Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto alla Camera per la sua informativa in vista del Consiglio europeo del 19 giugno in cui i leader dell'Unione europea saranno chiamati a discutere del Recovery fund e della risposta comunitaria alla crisi economica innescata dalla pandemia di coronavirus. Conte ha affermato per prima cosa di essere in contatto con tutte le forze politiche per la redazione del piano di rilancio per il Paese da presentare all'interno del più ampio programma europeo: "Le risorse messe in campo dall'Ue non possono essere gestite solo dal governo in carica come un proprio tesoretto. Per questo ci vogliono obiettivi ambiziosi comuni", ha sottolineato il presidente del Consiglio.

"Manca ancora un'elemento essenziale, la proposta formale di un nuovo quadro pluriennale. Per questo l'incontro avrà solo una natura consultiva, in cui andranno indagate intese e convergenze", ha proseguito Conte, auspicando di raggiungere presto un accordo definitivo. "Ma già in questi giorni è stata avviata un'ampia consultazione con tutte le forze politiche, produttive, sociali e culturali del Paese per elaborare un piano di rilancio da cui successivamente potrà essere ricavato il più specifico Recovery Plan che l'italia presenterà a settembre", aggiunge. Che sarà portato in Parlamento, assicura, prima di essere approvato. "Stiamo lavorando affinché l'Europa non disperda quanto accumulato negli ultimi mesi, grazie anche al contributo fondamentale dell'Italia. L'Italia lo ha chiesto fin dall'inizio, e lo dico con orgoglio: l'unica risposta efficace contro il coronavirus è una risposta ambiziosa e comune. L'approccio italiano è poi diventato un consenso a 27", ha aggiunto Conte, parlando quindi del Recovery Fund. "Le proposte della presidente Ursula von der Leyen confermano che l'Europa non ha mancato l'appuntamento la storia. La proposta della Commissione è una buona base di partenza, di cui condivido la logica e lo spirito. Per far ripartire le nostre economie è fondamentale raggiungere un consenso prima possibile sul Next Generation Eu, una decisione tardiva sarebbe un fallimento", ha avvertito. Definendo la crisi la peggiore che il vecchio continente abbia visto in 70 anni, Conte ha sottolineato che non ci possiamo permettere ritardi: "Non lo meritano le migliaia di vittime del Covid e non lo meritano le imprese e le famiglie che stanno facendo i conti con le conseguenze economiche e sociali. I capi di Stato e di governo devono essere responsabili e solidali: non ci dobbiamo scostare dalla proposta della Commissione. Deve rimanere fermo il principio di finanziamenti straordinari e a lungo termine tramite debito comune europeo. La posta in gioco è la tenuta a livello economico e sociale dell'Unione: la tenuta del mercato unico, uno dei cardini dell'Europa Unita. 

Conte ha quindi confermato l'impegno nel cercare di contrastare una seconda ondata di contagi. "Altrettanto fondamentale è il sostegno ai Paesi e alle Regioni ai Paesi più colpiti", ha affermato, spiegando che ci deve essere differenza tra i fondi straordinari e quelli ordinari. Il Consiglio europeo deve essere capace di mostrare coerenza sui valori condivisi, ha proseguito, affermando di sperare di trovare uno spirito costruttivo da parte di tutti gli Stati membri. Il presidente del Consiglio ha quindi parlato degli obiettivo in materia di digitalizzazione ed ecosostenbilità per il nuovo quadro finanziario pluriennale. "Nella discussione parleremo anche dei privilegi di pochi Stati membri, che abbiamo già definito anacronistici. Speriamo ci sia apertura e flessibilità. Una difesa dei privilegi e una chiusura al Next Generation Eu sarebbe inaccettabile e minerebbe alla ripresa economica", ha proseguito,

Conte ha ammesso che c'è ancora molta distanza tra alcuni Stati membri, ricordando come "anche nel nostro Paese" in molti accusarono il governo italiano quando per primo parlò di un debito comune. "Siamo stati i primi a indicare la giusta direzione per l'Unione, ma alla fine abbiamo convinto anche gli Stati membri più pensierosi", ha detto Conte rivendicando la credibilità italiana. "Possiamo rilanciare l'economia solo se sapremo trarre le lezioni della crisi attuale. Dovremo affrontare i nodi che da troppo tempo impediscono all'economia italiana di essere resiliente. Non ci possiamo permettere di tornare allo status quo precedente: da troppi anni non siamo allo stesso passo di altri Paesi avanzati", ha però sottolineato. Ribadendo come sia arrivato il momento di far ripartire l'economia con un nuovo modello di sviluppo che superino i ritardi e i nodi di quello seguito finora. "Siamo consapevoli che dovremo accompagnare questi progetti con una serie di riforme. Il governo è coeso, e lavora forte della fiducia nell'Italia e negli italiani", conclude Conte, aggiungendo che infine il Consiglio europeo riprenderà a discutere i negoziati sulla Brexit. "Un accordo ambizioso è ancora più importante adesso, alla luce della crisi", chiude Conte.