video suggerito
Live

Governo, approvato decreto Primo maggio, Meloni: “Niente bonus a chi sottopaga i dipendenti”: news in diretta

Le notizie dell’ultima ora sul governo vedono il CDM approvare il decreto Primo maggio con bonus giovani e Zes per tutto il 2026 legati al “salario giusto”. Sul caso Minetti, Schlein attacca la difesa di Meloni verso Nordio dopo la nuova istruttoria sulla grazia, mentre il ministro Giorgetti lancia l’allarme crescita, stimando un PIL fermo allo 0,6% per i prossimi anni.

29 Aprile 2026 07:20
Ultimo agg. 11:46
0 CONDIVISIONI
Immagine

Le ultime notizie del 29 aprile in diretta sulla crisi interna al governo Meloni. Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto Primo maggio, che estende i bonus per i giovani under 35 e la Zes fino al 31 dicembre 2026; i benefici saranno tuttavia riservati esclusivamente alle imprese che garantiscono il "salario giusto". Restano invece in agenda per il Cdm del 30 aprile i provvedimenti su Piano Casa e taglio delle accise.

Si riapre intanto il caso Nicole Minetti: il Quirinale ha richiesto una nuova istruttoria sulla grazia concessa all'ex consigliera regionale lombarda, poiché sarebbero emerse incongruenze nella documentazione presentata. Mentre la Procura di Milano valuta un cambio di parere, Giorgia Meloni blinda il ministro Carlo Nordio, respingendo le richieste di dimissioni delle opposizioni e confermando la regolarità dell'iter seguito. Sul tema è intervenuta anche Elly Schlein, che ha commentato: "Speriamo che gli accertamenti siano rapidi: se le notizie fossero confermate, sarebbero fatti gravissimi". La segretaria del Pd ha aggiunto di non essere stupita dalla difesa della premier, ricordando anche il caso Almasri.

Sul fronte economico, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, intervenendo alle audizioni sul Documento di finanza pubblica, ha delineato uno scenario di forte rallentamento: "L'economia italiana crescerà pochissimo anche l'anno prossimo", ha dichiarato il ministro, stimando per il 2026 e il 2027 una crescita del Pil ferma allo 0,6%, condizionata dal mutato scenario internazionale e dalla crisi in Medio Oriente.

11:45

Landini: "Mobilitazione per raccolte firme proposte legge sanità e appalti"

Una campagna di mobilitazione nei luoghi di lavoro e nel territori per la raccolta di firme a sostegno di due proposte di legge d'iniziativa popolare su sanità e appalti. Ad annunciarla è stato il leader della Cgil, Maurizio Landini, in collegamento con l'assemblea nazionale contro le mafie e la corruzione in corso a Palermo. "Qualche giorno fa abbiamo depositato le due proposte alla Corte di Cassazione per rilanciare il servizio sanitario nazionale come diritto universale per tutti e per rendere trasparente il sistema degli appalti, cancellando la logica del subappalto a cascata che ha determinato dei danni a chi lavora e ha cambiato il modello di fare impresa", ha detto Landini. "La raccolta di firme non sarà solo un semplice esercizio ma una mobilitazione. A settembre depositeremo le due proposte al governo e al Parlamento", ha poi aggiunto.

A cura di Francesca Moriero
11:30

Dl lavoro: Turco (M5s): "Governo non contrasta lavoro povero"

