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Famiglia che vive nel bosco

Famiglia nel bosco, test a scuola per i figli: a cosa servono e cosa può succedere adesso

Oggi e domani si svolgeranno i test scolastici dei tre bimbi nel bosco. La psicologa Martina Aiello, del team difensivo di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, per aumentare la socialità dei bambini “non sono necessarie frequentazioni di tipo scolastico”
Catherine Birmingham e Nathan Trevallion
Catherine Birmingham e Nathan Trevallion
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Si è svolta questa mattina, 29 giugno, la prima parte dei test scolastici dei tre piccoli Birmingham-Trevallion. I bambini della "famiglia nel bosco" sono chiamati a sostenere anche domani le prove per verificare lo stato delle loro conoscenze e l'anno scolastico al quale appartengono.

L'istituto di riferimento per i test è quello di Palmoli ma, a sorpresa, si sono svolti nella sede di Castiglione Messer Marino, a cui la scuola del piccolo Comune fa capo. A iscriverli sarebbe stata la tutrice a cui i tre piccoli sono affidati nel corso del procedimento che da novembre coinvolge i genitori davanti al Tribunale per i minorenni dell'Aquila.

Per la psicologa Martina Aiello, consulente del team difensivo di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, "il coinvolgimento della famiglia nel valutare gli aspetti scolastici è fondamentale, ma ora la priorità è riunire i genitori ai loro figli", spiega a Fanpage.it.

La psicologa: "Bambini da sempre ben socializzati"

Questi test sono propedeutici per l'iscrizione dei bambini alla scuola come frequentanti, sia nel caso si decida di proseguire con l'educazione parentale. Si tratta infatti di esami di idoneità che servono a valutare le competenze dei tre minori e stabilire se possono passare al programma dell'anno successivo, anche se lo seguiranno a casa. Non implicano automaticamente l'iscrizione a scuola, ma il semplicemente avanzamento della loro istruzione. Si tratta di un modo per permettere anche a chi fa homeschooling di non restare fuori dal sistema educativo.

Il nodo scuola resta però uno dei più difficili da sciogliere nell'ambito del procedimento aperto dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila nei confronti della "famiglia nel bosco". Tra i motivi che hanno messo in allarme i servizi sociali, e che quindi hanno portato i giudici a sospendere la potestà genitoriale di Catherine e Nathan c'è proprio la socialità dei bambini, ritenuta non idonea alla loro età.

Un rilievo che Aiello, così come il collega psichiatra Tonino Cantelmi, non ha mai condiviso: "Non abbiamo mai ritenuto che i bambini si trovassero in un contesto di isolamento, però eravamo disponibili a creare delle condizioni di maggiore frequentazione con i coetanei. E non sono necessariamente frequentazioni di tipo scolastico".

La scelta di iscrivere i bambini a Palmoli – dove vivono i genitori nella casa messa a disposizione dal Comune – invece che a Vasto – dove si trova la casa famiglia in cui risiedono attualmente – sembra indicare che il ricongiungimento potrebbe non essere così lontano.

Una sensazione confermata anche dalla psicologa: "L'obiettivo, che sembra essere ormai comune e condiviso, è quello di far rientrare i bambini presso il nucleo familiare".

L'avvocato Pillon: "Rientro in famiglia per il compleanno della figlia"

La settimana scorsa l'avvocato della famiglia Simone Pillon ha depositato una nuova istanza composta da 99 pagine in cui, oltre a ricostruire la vicenda da principio, evidenzia nuovi accertamenti. Questi documenti, così come gli esiti scolastici di questi giorni, andranno ad arricchire il già corposo fascicolo nelle mani dei giudici.

"Si è dato atto del rinnovato clima di collaborazione che si è instaurato tra le parti e del proposito di superare con il confronto e il dialogo le rimanenti difficoltà. – ha spiegato Pillon – Si è infine rappresentato al Tribunale che ormai tutti i soggetti coinvolti, dalla CTU ai Consulenti di parte fino all'equipe di Neuropsichiatria infantile e alla comunità scientifica nazionale chiedono che sia disposto rispettivamente un ‘precoce', ‘immediato' e ‘urgente' rientro dei minori in famiglia".

Per l'avvocato un possibile fronte temporale per la riunificazione potrebbe essere il compleanno della figlia maggiore che cade tra meno di un mese: "Sarebbe una grande occasione di festa per tutti".

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