nel novero delle perizie e degli atti di parte analoghi a quelli presentati in questi mesi e già allegati alle istanze volte a riottenere i figli presentate prima da Marco Femminella e Daniela Solinas, e successivamente da Simone Pillon, l'avvocato che li ha sostituiti a maggio.
Gli esperti dell'Asl di Vasto già a febbraio avevano caldeggiato il ricongiungimento di genitori e figli segnalando quanto questa separazione provocasse "disagio e sofferenza" nei minori. Un parere che in tutti questi mesi non è servito a fare cambiare parere ai giudici. Appena un mese dopo la presentazione di quella relazione, il Tribunale per i minorenni dell'Aquila era arrivato ad allontanare la madre dei bambini dalla casa famiglia. In quell'occasione i giudici diedero maggior peso alle perizie dei servizi sociali e degli educatori della comunità che giudicavano molto negativamente soprattutto Catherine.
Recentemente, la perizia più importante del procedimento, quella redatta dalla consulente nominata dal Tribunale, Simona Ceccoli, ha dato responso negativo. Secondo il documento, l'educazione dei genitori avrebbe "leso i diritti dei minori". Una visione fortemente criticata – sia nei contenuti che nelle modalità con cui è stata realizzata – dagli esperti del team difensivo della famiglia, lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello.
A quel botta-e-risposta a colpi di perizie sono seguite settimane di silenzio nel corso delle quali i rapporti tra le parti sarebbero migliorati molto. Si tratta di piccoli segnali che insieme contribuiscono a indicare che il procedimento potrebbe presto arrivare a una conclusione positiva per la famiglia.
I genitori e i servizi sociali si sono recentemente incontrati nella casa green messa a disposizione dal Comune di Palmoli. All'inizio i Birmingham-Trevallion hanno continuato a vivere nel casolare nel bosco, ma nelle ultime settimane hanno sistemato l'abitazione, preparandola ad accogliere i figli.
I bambini inoltre hanno sostenuto e superato i test scolastici e l'istituto di riferimento individuato dai servizi sociali è quello di Palmoli. Questo non significa necessariamente che andranno alla scuola pubblica, ma che il loro futuro viene visto dove si trovano i genitori, e non la casa famiglia.