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Nuovi programmi di filosofia senza Marx e Spinoza, Cacciari: “Atto di scemenza, Valditara chieda scusa”

Il filosofo Massimo Cacciari commenta a Fanpage.it le nuove indicazioni del ministero dell’Istruzione per lo studio della filosofia nei licei. L’ex sindaco di Venezia ha firmato una lettera insieme a 60 prof per criticare l’assenza di Marx e Spinoza. “Lasciassero fare ai docenti”.
A cura di Giorgia Olivieri
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"Spero che il ministro chieda scusa per aver tirato fuori questa direttiva, se sono seri faranno così". Con queste parole il filosofo Massimo Cacciari commenta a Fanpage.it la vicenda relativa alle nuove Indicazioni nazionali, destinate ai licei italiani, per l'insegnamento della filosofia. Nei giorni scorsi, le linee guida emanate dal ministero dell'Istruzione e del Merito, guidato da Giuseppe Valditara, avevano acceso il dibattito pubblico per l'assenza di alcuni filosofi considerati "giganti del pensiero critico", tra cui Marx e Spinoza. Cacciari, insieme ad altri sessanta docenti universitari, è firmatario di una lettera aperta, indirizzata al ministero, nella quale vengono criticate duramente le scelte contenute nel documento.

Le indicazioni del ministero dell'Istruzione

Nel messaggio pubblico sottoscritto da Massimo Cacciari e da altri colleghi, tra cui anche Giuseppe Licata e Gaetano Lettieri, il gruppo di docenti universitari mette in luce l'assenza, nel documento ministeriale, di alcuni dei filosofi più importanti dei secoli scorsi: Spinoza, Leibniz, Marx, Schelling, Fichte e, per quanto riguarda il pensiero critico, la possibilità di scegliere discrezionalmente tra Hobbes, Locke e Rousseau. I sessanta firmatari spiegano che "si trova il modo di sostituire gli autori appena menzionati con una non meglio specificata ‘filosofia italiana dell’Ottocento'" che non ritengono "davvero così rilevante al cospetto dei classici fatti rimuovere". Di fronte a questa riformulazione dei programmi scolastici, Cacciari dice a Fanpage.it che spera si tratti "semplicemente di una scemenza uscita da qualche buco ministeriale e che il ministro possa correggere al più presto".

Per Cacciari è "un atto di scemenza"

Secondo quanto riportato nella lettera aperta firmata Cacciari e gli altri – che è diventata anche una petizione online – la composizione della lista indirizzata agli istituti superiori di secondo grado, definita "quantomeno bizzarra", appare come uno degli ultimi tasselli di un progetto di “egemonia culturale di un governo in ritirata" che i sessanta studiosi paragonano a una "polpetta avvelenata al mondo della scuola, ai docenti e, soprattutto, alle nuove generazioni". Per il filosofo veneziano, "non può essere considerata una discriminazione politica dire che non vanno studiati Spinoza o Leibniz, è semplicemente un atto di scemenza".

"Il ministro lasci fare ai docenti"

Dal ministero, nelle scorse ore, è arrivata una replica alla lettera attraverso le parole di Loredana Perla, presidente della Commissione per la revisione dei programmi scolastici, che ha ribadito la natura del documento come indicazioni e non imposizioni, sottolineando come il dicastero guidato da Giuseppe Valditara lasci "alla libertà e all’esperienza del docente di costruire il percorso di studi". Su questa impostazione, in parte, concorda anche Cacciari, che a Fanpage.it spiega che, nella sua visione, "se lasciassero fare ai docenti sarebbe meglio" e che "se ci fosse veramente autonomia scolastica su queste cose e non si mettessero di mezzo la politica o i ministeriali sarebbe infinitamente meglio". Per questo, conclude il filosofo, "spero che il ministro o qualcuno dica ‘sì, scusate, qualche povero scemo ha tirato fuori questa direttiva'. Se sono seri faranno così".

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