"Il Governo Meloni continua a rifiutare il salario minimo legale e prova a nascondere questa scelta dietro l'etichetta propagandistica del cosiddetto ‘salario giusto'. Ma la verità è semplice: non stanno contrastando il lavoro povero, stanno solo cambiando nome al problema. Se un lavoratore percepisce una paga insufficiente, il Governo non introduce una soglia minima garantita per legge sotto la quale non si puo' scendere; non riconosce un diritto universale immediatamente esigibile. Preferisce invece un sistema di incentivi temporanei, selettivi e legati a specifiche categorie o requisiti. In sostanza: non tutela il lavoratore, prova solo a orientare la convenienza delle imprese, al ribasso", ha detto in una nota, il senatore e vicepresidente M5S Mario Turco, componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche. "È una scelta profondamente sbagliata che non favorisce l'innovazione, ma sostiene lo sfruttamento del lavoro. Il salario povero non si combatte con bonus a termine o agevolazioni selettivi per pochi ma riconoscendo diritti, fissando regole certe valide per tutti, rafforzando i contratti collettivi seri e restituendo dignita' a milioni di persone che lavorano ma restano povere. Il Governo evita una misura strutturale e preferisce la propaganda del decreto 1 Maggio. Chi prende stipendi insufficienti, però, non ha bisogno di slogan ma di una busta paga dignitosa. L'Italia è tra i Paesi europei con la più lunga stagnazione salariale, continuare a rinviare una risposta seria significa condannare lavoratori, giovani e famiglie alla precarietà permanente. Il M5S continuerà a battersi per un salario minimo legale e per un mercato del lavoro fondato sulla dignità, non sullo sfruttamento".

A cura di Francesca Moriero
11:15

Calenda (Azione): "Salis? Fossi in lei starei lontana da campo, più candidati che partiti"

"La premessa è che noi di Azione alle politiche non andremo con il centrosinistra ma saremo un terzo polo. Salis è una persona che ha grinta e ha dimostrato di saper comunicare bene. Fossi in lei starei lontana da quel campo, dove ci sono più candidati alle primarie che partiti. Ma lei ha tutte le qualità per una leadership politica", ha detto il leader di Azione Carlo Calenda in una intervista al Secolo XIX. Alla domanda "se Salis guidasse il campo largo cambierebbe idea?" Calenda ha poi risposto: "Non cambio idea perché il problema non è chi lo guida ma come è composto: c'è una parte di estrema sinistra che su questioni internazionali ed energetiche ha un'agenda pericolosa. E il Movimento Cinquestelle ha anche dimostrato di aver disintegrato l'economia con il Superbonus. Chiunque guidi quello schieramento, con metà coalizione su posizioni così estreme, avrebbe difficoltà a governare. E, a mio avviso, quelle posizioni sono pericolose per l'Italia".

A cura di Francesca Moriero
11:00

Calderone: "Salario giusto per valorizzare i contratti di qualità. Il minimo sarebbe stato parziale"

Intervenendo a Radio anch'io su Rai Radio1, la ministra del Lavoro Marina Calderone ha difeso la scelta del governo di puntare sul "salario giusto" all’interno del nuovo decreto lavoro. Secondo la ministra, collegare i benefici economici "ai contratti firmati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative significa riconoscere il valore della contrattazione collettiva di qualità". La ministra ha spiegato che la scelta di un salario minimo fissato per legge avrebbe offerto una risposta "soltanto parziale", limitata a una cifra numerica. Al contrario, un contratto collettivo garantisce un insieme di tutele e garanzie molto più ampio, che il governo intende sostenere con convinzione. "Abbiamo fatto una scelta di campo", ha dichiarato ancora Calderone, sottolineando come l'esecutivo "voglia privilegiare il dialogo tra le parti sociali".

A cura di Francesca Moriero
10:45

Guerra (PD): "Sul salario giusto Meloni si ferma all'ultimo miglio: senza obblighi resta lo sfruttamento"

In una nota ufficiale, Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del PD, ha commentato con durezza il decreto Primo maggio, definendo la mossa della premier un'incompiuta. Pur riconoscendo un'inversione di rotta sul concetto di "salario giusto", Guerra ha sottolineato come la proposta del governo sia profondamente diversa da quella presentata dalle opposizioni tre anni fa. L'esponente dem ha spiegato che, a differenza del progetto della minoranza, il decreto Meloni non obbliga le imprese che applicano "contratti pirata" a garantire la retribuzione minima legata all'articolo 36 della Costituzione. Secondo Guerra, limitarsi a negare qualche incentivo temporaneo è "assolutamente insufficiente" a compensare il vantaggio economico ottenuto dalle aziende che pagano salari da fame.

