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Caos nel centrodestra, la Lega vuole abbandonare il Patto di stabilità: FdI e FI si oppongono

Abbandonare il Patto di stabilità Ue. È la richiesta che la Lega vorrebbe inserire all’interno della risoluzione di maggioranza al Dfp approdato in Parlamento. Ma gli alleati chiudono. Per FI e FdI meglio “evitare voli pindarici”. Pd e Iv: “Maggioranza nel caos”.
A cura di Giulia Casula
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Uscire dal Patto di stabilità per liberarsi dai vincoli di bilancio dell'Ue. È la tentazione dichiarata pubblicamente dal senatore della Lega Claudio Borghi che ha mandato in agitazione il centrodestra. Questa settimana il Parlamento dovrà votare la risoluzione sul Documento di finanza pubblica 2026 approvato dal Consiglio dei ministri mercoledì scorso ma nella maggioranza si registrano tensioni. Il Carroccio pare insoddisfatto dei contenuti, mentre Forza Italia e Fratelli d'Italia frenano. 

"Si tratterà con gli alleati" sui contenuti del documento unitario da portare in Parlamento ma "la Lega insisterà" per inserire anche "l'abbandono del Patto, eventualmente anche unilaterale qualora l'Ue non dovesse dare risposte", ha dichiarato Borghi.

Un'uscita non concordata come si apprende dalle reazioni arrivate dagli alleati nelle ore successive. "Io lascerei lavorare il governo, il Mef e il Parlamento e, come ha detto Giorgia Meloni, eviterei voli pindarici o fuochi di artificio", ha replicato seccamente il responsabile Economia di FdI Marco Osnato. "Continuiamo ad attuare il piano quinquennale del governo, che fino ad ora ha portato buoni risultati anche a livello economico. Abbiamo sempre considerato i parametri derivanti dai patti europei come un mezzo e non come un fine e continuiamo a considerarli tali".

Si accoda il il portavoce di FI Raffaele Nevi: "Tutto si può fare…ne discutiamo e vediamo. Però, ci sono problemi che bisogna considerare. Certamente sarebbe meglio costruire percorsi più condivisi con l'Ue per evitare contraccolpi, uno su tutti lo spread. Noi facciamo altre proposte, alla fine valutando anche l'atteggiamento dell'Ue, faremo le nostre scelte", ha spiegato.

I toni sono pacati ma il messaggio è chiaro: non c'è spazio per proposte di questo tipo. L'Italia non intende uscire dal Patto di stabilità e vuole evitare strappi unilaterali.

Per le opposizioni è il segnale evidente che "la maggioranza è in confusione, senza una linea comune", ha dichiarato Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione Politiche europee. "Da una parte la Lega con Borghi invoca l'abbandono unilaterale del Patto di stabilità; dall'altra Forza Italia, con Nevi, mette in guardia dai rischi di più debito e dall'aumento di tassi su Btp, mutui e prestiti".

Nel centrodestra ci sono "due linee opposte, nel pieno di una fase economico-finanziaria drammatica per famiglie e imprese, con l'Italia che non riesce neppure ad uscire nei tempi previsti dalla procedura d'infrazione. Non c'è una visione comune, non c'è una strategia: solo tanta confusione e un governo che naviga a vista, considerando il silenzio della Presidente del Consiglio", ha aggiunto il dem.

I punti di discussione effettivamente sono diversi. Gli azzurri spingono per la revisione del Pnrr o dei fondi coesione in chiave energetica. "Il problema non è il no alla sospensione del Patto ma la necessità di fare qualcosa per tamponare questa situazione di difficoltà. Una situazione di emergenza, come i prezzi dell'energia oggi, richiede misure straordinarie, tra cui ci può stare l'aumento del deficit pubblico. Ma al netto che questo avvenga con o senza l'approvazione dell'Ue, è una misura che comporta rilevanti conseguenze per un Paese già molto indebitato come il nostro", ha spiegato Nevi.

Per questo motivo "noi abbiamo rilanciato l'idea di un nuovo Pnrr tutto dedicato alla crescita. Lo ha fatto Antonio Tajani l'altra sera alla presenza di Manfred Weber, presidente del PPE. Per evitare distorsioni della concorrenza e mettere tutti sullo stesso piano (chi ha soldi e chi no) la strada da seguire é quella di un nuovo Pnrr europeo che finanzi gli aiuti alle imprese e alle famiglie sull'energia, acquisti comuni (di gas, cherosene, ad esempio) e magari anche la difesa".  La Lega non si sbilancia. "Ne discuteremo", ha detto ieri Borghi.

Per il deputato di Italia Viva, Davide Faraone il centrodestra "è nel caos più completo". "È stato questo governo a firmare il Patto di stabilità con Giorgetti", ha ricordato. "E ora pensano a uno sforamento, addirittura il leghista Claudio Borghi, stesso partito del ministro dell'Economia, propone di abbandonare unilateralmente il patto. La batosta del deficit al 3,1%, la seconda nel giro di un mese dopo il referendum, ha di nuovo mandato in confusione la maggioranza". Lo dice il deputato di Italia Viva Davide Faraone, vicepresidente del partito. "Dopo quattro anni e altrettante leggi di bilancio lacrime e sangue, con la pressione fiscale schizzata oltre il 43%, il governo – aggiunge – continua a dare la colpa alle gestioni precedenti e al superbonus. Ma ormai la scusa non regge più, se l'Italia non esce dalla procedura in infrazione – spiega Faraone – è perché il governo ha sbagliato i conti e ha sperperato soldi in cose inutili come i centri in Albania. E ora è tutti contro tutti, vanno in ordine sparso e non sanno che pesci pigliare".

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