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Famiglia che vive nel bosco

Famiglia nel bosco, attesa la decisione del giudice: da questa dipende anche l’iscrizione a scuola dei bambini

Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila non ha ancora deciso sul ricongiungimento dei tre figli alla famiglia nel bosco, lasciando in sospeso anche la loro iscrizione a scuola. Oggi l’avvocato della famiglia ha presentato un sollecito “affinché l’istanza di rientro sia decisa quanto prima”
Catherine Birmingham e Nathan Trevallion a marzo 2026 a Roma
Catherine Birmingham e Nathan Trevallion a marzo 2026 a Roma
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Dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila è silenzio assoluto sulle sorti dei tre figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, diventata famosa come la famiglia nel bosco. Lo scorso 25 giugno l'avvocato dei coniugi, Simone Pillon, ha depositato l'ultima istanza per il ricongiungimento della famiglia, separata lo scorso novembre a seguito della sospensione della potestà genitoriale.

Il giudice però non si è ancora espresso e dal Tribunale tutto tace, lasciando i genitori in un limbo e anche i bambini stessi. Da questa decisione dipende infatti il tema cruciale della loro iscrizione a scuola.

Oggi il legale ha presentato un sollecito "affinché sia decisa quanto prima l'istanza di rientro dei minori in famiglia presentata da oltre un mese e mezzo".

La questione scuola: educazione parentale o in classe

I tre figli dei Birmingham-Trevallion, una bambina di 8 anni e due gemelli di 7, hanno superato i test e l'anno prossimo potranno seguire i programmi scolastici rispettivamente per la quarta e la seconda elementare. Ma non è ancora stabilito dove.

Come apprende Fanpage.it da fonti vicine al procedimento in corso, tutto è nelle mani del giudice. Se i piccoli resteranno nella casa famiglia di Vasto, dove vivono dallo scorso novembre, il plesso di riferimento sarà in questa città della provincia di Chieti. A occuparsi di loro continuerà a essere la tutrice e in questo caso è certa la frequenza in classe, come consiglia nella sua perizia la consulente tecnica incaricata dal Tribunale, Simona Ceccoli.

Se invece i bambini ritorneranno a vivere con i genitori a Palmoli, dove il Comune ha messo a loro disposizione una casa alla periferia del paese, questi potranno decidere di proseguire con l'educazione parentale adottata prima della separazione.

Dopo aver superato i test nell'istituto comprensivo di Castiglione Messer Marino, il plesso di riferimento non è ancora deciso e resta sospeso tra Palmoli e l'Alto Vastese. L'iscrizione avverrà solo dopo il deposito della decisione del giudice.

Quando vivevano nel rudere nel bosco di Palmoli, dove la famiglia risiedeva dal 2021, i bimbi seguivano l'educazione parentale di approccio steineriano, che predilige i processi creativi e posticipa l'acquisizione di competenze come lettura e scrittura. A seguito della sospensione della potestà genitoriale e il trasferimento nella comunità di Vasto, i bambini hanno iniziato a seguire delle lezioni con una maestra in pensione. Una soluzione a metà per non esporre subito i piccoli a una classe con i coetanei. Adesso, però, secondo la psicologa Ceccoli sarebbero pronti, soprattutto la figlia maggiore.

L'avvocato Pillon: "Bambini possano fare periodo di vacanza con i genitori"

Per sollecitare la decisione del giudice, l'avvocato Pillon ha inviato un sollecito e citato la Corte di Strasburgo: "Ha ribadito in numerose occasioni il diritto dei bambini a poter godere di congrui periodi di vacanza con i loro genitori, impegnando le autorità nazionali a fare tutto il possibile per facilitare tale condivisione, configurandosi il tempo delle vacanze come momento insostituibile per lo sviluppo psico fisico del minore. Sempre la Corte EDU ha sanzionato in numerosi casi l'Italia per il ritardo nelle decisioni sul rientro dei minori collocati fuori famiglia".

Inoltre, per l'avvocato, "dagli atti emerge l'indicazione di un immediato rientro, ben prima dell'inizio dell'anno scolastico, per poter avviare una ‘routine familiare conciliante' come richiesto dagli esperti clinici del servizio pubblico. Una ulteriore permanenza in casa famiglia, sia pure a causa dei tempi tecnici della decisione, sarebbe del tutto disfunzionale e potrebbe avere serie ripercussioni sui minori".

Infine conclude: "Siamo certi che anche il Tribunale condivida tali preoccupazioni e per questa ragione – pur comprendendo la situazione degli uffici – abbiamo ritenuto dovere della difesa sollecitare rispettosamente una urgente decisione favorevole in merito".

Quando si avrà la decisione dei giudici sulla famiglia nel bosco

Era novembre quando il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha disposto l'allontanamento dei figli di Catherine e Nathan. La famiglia viveva in un casolare nel bosco di Palmoli, dove nel 2021 avevano acquistato un terreno di due ettari. La casa non aveva acqua corrente, bagno ed elettricità ed è stata giudicata dai Servizi sociali inadatta a ospitare minori.

Oggi, invece, i genitori hanno ottenuto i permessi per costruire un'abitazione totalmente nuova, a impatto quasi zero. Il permesso a costruire da parte del Comune è già arrivato e il cantiere si aprirà ufficialmente a settembre.

Nonostante i progressi e gli incontri recenti avvenuti tra famiglia e assistenti sociali, il giudice continua a mantenere il riserbo. Quando si esprimerà è impossibile prevederlo: dalla cancelleria tutto tace e anche l'avvocato dei Birmingham-Trevallion non avrebbe ancora avuto aggiornamenti. La sentenza potrebbe arrivare in questi giorni, come si augura l'avvocato, o vedere il tutto posticipato alla fine di agosto.

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