Famiglia che vive nel bosco

Famiglia nel bosco, sì al ricongiungimento ma non subito: fine settimana a casa e iscrizione alla scuola pubblica

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Catherine Birmingham e Nathan Trevallion
Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha detto sì al ricongiungimento di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion con i loro tre bimbi. Ma il percorso per vedere riunita la famiglia nel bosco è ancora lungo. L’avvocato Pillon presenterà ricorso. Secondo lo psichiatra e consulente Cantelmi “I genitori sono sull’orlo del collasso”

È arrivata oggi la decisione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila su Catherine Birmingham e Nathan Trevallion e i loro tre figli, una bambina di 8 anni e due gemellini di 7. I bambini potranno ricongiungersi ai genitori, ma non immediatamente, e continueranno a essere monitorati dai servizi sociali.

L'avvocato della famiglia, Simone Pillon, non ha mai nascosto che sperava che venisse scritta la parola fine alla vicenda con un ritorno a casa definitivo. Non è questa la strada indicata dai giudici. Il ricongiungimento familiare tanto atteso ci sarà, ma non adesso. La difesa ha già annunciato che presenterà reclamo alla Corte di Appello.

Il nodo fondamentale è ancora una volta quello della scuola, visto soprattutto dalla prospettiva della socializzazione dei bambini. Questo aspetto è stato centrale fin dalle prime fasi del procedimento, quando i giudici, attraverso le valutazioni dei servizi sociali, avevano rilevato gravi carenze nella socializzazione dei bambini.

Una decisione che con Fanpage.it, lo psichiatra e consulente di parte della famiglia, Tonino Cantelmi, ha commentato così: "È una luce tenue, ma i genitori vi si aggrappano perché sono stremati e sull'orlo del collasso emotivo".

Cosa prevede l'ordinanza del Tribunale: le tappe del ricongiungimento

I giudici del Tribunale per i minorenni dell'Aquila nell'ordinanza inviata questa mattina all'avvocato Pillon hanno stabilito che i piccoli Birmingham-Trevallion potranno tornare dai genitori. Ma non subito.

Il legale ed ex senatore della Lega è subentrato a maggio agli avvocati Marco Femminella e Daniela Solinas. Il 25 giugno Pillon aveva presentato una corposa istanza di 99 pagine volta a chiedere il ricongiungimento familiare immediato. Il provvedimento di questa mattina dispone invece un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia, con rientri immediati nella casa Palmoli e la possibilità di dormire in famiglia nei fine settimana.

"La eccessiva gradualità e l'incertezza sul ricongiungimento non sono giustificabili con la situazione familiare che non è affatto a rischio abusi e ha ampiamente risolto le criticità abitative e relazionali inizialmente contestate. È come se il Tribunale fosse rimasto ancorato a precedenti valutazioni che ormai sono ampiamente superate dai fatti", ha detto Pillon.

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C'è poi l'iscrizione alla scuola pubblica dei bambini. Che a questo punto sembra essere la sede di Vasto, e non di Palmoli, dato che i bimbi continueranno a vivere in casa famiglia. Una prospettiva che la famiglia ha sempre rifiutato con decisione, preferendo l'istruzione parentale. "Si reputa contrario all'art. 30 della Costituzione e a tutte le convenzioni sovranazionali in tema di libertà educativa l'emanato ordine che sembra essere orientato a mantenere i minori in casa famiglia finché i genitori non mostreranno di aver accettato l'iscrizione dei bambini alla scuola pubblica, in luogo dell'istruzione parentale preferita dalla coppia".

Cantelmi: "Genitori sull'orlo del collasso emotivo"

"Con la decisione del Tribunale la famiglia resta ancora nel tunnel disgraziato ma finalmente intravede una luce. A questa luce si aggrappano due genitori stremati e sull’orlo del collasso emotivo. Tuttavia il rientro a tappe dei bimbi, in questa situazione, è l’unica strada percorribile". È il commento con Fanpage.it di Tonino Cantelmi, lo psichiatra che da tempo accompagna la famiglia nel procedimento per riottenere la potestà genitoriale.

"Trovo inoltre significativa la possibilità che i bimbi possano incontrare i genitori nel luogo primario, dove hanno gustato la felicità dei giochi in armonia con la natura e con gli amatissimi animali. Incoraggio Nathan e Catherine a collaborare e a percorrere con fiducia l’ultimo tratto del tunnel sopportando il dolore e lo strazio che dovranno ancora patire nell’attesa che, come scrive Catherine, ‘sorga una nuova alba'". E ribadisce: "Personalmente ritengo che tutta la vicenda sia sproporzionata perché siamo in presenza di genitori non abusanti, non maltrattanti e non delinquenti e il collocamento in casa famiglia costituisce nel complesso una pagina molto triste per l’Italia".

La storia della famiglia nel bosco

Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, australiana lei, inglese lui, nel 2021 si stabiliscono in Abruzzo con l'obiettivo di abbracciare uno stile di vita lontano dalle convenzioni sociali moderne. Comprano un appezzamento di circa 2 ettari nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, dove sorge un casolare circondato da un ampio spazio verde in cui vivono diversi animali, tra i quali asini e cavalli, animali ai quali Catherine è particolarmente legata.

Quello che manca è l'allaccio idrico, la corrente elettrica e il bagno. Una condizione igienico-sanitaria che i giudici del Tribunale per i minorenni dell'Aquila considereranno non adatta a dei minorenni come i figli della coppia. Con l'ordinanza del novembre 2025 decidono quindi di sospendere la potestà genitoriale e trasferire i piccoli in una casa famiglia di Vasto.

Qui i piccoli risiedevano con la madre fino allo scorso marzo, quando la donna è stata allontanata con un'altra ordinanza dei giudici perché secondo operatori della comunità e assistenti sociali non sarebbe riuscita a stare alle regole e avrebbe avuto un impatto negativo sui bambini.

La donna è quindi tornata a risiedere con il marito nella casa green in un'area rurale di Palmoli messa a disposizione dall'amministrazione comunale per scopi sociali. Intanto, hanno avviato a loro spese la costruzione di una nuova casa – con bagno ed elettricità – nell'appezzamento di terra nel bosco.

Come apprende Fanpage.it, sino ad ora il Comune di Palmoli ha speso circa 56 mila euro per il mantenimento dei bambini in casa famiglia, con tutto quello che consegue tra psicologi e terapeuti. La spesa di circa 7 mila euro al mese per i tre bambini che l'amministrazione sostiene dal 20 novembre 2025 proseguirà pressoché invariata.

In questi mesi i coniugi hanno scontato la bocciatura da parte di Simona Ceccoli, consulente tecnica nominata dal Tribunale nell'ambito del procedimento. I consulenti di parte Cantelmi e Aiello a quella valutazione risposero con una relazione molto dura non solo nei confronti delle conclusioni, ma del metodo stesso usato da Ceccoli. Un braccio di ferro a colpi di perizie e contro-perizie che ha tenuto banco per un mese e che si aggiunse alle tensioni già esistenti tra la famiglia nel bosco e i servizi sociali.

Come aveva appreso Fanpage.it, però, negli ultimi mesi i rapporti tra i Birmingham-Trevallion si sarebbero molto distesi grazie a un caffè preso a Palmoli, da qui la speranza di un rientro in famiglia immediato. Un traguardo ormai visibile, ma ancora lontano nel tempo.

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