Lo psichiatra Cantelmi sulla famiglia nel bosco: “Il Papa ha risposto a Catherine e Nathan, prega per loro”
Papa Leone XIV ha risposto alla lettera di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori della cosiddetta famiglia nel bosco. I figli dei due erano stati allontanati nel novembre scorso e trasferiti in casa famiglia nel territorio di Vasto. La storia dei tre minori e dei genitori era diventato un caso di rilevanza nazionale a causa dell’educazione che Nathan e Catherine avevano deciso di dare ai tre figli, che studiavano in casa e non avevano elettricità e acqua corrente.
A Fanpage.it lo psichiatra e consulente di parte Tonino Cantelmi ha fatto sapere che il Pontefice ha risposto alla lettera della coppia, spiegando di averli nei propri pensieri e di pregare per loro e per i loro figli.
“Auspichiamo quanto prima il ricongiungimento”, ha spiegato il consulente di parte in un’intervista rilasciata poco prima della presentazione del libro di mamma Catherine sulla vicenda che ha travolto la sua famiglia che questa sera si tiene a Valle dell’Angelo, comune del Cilento (SA).
Durante la presentazione del libro, Catherine non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti sul caso giudiziario. “Nonostante tutto – ha sottolineato Cantelmi – Catherine e Nathan continueranno a scegliere l’Italia. Siamo fiduciosi su un prossimo riavvicinamento dei tre bambini ai genitori”.
“Ho riportato solo il 10% della mia vita – ha spiegato Catherine – ma ho altre esperienze da raccontare. È stato un modo per parlare di me e difendere la mia famiglia mentre veniva perseguitata” ha concluso.
L’avvocato della famiglia, Simone Pillon, non ha potuto partecipare all’incontro per un lutto, ma ha voluto comunque dare il suo contributo al telefono. “Le cose stanno cambiando, siamo fiduciosi per il riavvicinamento. Siamo molto contenti della risposta del Pontefice, è stato molto importante per noi. Ha fatto sapere che ha preso nota del contenuto della lettera e ha assicurato alla famiglia le sue preghiere. Credo sia un segnale straordinario”.