Famiglia che vive nel bosco

La nuova casa della famiglia nel bosco sarà autosufficiente: “Nessuna bolletta e una stanza di vetro per i bambini”

Pannelli fotovoltaici, acqua di scarico usata per l’irrigazione e una stanza di vetro per fare giocare e studiare i bambini. Sono le caratteristiche della nuova casa della famiglia nel bosco. Lo spiega a Fanpage.it l’architetta Maria Mascarucci incaricata del progetto.
Intervista a Maria Mascarucci
Architetta specializzata in bioedilizia
Il progetto per la casa della famiglia nel bosco
Il progetto per la casa della famiglia nel bosco
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Non pagheranno bollette (esclusa l'acqua) perché la casa è perfettamente autosufficiente grazie al rivestimento di canapa e ai pannelli fotovoltaici. È questo il progetto della nuova casa che permetterà a Catherine Birmingham e Nathan Trevallion di tornare a vivere nel bosco di Palmoli.

I coniugi al momento vivono in una casa messa a disposizione dal Comune, in una zona rurale della cittadina abruzzese, mentre i figli dallo scorso novembre abitano in casa famiglia a Vasto. La nuova casa servirà per riunire la "famiglia nel bosco" in una struttura che possa coniugare le richieste dei giudici con le esigenze dei coniugi.

A realizzarla sarà Maria Mascarucci, architetta specializzata proprio in costruzioni ecosostenibili. A Fanpage.it, l'esperta racconta il cantiere che partirà a settembre e sarà completato in circa sei mesi (salvo imprevisti).

L'architetta Maria Mascarucci
L'architetta Maria Mascarucci

Come è nato il progetto?

Come sempre, nasce dalle richieste dei committenti. Quando Nathan e Catherine mi hanno contattata hanno chiesto di avere una casa il più possibile "minima", nel rispetto dei termini di legge, quindi essenziale, piccola e semplice. Il loro interesse è quello di non avere un grande impatto ambientale. Sarà una costruzione di 66 metri quadrati che riprenderà la struttura del casolare adiacente. In questo modo continueranno a mantenere inalterate le loro abitudini di vita, utilizzando, come facevano prima, solo un camino e una cucina a legna per riscaldare l’abitazione ma, questa volta, sarà tutto realizzato nel rispetto delle normative vigenti.

Come sarà la struttura?

La struttura sarà in legno con delle "tamponature", cioè delle murature esterne in blocchi di canapa, proprio per mantenere costante la temperatura all'interno. Ci sono due camere da letto, una cucina-soggiorno e una serra che è una stanza in più dove giocheranno i bambini e faranno i compiti.

Quindi non si tratta di una ristrutturazione del casolare ma di una costruzione totalmente nuova.

Sì, si è scelto di dividere in due la sagoma dell’edificio per ottenere due profili identici a quello della casa in pietra, in modo da impattare il meno possibile sul paesaggio rurale e, contemporaneamente, richiamare l'architettura vernacolare. Il tutto utilizzando però materiali diversi come legno, canapa, calce e vetro.

Nell'allontanare i tre figli dei Birmingham-Trevallion, i giudici segnalarono gravi carenze in termini di sicurezza e di igiene. La casa era priva di elettricità, acqua corrente e anche del bagno.

Questa volta il bagno ci sarà. Nel funzionamento sarà uguale a quello di molte altre case di campagna, quindi non sarà collegato alle fognature, ma avrà una fossa, adesso capiremo come realizzarla. L'idea è di filtrare l'acqua e riciclarla per irrigare. In generale, l'obiettivo è quello di creare una casa autosufficiente e "passiva".

Cosa vuol dire "casa passiva"?

Sarà una casa che si autoregola per quanto riguarda la temperatura. Non ci saranno sistemi di riscaldamento o refrigerazione ma un sistema che si chiama comfort termo-igrometrico. I materiali che useremo, canapa e calce, assorbono e rilasciano l'umidità in maniera passiva. Questo la renderà più confortevole di una casa costruita con materiali tradizionali ed eviterà muffe e condense da risalita. La scelta è stata pensata per seguire la richiesta di una casa "zero plastica". Ovviamente nell'edilizia è complesso, ma stiamo cercando di ridurre al minimo l'impatto dei materiali sintetici. Non ci saranno emissioni inquinanti o da sostanze sintetiche e sarà più confortevole di una casa tradizionale.

Perché dice che si tratta di una casa autosufficiente?

Perché non avranno spese di bolletta, ad esclusione dell'acqua, perché si alimenteranno attraverso pannelli solari e fotovoltaici. Questo a lungo termine permette di abbattere i costi.

Si tratta di costi elevati?

Molti non si approcciano a questo tipo di progetti proprio per i costi, ma questo non dipende dai materiali, che anzi sarebbero più economici di quelli tradizionali, ma perché la domanda è bassa, e di conseguenza i produttori sono pochi.

Il progetto della casa della famiglia nel bosco
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