A cura di Francesca Moriero
10:30

25 aprile, Bonelli (Avs): "Grazie alla polizia per aver individuato responsabile che ha sparato contro ANPI"

"Ringrazio la Polizia di Stato per la rapidità con cui ha individuato l'autore del gesto criminale che ha sparato contro due manifestanti che indossavano il fazzoletto dell'ANPI", ha detto Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde. "Ho sempre condannato la violenza, a partire dal feroce attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023. Ma non si può ignorare che da parte dei responsabili della comunità ebraica in Italia non vi sia stata una chiara condanna dei crimini e della pulizia etnica compiuti dal governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu contro il popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania. Questa mancanza di chiarezza contribuisce ad alimentare tensioni, odio e comportamenti irresponsabili che vanno fermati. La violenza si contrasta con coerenza, condannando senza ambiguità tutti i crimini, a partire da quelli commessi dal governo Netanyahu".

A cura di Francesca Moriero
10:15

Giustizia, Orlando e Serracchiani: "Serve una tregua tra politica e magistratura per riforme condivise"

In un intervento congiunto su Il Sole 24 Ore, l'ex Guardasigilli Andrea Orlando e la deputata Debora Serracchiani analizzano le tensioni nate dalla campagna referendaria sulla separazione delle carriere. Secondo gli esponenti del PD, lo scontro si è trasformato in una "crociata contro la magistratura" che rischia di alimentare un clima di sfiducia reciproca. Orlando e Serracchiani hanno spiegato che la magistratura non deve interpretare il risultato referendario come una rilegittimazione automatica, poiché "il distacco dell'opinione pubblica resta forte". Allo stesso tempo, hanno sottolineato che spetta alla politica, e in particolare alle opposizioni, visto il "fallimento" dell'azione del Ministero, farsi carico di un nuovo dialogo che coinvolga magistrati, avvocati e personale amministrativo.

Occorre una tregua, ma non uno stallo", concludono Orlando e Serracchiani, ribadendo che, sebbene le soluzioni della destra siano ritenute "peggiori del male", i problemi della giustizia "esistono e vanno affrontati insieme" per garantire tempi e costi sostenibili ai cittadini.

A cura di Francesca Moriero
10:00

Patuanelli: "Salvini sui social? Un meme, banda di scappati di casa"

"Ricapitoliamo, perché qui si sta perdendo il senso della realtà. La Lega, insieme a Fratelli d'Italia e Forza Italia, negozia il nuovo Patto di Stabilità con il suo ministro dell'Economia a dicembre 2023. ⁠⁠La Lega, per mano del sottosegretario Luigi D'Eramo, lo firma ad aprile 2024. Per quattro anni, la Lega è al governo e applica senza fiatare l'austerità più rigida: crescita azzerata, domanda interna compressa, salari fermi. Risultato: Italia fanalino di coda per crescita tra i Paesi del G20. ⁠⁠La Lega è nello stesso governo che esprime un vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, mentre da Bruxelles si ribadisce ogni giorno che il Patto di Stabilità non sarà sospeso", ha scritto sui social il vicepresidente M5s Stefano Patuanelli. "Nel frattempo si accorgono di una cosa elementare: senza crescita non c'è Pil. E senza Pil saltano tutti i rapporti-debito/Pil e deficit/Pil. Tradotto: lo spazio per fare scostamenti di bilancio si restringe proprio per effetto delle politiche che hanno sostenuto. ⁠⁠E a questo punto cosa fa Matteo Salvini? Pubblica un meme per dire che ‘combatteranno i vincoli europei'. Trenta minuti prima dell'audizione del suo ministro dell'Economia. Un meme. Dopo averli negoziati, firmati e applicati. Qui non siamo più alla propaganda. Siamo davanti a una classe dirigente che prima crea il problema e poi finge di combatterlo. Francamente, più che una forza di governo, sembra una banda di scappati di casa".

