I leader dell'Unione europea sono riuniti oggi in videoconferenza per discutere della risposta economica alla crisi innescata dalla pandemia di coronavirus. Per la prima volta il Consiglio europeo discuterà Recovery Plan, il piano per la ripresa, presentato dalla Commissione Ue e chiamato Next Generation Eu. "Oggi faremo un passo cruciale nel percorso per uscire dalla crisi. Sono felice di poter presentare al Consiglio il nostro pacchetto per la ripresa", ha detto questa mattina la presidente dell'esecutivo Ue, Ursula von der Leyen. "Questa proposta è ambiziosa, ma equilibrata. Insieme a un nuovo quadro finanziario pluriennale, è uno stimolo gigantesco di 1.850 miliardi di euro. E non aiuterà solamente i Paesi più colpiti dal virus, ma anche quelle economie indirettamente danneggiate a causa del lockdown", ha proseguito.

Von der Leyen ha quindi sottolineato che, per uscire dalla crisi, l'Europa debba investire e portare avanti delle riforme. "E il nostro piano vuole proprio aiutare la ripresa dell'Ue, affinché sia forte, sostenibile e digitale. In altre parole, aiuterà l'Europa ad essere più moderna. Non è un'occasione che possiamo permetterci di perdere", ha aggiunto, ribadendo la necessità di lavorare a un'Europa che sia in grado di affrontare le tempeste globali e, in ultima istanza, una casa più sicura per le future generazioni. "Per un successo comune dobbiamo rimanere concentrati sul quadro generale, dobbiamo restare uniti. Non ci possiamo permettere ritardi", ha concluso.

Come spiegato anche dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in Parlamento, non si tratterà di un incontro decisivo, ma solo di una prima consultazione. Dopo le discussioni di oggi spetterà al presidente del Consiglio europeo, il belga Charles Michel, inizierà a lavorare a un pacchetto da mettere sul tavolo dei negoziati. Il prossimo mese i leader dell'Ue potrebbero tornare a incontrarsi, questa volta fisicamente a Bruxelles, per raggiungere un'intesa. Ma ci sono diversi nodi ancora da sciogliere, in particolare sulle divergenze che persistono con i Paesi frugali, scettici all'idea di finanziamenti a fondo perduto e di una condivisione del debito.

I Paesi sono distanti per quanto riguarda sia la dimensione che la durata delle linee di credito del Recovery Plan, ha spiegato Michel. Il commissario agli Affari economici, Paolo Gentiloni, ha spiegato che nessuno Stato membro si sia opposto totalmente alla proposta della Commissione, ma la considerano una base di partenza su cui poi negoziare. Tutti però sono d'accordo sul fatto che un'intesa debba essere trovata al più presto.