Dubbi di Giorgetti su aumento spese difesa: “Shock energetico priorità, valutare scostamento di bilancio su questo”

Di Annalisa Cangemi e Marco Billeci
Il ministro dell'Economia Giorgetti ha tenuto una conferenza stampa dopo il via libera da parte del Cdm al Documento di finanza pubblica, e ha sollevato ancora una volta la necessità di discutere una sospensione temporanea del Patto di Stabilità a livello europeo, cioè la disattivazione temporanea delle regole europee, come il tetto del 3% deficit/PIL, a causa del rischio recessione legato crisi energetica.
Il ministro ha risposto a una domanda di Fanpage.it sul tema del previsto aumento delle spese per la difesa, alla luce del contesto internazionale. Marco Billeci ha domandato al titolare del Mef se questo non comporti la necessità di tagliare altrove la spesa pubblica. "Per quanto riguarda le spese per la difesa resto agli atti – ha risposto Giorgetti – In questo momento in bilancio non c’è il famoso aumento delle spese della difesa di cui si parlava. C’è agli atti una risoluzione parlamentare che diceva di prevedere, qualora si fosse attivata l’uscita dalla procedura di deficit eccessivo – il mandato parlamentare è questo e io mi devo adeguare a quello – una prospettiva di progressivo incremento delle spese per la difesa. Naturalmente a questo punto, a brevissimo, e immagino contestualmente alla risoluzione parlamentare che nelle prossime settimane approverà e indicherà i nuovi elementi si dirà se e come procedere per quanto riguarda le spese per la difesa".
Per Giorgetti il dato sul deficit al 3,1% per l'anno scorso certificato da Eurostat non è "un fallimento del governo. Ricordo che la previsione per il 2025 era 3,3%. Noi abbiamo già fatto meglio delle previsioni del programma che avevamo presentato all'Europa. Sotto questo aspetto abbiamo sovraperformato come al solito".
"Vi dico anche onestamente, tutto questo dibattito rispetto all'uscita della procedura di deficit eccessivo, a me interessava moltissimo fino al 28 febbraio del 2026. Dopo il 28 febbraio del 2026 mi interessava assolutamente meno. Vedo poi dei commenti: capisco che in questo Paese ci sono anche dirigenti sportivi che esultano per l'eliminazione della Nazionale Mondiale di Calcio, quindi è anche evidente che ci siano tanti che esultano perché una decisione di questo tipo dell'arbitro va contro gli interessi nazionali. Siamo un Paese fatto così, altrove normalmente non avviene".
"È chiaro che il quadro fotografa una realtà che meriterà, urgentemente, di essere approfondito a brevissimo con decisioni di natura politica in merito a quello che da un lato è la possibilità già consentita di deroga sulle spese della difesa, perché inevitabilmente – per la situazione eccezionale – merita altrettanta attenzione lo shock energetico che il conflitto in Medio Oriente sta generando a livello globale, europeo e italiano".
Il ministro ha anche precisato che, in caso di mancato intervento dell'Europa, l'Italia potrebbe fare da sola sullo scostamento di bilancio: "Non lo escluderei", sono state le sue parole. "Però – ha aggiunto – siccome parlando con i miei colleghi in tanti si ritrovano come me a fare il medico nell'ospedale da campo, in tanti condividiamo il nostro stesso modo di vedere la situazione: abbiamo feriti che arrivano da tutte le parti e che dobbiamo curare e non possiamo dargli l'aspirina".
"Se si fa uno scostamento c'è una priorità – ha sottolineato Giorgetti in riferimento allo shock energetico – che va valutata per essere massimamente produttiva: se voglio evitare che aumentino i prezzi al supermercato, devo evitare che qualcuno ribalti i maggiori costi del trasporto sull'ultima fase del ciclo del dettaglio. C'è una proposta per una tassazione eccezionale da parte delle grandi compagnie. Non mi sembra che la nostra proposta sia stata ben accolta, ma chi fa il medico nell'ospedale da campo sta in una situazione diversa da chi sta allo stato maggiore".
"In modo responsabile e realistico dovremmo vedere come gestire la situazione nel futuro. Non ho chiesto la deroga al patto di stabilità, ho chiesto di essere pronti e flessibili alle situazioni, non rilassati ma flessibili. Non è accettabile la rigidità rispetto a un mondo completamente cambiato, è un approccio che non sta in piedi", ha spiegato. "Siamo di fronte a un mondo che ci ha posto sfide ed esige risposte prontamente", ha aggiunto. "Quando accendo la tv vedo un mondo che sta ridefinendo un po' di situazioni: in questo governo abbiamo avuto lo shock della guerra in Ucraina, poi la guerra dei dazi. Io dissi che non ero molto preoccupato perché confidavo che il network di imprenditori fosse in grado di superare la sfida, cosa che si è verificata. Lo shock attuale tocca innegabilmente tutte le famiglie e i consumatori ma anche il 20% della nostra industria che è energy intensive. Noi abbiamo ancora l'industria, l'Italia è ancora un paese industriale. Ci sono dei paesi europei che l'industria non sanno nemmeno cos'è e ritengono che questo sia un problema non dico banale ma relativo. Io e il collega tedesco, che ancora abbiamo l'industria, la pensiamo in modo diverso e che questo è un problema serio che va affrontato", ha sottolineato.
Fanpage.it ha anche chiesto al ministro dell'Economia se esista un problema di coperture per il decreto correttivo annunciato per modificare la norma sui rimpatri dei migranti, contenuta nel decreto Sicurezza, che dovrebbe ampliare la platea dei beneficiari del ‘bonus', includendo oltre agli avvocati anche mediatori e associazioni. Su questo Giorgetti ha risposto che la Ragioneria generale dello Stato è al lavoro: "Non posso dire quale sarà l'esito dell'esame, come sempre rigoroso e serio".