A cura di Francesca Moriero
09:45

Oggi Question Time a Montecitorio con Salvini, Zangrillo, Calderoli e Roccella

Oggi alle ore 15:00, l'Aula di Montecitorio ospita il Question Time con i ministri Salvini, Zangrillo, Calderoli e Roccella. Al centro del dibattito parlamentare ci sono l'emergenza trasporti, la semplificazione amministrativa e il futuro dell'Autonomia differenziata.

A cura di Francesca Moriero
09:30

Craxi (Forza Italia): "Spinta nuova per agenda più liberale e riformista"

"C'è la volontà di tutti di imprimere una spinta nuova, di rafforzare Forza Italia e di ridefinirne con maggiore nettezza il profilo identitario in senso più liberale e riformista". ha detto in un'intervista al Quotidiano nazionale, Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato. "I nostri identikit rispondono, per storia e per impegno, a questo profilo. Ma non è un'operazione di facciata. È un lavoro che parte dai contenuti, dalla necessità di aggiornare la proposta politica, di renderla più riconoscibile e coerente con la fase che il Paese sta attraversando. Forza Italia vuole essere l'ala moderata del centrodestra o vuol tornare a essere un partito capace di dettare l'agenda? Le due cose stanno insieme. Perché se non si occupa quello spazio politico, con idee e proposte, la coalizione si condanna alla sconfitta. E al contempo, senza un'agenda che si rivolga a quei mondi, non si conquista quel consenso. Noi, per cultura e vocazione, siamo la forza politica chiamata a svolgere questo ruolo, nell'interesse del Paese e dell'intero centrodestra, un'eredità politica di Berlusconi che non è da parte nostra oggetto di discussione né prima né dopo il voto politico, indipendentemente dal meccanismo e dal responso elettorale. Lo dico per sgombrare il campo da ogni fantasiosa ricostruzione".

Quanto alle riforme, ha detto: "dobbiamo innanzitutto completare ciò che è rimasto sospeso. Penso alla riforma della prescrizione o alle norme in materia di sequestro di dispositivi, sistemi informatici e telematici. Alcuni sono provvedimenti di largo consenso, anche oltre il perimetro della maggioranza. E poi spingiamo per un'agenda pragmatica e sostenibile da costruire con tutti gli attori del sistema-giustizia, magistratura compresa".

A cura di Francesca Moriero
09:15

Lupi (Noi Moderati): "Salario giusto più efficace del minimo, ora l'Europa ci conceda flessibilità"

In un'intervista a Il Resto del Carlino, Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, ha espresso forte soddisfazione per la linea adottata dal governo nel decreto Primo maggio: "Siamo contenti sia stata ripresa una nostra battaglia", ha detto, spiegando che la vera soluzione non è il salario minimo, ma il "salario giusto" garantito dalla contrattazione collettiva e sostenuto da decontribuzione e defiscalizzazione. Il presidente di Noi Moderati ha poi ricordato i risultati ottenuti negli ultimi quattro anni, sottolineando come la precarietà sia diminuita di 550mila unità a fronte di un aumento complessivo di 1,2 milioni di occupati. "Quando le riforme funzionano, diventano strutturali", ha aggiunto, citando come esempi il taglio del cuneo fiscale e il rinnovo del contratto dei docenti. Sulla questione dello scostamento di bilancio chiesto dalla Lega, Lupi ha chiarito che l'Italia non può agire in solitaria, ma ha il dovere di trattare con Bruxelles. "Viste le condizioni eccezionali, come la chiusura dello Stretto di Hormuz, è giusto che l'Europa valuti deroghe per favorire crescita e famiglie", ha concluso, richiamando il precedente del debito comune europeo creato durante la pandemia.

