Continua il braccio di ferro all'interno della maggioranza sul cosiddetto lodo Conte bis sulla prescrizione, l'accordo raggiunto da Pd, M5s e Leu per modificare la riforma scritta dal Guardasigilli pentastellato Alfonso Bonafede. In commissione congiunta Affari Costituzionali e Bilancio alla Camera Italia viva ha votato con le opposizioni a favore di un emendamento a firma di Riccardo Magi (+Europa), per sospendere fino al 2023 la riforma Bonafede, entrata in vigore lo scorso 1 gennaio. Pd, Leu e M5s hanno votato contro. Alla fine l'emendamento è stato bocciato con 44 ‘no' e 42 ‘sì'.

Nel pomeriggio il governo e i relatori hanno dato parere contrario all'emendamento al decreto Milleproroghe, a prima firma Lucia Annibali (Iv), che bloccherebbe gli effetti della riforma sulla prescrizione, rinviandola al 31 dicembre: il voto sul lodo Annibali è slittato a domani, a causa di problemi tecnici sulle deleghe per gli assenti da sostituire. Sarebbe stata l'opposizione, a quanto si apprende, a chiedere di procedere alla votazione domani, mentre Italia viva premeva per il voto in serata.

Sono stati i renziani ieri ad alzare il livello dello scontro nel governo, parlando di una possibile mozione di sfiducia contro il ministro Bonafede, ipotesi comunque molto remota. Come ha confermato oggi pomeriggio lo stesso Guardasigilli, l'accordo di mediazione sulla prescrizione diventerà oggetto di un disegno di legge, che dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri già giovedì, per ottenere il via libera insieme al testo sulla riforma del processo penale. Escluse dunque le altre due ipotesi in campo: accantonata l'ipotesi di un emendamento al ddl Costa atteso in Aula alla Camera il 24 febbraio, così come l'opzione di un decreto, visto che in questo caso mancherebbero i requisiti di necessità e urgenza.

"La decisione del Governo di non inserire il Lodo Conte sulla Prescrizione nel Mille Proroghe mi sembra un gesto di buon senso, che evita forzature e spaccature. Lo apprezzo. Quando arriverà la legge sulla Prescrizione in Aula noi voteremo coerenti con le nostre idee e il garantismo che ci caratterizza", ha commentato Matteo Renzi sui social.

Zingaretti è infuriato, e giudica la minaccia di sfiducia di Matteo Renzi a un ministro del suo stesso governo, "un insopportabile teatrino della cattiva politica. Vedo che Salvini, Meloni e Berlusconi ormai stanno zitti, forse perché l'opposizione per loro la sta facendo qualcuno altro e questa situazione sta diventando veramente insostenibile".