Spara contro attivisti dell’Anpi il 25 aprile: caccia all’uomo in tuta mimetica, ripreso su via Ostiense

Gli ha sparato contro con una pistola a pallini in via delle Sette Chiese, poco lontano da Parco Schuster dove era arrivato il corteo per la Festa della Liberazione, e poi è fuggito a bordo del suo scooter verso Porta San Paolo. L'uomo che sabato 25 aprile a Roma ha aggredito Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano, attivisti dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, si è diretto a nord passando a tutta velocità su via Ostiense, un piccolo elemento che potrebbe essere molto utile agli agenti della Digos che stanno investigando.
Analisi sulle videocamere di via Ostiense
Sulla strada che collega il centro della Capitale con il mare sono presenti numerose telecamere di videosorveglianza di semafori e di attività commerciali. Come riporta il Corriere della Sera, le immagini sono ora al vaglio della polizia. Su tutte, potrebbero essere fondamentali quelle di una telecamera all'incrocio con via del Porto Fluviale, da cui sarebbe passata la moto bianca dell'aggressore, che indossava una tuta mimetica e un casco integrale scuro. Sul posto ha lasciato i piccoli pallini bianchi, con un diametro fra i 5 e i 6 millimetri, e idue attivisti, feriti mentre attraversavano le strisce pedonali allontanandosi dalla festa di chiusura della manifestazione.
"Mi ha puntato la pistola al volto"
"Eravamo fermi, stavamo guardando il telefonino per cercare una gelateria sul lato alberato dove c'era un po' d'ombra", ha raccontato Gabrieli, 62 anni. A un certo punto ha sentito il compagno, 66 anni, gridare. "Mentre guardavo lui ferito al viso e alla mano ho girato la testa e ho visto questo soggetto che mi puntava la pistola. Non sapevo che fosse un'arma ad aria compressa. Ho pensato di morire". Secondo il racconto dell'attivista dell'Anpi, nonché esponente di Sinistra italiana ad Aprilia, l'aggressore "non è sceso dalla moto: si è fermato, ha puntato con il braccio teso e ha esploso almeno quattro colpi. Poi ha fatto uno scatto veloce, ha accelerato ed è sparito andando verso via Ostiense. Per questo gesto e questa prontezza, ho avuto la sensazione che fosse giovane".
Sarebbe un atto premeditato
Si lavora all'identificazione, ma anche alle motivazioni che l'hanno spinto. "Ho una sola certezza, siamo stati colpiti perché avevamo il fazzoletto dell'Anpi, colpiti perché antifascisti", ha raccontato Rossana Gabrieli. Tutti gli indizi fanno pensare a un'azione premeditata, una dimostrazione di forza guidata dall'odio politico. Dall'analisi delle immagini delle telecamere della zona, che mostrerebbero vari passaggi dello scooter nelle vie intorno al parco, emerge il sospetto che l'uomo fosse alla ricerca di vittime, qualcuno che si allontanava da solo o in piccoli gruppi dalla manifestazione.
Anche il momento in cui è avvenuto, poco prima della conclusione dell'evento, potrebbe essere stato scelto per scatenare il maggior panico possibile. Una scelta quasi terroristica. Al momento, però, non ci sarebbero evidenze del coinvolgimento di altre persone e, quindi, della presenza di un gruppo organizzato dietro il gesto. Gli investigatori starebbero setacciando le chat Telegram degli ambienti suprematisti e di estrema destra per trovare l'indizio di un qualche legame.