A cura di Francesca Moriero
09:00

Crosetto: "Difesa come il tetto di una casa: senza sicurezza crollano sanità e scuola"

In un'intervista con Il Foglio, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlando di spese militari, criticando chi le considera un inutile spreco di risorse: "Investire nella sicurezza fa perdere consenso", ha detto il ministro, sottolineando però come la difesa non sia "in contrapposizione con le altre voci del bilancio", ma ne rappresenti "la base essenziale". Facendo un paragone diretto, Crosetto ha detto che considerare le spese per la Difesa alternative a quelle sociali sarebbe un errore logico: "È come dire che il tetto non serve perché bastano i letti. Ma i mobili non hanno senso senza una struttura che li protegga". Il ministro ha poi ricordato che "persino leader considerati pacifisti, come lo spagnolo Sánchez, hanno aumentato drasticamente gli investimenti nel settore nel 2025, superando la soglia del 2% del PIL". "La guerra e il suo rischio sono entrati nella vita di ogni giorno", ha avvertito, spiegando che oggi la minaccia è molto più concreta rispetto al passato. Per questo motivo, ha ribadito la necessità di "investire di più", anche a fronte delle attuali difficoltà di bilancio. In conclusione, il ministro ha lanciato un monito per il futuro: "Tra un anno non sarò più in questo ruolo, ma il problema resterà. Serve una Difesa più forte di quella che abbiamo oggi".

A cura di Francesca Moriero
08:40

Zingaretti contro il Governo: "Trattano l'Europa come un nemico, mancano i progetti"

In un'intervista rilasciata a La Stampa, Nicola Zingaretti, capodelegazione del PD al Parlamento europeo, ha commentato duramente l'ipotesi di uno scostamento di bilancio avanzata dall'esecutivo. "Questa proposta nasce dal fallimento del governo sulla procedura d'infrazione", ha dichiarato, sottolineando come in Europa regni ormai la diffidenza verso l'Italia. L'esponente dem ha poi ricordato che le dichiarazioni di Salvini e i suoi legami con il fronte anti-europeista complicano i rapporti con Bruxelles: "Se la consideri nemica, diventa difficile poi chiedere aiuto". In merito a un'eventuale uscita unilaterale dal Patto di Stabilità, Zingaretti ha espresso forti dubbi sulla reale finalità dei fondi: "Il governo deve chiarire se vuole fare investimenti o distribuire mancette". Zingaretti ha poi criticato la gestione del Pnrr, definendola "opaca", e si è chiesto quali risultati abbiano prodotto i 200 miliardi ottenuti in termini di innovazione e coesione sociale. Ha quindi spiegato che la battaglia in corso al Parlamento europeo sul bilancio 2028-2034 è cruciale: l'obiettivo è ottenere più coraggio nei saldi e impedire che i costi della transizione ricadano solo su lavoratori e imprese italiane, mentre le multinazionali del web continuano a non pagare nulla.

A cura di Francesca Moriero
08:25

Salvini sull'Europa: "Libertà di spesa per bollette e carburanti come per le armi"

In un'intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha chiarito la posizione del governo riguardo alla gestione della crisi economica: "Non vogliamo un'uscita da nulla", ha esordito il leader della Lega, precisando che la proposta riguarda una strada percorribile con fondi esclusivamente italiani, "per la quale serve però il via libera di Bruxelles". Salvini ha poi ricordato che l'Europa si starebbe dimostrando, ancora una volta, "lenta e incapace" di rispondere ai problemi reali, citando le critiche già mosse dal presidente di Confindustria Orsini. Alla luce della crisi internazionale e dei rincari seguiti alla guerra in Iran, il ministro ha detto che "è fondamentale poter investire ogni risorsa necessaria" per sostenere famiglie e imprese. "La Lega ritiene urgente", ha proseguito Salvini, "che l'Europa conceda la stessa libertà di spesa straordinaria prevista per le armi anche per il caro bollette e carburanti". Il vicepremier ha poi sottolineato il rischio di una paralisi dei consumi e del fallimento di molte aziende, avvertendo che sarebbe un errore fatale se Bruxelles impedisse all'Italia di aiutare settori strategici come quello aereo e navale. Poi ha ribadito la sua ferma opposizione al Green Deal, definendolo un progetto "ideologico" che "ha favorito la concorrenza cinese" mettendo in ginocchio il settore dei motori: "Una vera follia".

