video suggerito
video suggerito

Spari contro Anpi a Roma il 25 aprile, la donna colpita: “Mi ha puntato la pistola in faccia, pensavo di morire”

Parla l’attivista dell’Anpi Rossana Gabrieli, colpita insieme al compagno da uno sconosciuto in moto, con una pistola ad aria compressa. L’aggressione a margine del corteo del 25 aprile per la festa della Liberazione.
A cura di Roberto Abela
0 CONDIVISIONI
L’evento del 25 aprile a Parco Schuster
L’evento del 25 aprile a Parco Schuster

"Ho visto la pistola puntata contro di me. Ho pensato di morire". Con queste parole Rossana Gabrieli ha raccontato lo choc derivante dall'aggressione con una pistola ad aria compressa, subita da lei e il suo compagno il 25 aprile. Il fatto si è verificato a margine della manifestazione per la festa della Liberazione organizzata nel quartiere San Paolo, zona sud di Roma. "Ho una sola certezza", ha dichiarato la donna, "siamo stati colpiti perché avevamo il fazzoletto dell'Anpi, colpiti perché antifascisti".

La dinamica dell'aggressione

Un attacco condotto da uno sconosciuto a cavallo di una moto e con il volto coperto da un casco integrale, messo in atto in via delle Sette Chiese, nei pressi del Parco Schuster. Lì, su un palco, erano ancora in corso eventi legati al dopo-corteo: "Eravamo fermi, stavamo guardando il telefonino per cercare una gelateria sul lato alberato dove si cerca un po' d'ombra. Mi sono accorta" di quel che stava accadendo "perché il compagno che era con me ha gridato. Mentre guardavo lui ferito al viso e alla mano ho girato la testa e ho visto questo soggetto che mi puntava la pistola", il racconto di quel momento all'Ansa.

"Non sapevo cosa fosse, che fosse un'arma ad aria compressa. Ho pensato di morire". Per l'attivista dell'Anpi, nonché esponente di Sinistra italiana ad Aprilia, la scena è ancora nitida nella mente: "Non è sceso dalla moto: si è fermato, ha puntato con il braccio teso e ha esploso almeno quattro colpi, con un suono sordo. Poi ha fatto uno scatto veloce, ha accelerato ed è sparito andando verso viale Ostiense. Per questo gesto e questa prontezza, ho avuto la sensazione che fosse giovane".

La paura per genitori e bambini in piazza

I due protagonisti dell'aggressione sono ancora sconvolti. Racconta Gabrieli: "Non posso dire di stare bene. È stato uno choc fortissimo: ho visto quella pistola puntata contro di me. Vedo quell'immagine e ho le emicranie. È stato orribile". Anche se in quel momento non sono mancati lucidità e altruismo: dopo l'agguato i due sono andati verso la manifestazione, per farsi medicare ma anche per avvertire chi era lì. "Noi eravamo davvero soli, la maggior parte delle persone era al Parco Schuster. Mi sono ripresa e ho avuto l'istinto di dire ‘andiamo all'interno'. Abbiamo cercato aiuto e avvertito i compagni dell'Anpi. Avevo paura che andasse a fare del male ad altri", ha dichiarato l'attivista.

"Grazie alla Polizia per averci protetti"

"Vorrei esprimere la mia gratitudine agli uomini della Polizia di Stato e al commissariato: hanno avuto un profilo professionale, ma anche umano, incredibile. Ci hanno protetti, sono stati meravigliosi", ha riferito la donna, non prima di precisare che "non è vero che ci sia contrapposizione tra sinistra e forze dell'ordine: può esserci solo con i facinorosi". Poi la richiesta: "Auspico che venga fatta giustizia, spero che sia trovato il colpevole. Ma la violenza o la vendetta non mi appartengono. Mi appartengono valori come la pace e la cultura", ha concluso Rossana.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views