Spari in piazza a Roma il 25 aprile, colpiti marito e moglie da un uomo in moto: indaga la Digos

"Ho visto una persona giovane con uno scooter che si è fermato e ha puntato addosso un'arma e ha ripetutamente sparato sia me che la persona che stava con me. Io sono stata colpita alla spalla, lui al viso e alla mano". Questo è il racconto della donna raggiunta dai colpi di una pistola a pallini mentre si trovava nella zona più esterna di Parco Schuster, in zona Ostiense, dopo le celebrazione del 25 aprile, all'inizio di via delle Sette Chiese. Ad essere colpito, oltre a lei, anche il marito che si trovava al suo fianco.
Spari in piazza il 25 aprile a Roma: "Ci ha fatto male, sparava ad altezza viso"
A sparare con la pistola ad aria compressa un giovane, come la donna ha dedotto dai movimenti rapidi, che indossava un giubbetto tipo mimetica, verde militare e un casco integrale, poi fuggito in scooter. Si trovava a circa dieci metri dalla coppia, rimasta sotto shock ma non in condizioni gravi. "Ci ha fatto male, ha sparato più volte all'altezza del viso", ha spiegato la donna mentre provava a descrivere ai poliziotti l'arma da cui sono partiti i colpi, probabilmente una pistola a piombini reperibile anche nei negozi di giocattoli.
"Mi sento scossa e soprattutto indignata – ha commentato la donna – Questo dimostra che continuiamo ad avere una grande necessità di queste manifestazioni, perché i fascisti che si comportano da vigliacchi continuano ad esistere. E noi dobbiamo stare molto attenti. Non va abbassata la guardia: queste persone vanno individuate e punite", ha poi concluso.
L'arrivo dei soccorsi: indagini in corso
Non appena scattato l'allarme, sul posto, a Parco Schuster, sono arrivati gli operatori sanitari del 118 a bordo delle ambulanze per cercare di curare le ferite riportate dai pallini, fortunatamente solo lievi escoriazioni e gli agenti della polizia di Stato che hanno raccolto le testimonianze della donna colpita alla spalla e del marito, raggiunto, invece, al volto e alla mano. Gli accertamenti per cercare di risalire all'identità del responsabile sono immediatamente scattati gli accertamenti: oltre a raccogliere le testimonianze dei presenti, gli agenti della polizia di Stato e di quelli della Digos del commissariato Colombo che stanno indagando sul caso, stanno passando al vaglio anche le registrazioni delle telecamere di sorveglianza, per cercare di individuarlo e risalire alla sua identità. Fino a quel momento, però, le indagini restano aperte.