A cura di Francesca Moriero
08:15

25 aprile, Schlein: "Colpisce condanna selettiva di Meloni, dimentica di dover rappresentare anche quelli che non l'hanno votata"

"Sul 25 aprile a me quello che colpisce è la condanna selettiva da parte di una presidente del Consiglio che dimentica di dover rappresentare tutte e tutti gli italiani, anche quelli che non l'hanno votata" ha detto Elly Schlein ieri sera a Di Martedì su La7.

A cura di Francesca Moriero
08:00

Schlein: "Errore aver puntato su Donald Trump, Meloni lo riconosce nei fatti"

"C'è un errore che Giorgia Meloni probabilmente nei fatti riconosce, quello di aver puntato su Donald Trump" ha detto ancora ieri sera Elly Schlein a Di Martedì su La7. "Purtroppo quando poi si cambia linea in politica c'è una vischiosità della linea precedente", ha sottolineato.

A cura di Francesca Moriero
07:55

Calenda: "Renzi? Capace che alle prossime elezioni bussi a CasaPound"

"Se prima delle prossime elezioni andrò a bussare alla porta di Renzi? L'ultima volta è venuto lui a bussare alla mia porta, quello che fa normalmente è bussare alla porta di chiunque. Nelle prossime elezioni è capace che bussa alla porta di Casapound", ha detto Carlo Calenda, segretario di Azione. Calenda ha poi anche ricordato che Renzi "è stato l'unico leader liberale in tutta Europa a non scomodarsi a portare solidarietà in quattro anni all'Ucraina: abbiamo aperto una sottoscrizione perché ci vada pagato, almeno forse così ci andrà".

A cura di Francesca Moriero
07:40

Governo, Schlein: "Se Conte vincesse primarie lo sosterrei"

Alla domanda "se vincesse Conte andrebbe dietro al leader del M5s?", Elly Schlein ha risposto: "Assolutamente sì, noi ci metteremo d'accordo anche su questo. Faremo l'accordo a chi prende un voto in più alle elezioni, oppure sono disponibile anche alle primarie di coalizione se ci decidiamo a fare quelle" ha aggiunto la leader dem ieri sera a Di Martedì su La7. "Ma il totonomi non interessa a nessuno, in questo momento non e' la priorita'. La priorità sono le proposte concrete che facciamo per migliorare la vita degli italiani davanti all'occasione storica che ha sprecato GiorgiaMeloni" ha spiegato.

A cura di Francesca Moriero
07:28

Schlein: "Per Meloni è sempre colpa di qualcun altro"

"È incredibile che per Giorgia Meloni sia sempre colpa di qualcun altro. Sta al governo da quattro anni e, diciamoci la verità, ci sta con dei numeri in Parlamento che le avrebbero consentito di fare tutto ed è riuscita comunque in quattro anni a non fare nulla che migliorasse la vita degli italiani" ha detto Elly Schlein ieri sera a Di Martedì su La7. "Questa è la verità con cui devono fare i conti", ha aggiunto.

A cura di Francesca Moriero
07:25

Decreto Primo maggio, Meloni avvisa le imprese: "Bonus solo a chi paga stipendi giusti"

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto Primo maggio, prorogando i bonus giovani e Zes per tutto il 2026, ma con un vincolo chiaro: gli incentivi andranno solo a chi garantisce il "salario giusto". Una mossa che la premier Meloni rivendica con forza. Nel frattempo resta alta la tensione sul caso Minetti: il Quirinale chiede chiarezza sulla grazia e Schlein attacca la difesa di Nordio, definendo "gravissimi" i dubbi emersi. A frenare l'entusiasmo è però il ministro Giorgetti, che nelle ultime audizioni ha gelato le aspettative: tra crisi internazionale e caro energia, l'economia italiana crescerà appena dello 0,6% nei prossimi anni.

A cura di Francesca Moriero
0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views